confindustrial

a northern daspo

, — Inviato da cauz @ 20:48

la padania e' campione del mondo.
evviva evviva, ottima squadra.
"un sempre-verde fede cossato, fortissimo"
mi dicono.

pero', a leggere le notizie su questa vittoria, mi casca l'occhio su altro:
"Al fischio finale è esplosa la grande gioia, con Bossi che ha invaso il campo di gioco ed ha esultato con i giocatori e con i tifosi presenti".

mi sorge un dubbio:

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un corazón tan rojo

— Inviato da cauz @ 17:53
 non ho mai avuto un gran rapporto di amore con le nazionali di pallone, con le nazionali in generale, con le nazioni definitivamente...
cosi' per tutta la mia vita ho guardato a questi tornei in maniera leggermente distaccata, interessato piu' alle partite in se' (guardacaso sono gli unici tornei che trasmettono per intero) che ai risultati delle medesime. guidato nelle speranze piu' da odi che da amori. tranne uno.
c'e' una sola squadra nazionale che ho sempre seguito con affetto, di piu', tifato. forse perche' e' la squadra del paese a cui piu' mi sono legato nella mia vita; forse perche' tra i pochi club che simpatizzo, l'unico sufficiente "grande" da poter mandare giocatori in nazionale e' il madrid... insomma, e' dall'infanzia che tifo spagna.
e' da quando sono bambino che aspetto di vedere la spagna vincere qualcosa, quantomeno "giocarsi" qualcosa, dopo una vita di suicidi, eliminazioni ai quarti, agli ottavi, gomitate in area non viste e delusioni d'ogni genere.
si capisce lo spirito con cui mi sono apprestato a seguire la "mia" spagna domenica sera.
cio' che non si capisce e' il contraltare per cui in qualche modo nel culo devo prendermelo lo stesso.

 

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i sentimenti, una questione individuale

— Inviato da cauz @ 16:37
i sentimenti sono questioni individuali, interiori, anche silenziose.
per questo ieri sera, nel momento in cui iker e' volato a fermare quell'ultimo tiro, ho messo da parte gli unici due urlacci sfuggitimi, mi sono stretto il santino al petto su una camiseta blanca sudatissima dall'afa milanese, e mi sono affacciato sul cortile del condominio.
non volava una mosca.
un attimo prima erano tutti li' davanti ai loro televisori ad ascoltare l'imbonitore di turno, pronti con le loro bandierine, forse pure con le chiavi dell'auto per andare a clacsonare in giro.
di colpo zitti, tombali. come dei catalani davanti a batistuta.

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gli interisti e quella strana analogia

— Inviato da cauz @ 04:38
 
a causa di svariate vicende della mia vita, in primis della mia nascita, ho una conoscenza quasi enciclopedica dei militanti del movimento di comunione&liberazione, mejo noti nel mondo come "CIELLINI".
ma non e' che qui io abbia tutta sta voglia di stare a raccontare per filo e per segno la fisiognomica e la psicologia del ciellino, lo potrei fare in futuro e sarebbe un discorso lungo. talmente lungo che non lo faro'.
voglio soffermarmi solo su un particolare, pero', perche' di questi tempi e' tornato decisamente di moda
.

 

  (Continua)

campioni ditaglia

— Inviato da cauz @ 16:35

   8 maggio 1898
   8 maggio 2008
 

   da 110 anni Campioni.
   aspettiamo un* sfidante.

 

 

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Genoatuttoetutti - internazionale tanto a uno

— Inviato da cauz @ 01:19
simpatica ed avvincente partitella ieri sera nello stadio di marassi a genova.
a fronteggiarsi il genoa cfc, prima squadra d'itaglia e tra le piu' titolate del campionato, e una giovane compagine padana denominata fantasiosamente internazionale fc, forse per la scelta di giocare con la maglia dell'inghilterra.
nonostante la giovane eta', comunque, questa squadretta sembra aver gia' un certo piglio combattivo da team rodato, tanto che si trova al vertice del campionato da ben due stagioni, nonostante un'incredibile serie di torti subiti da arbitri, compagni di banco, cani da appartamento, animali da passeggio, uccelli da gabbia e da voliera, vicini di casa, lontani parenti, segreterie umane e telefoniche, capufficio, caposala, camerieri, parroci, chierichetti e chi piu' ne ha piu' ne metta. 
contro tutto e tutti, insomma, fieri di una specie di pubblico che parrebbe trovare onore nel numero di nemici in agenda.
proprio il pubblico e' protagonista in avvio: al 5° il centravanti interista si avvicina al suo pseudo-allenatore e, convinto di aver preso una forte pallonata in testa, gli confessa di sentire un rimbombo nelle orecchie.
incomprensibilmente questa specie di allenatore risponde: "dossena chi?"
prima di essere scosso da una randellata in testa di un panchinaro che gli fa notare come il rumore potrebbe provenire dal pubblico.
con sommo stupore i giocatori in maglia inglese scoprono che allo stadio la gente ha il permesso di cantare, cosa che dalle loro parti pare essere proibita, forse per attuare piu' precisamente il decreto pisanu.
la vicenda tiene banco a lungo e si protrae nel dopo-partita, quando lo stesso pseudo-allenatore dal ciuffo sebaceo dichiarera': "il mio stupore era ancora piu' grande visto che in questo stadio io ci avevo giocato tantissime volte, ma quando giocava la mia squadretta regnava un silenzio tombale".

ad ogni modo, forse scossi da questa imminente novita' i giocatori padani si spingono avanti talmente tanto da spingere il tim-pallone colorato nella rete avversaria gia' prima del quarto d'ora canonico, ovvero quel lasso di tempo nel quale i giocatori del genoa amano intrattenersi negli spogliatoi dando vita a tornei di tressette e battute poco pudiche sulla fidanzata del centravanti, il cui nome di battesimo ha fatto il giro di genova.

con tutto questo ridere e scherzare la partita giunge in prossimita' della fine del primo tempo, quando un fulmine squarcia l'andamento della partita: al 40° infatti l'arbitro si toglie la parrucca e svela essere galliani, benche' con indosso una maglia bianconera con il nome di moggi sulle spalle. tra lo stupore generale estrae una bacchetta magica griffata mediaset e fa spegnere i riflettori dello stadio come solo lui sa fare. col favore delle tenebre uno squadrone di bonzi tibetani in fuga dal regime juventino-romanista dell'occupazione cinese invade il campo, fa dei giochi tipo sbandieratori del palio di siena con le bandierine dei corner e copre l'intero campo con un grande plaid che ritrae una scena di sesso anale tra mughini e massimo mauro. al riaccendersi delle luci, 8 secondi piu' tardi, un giocatore dell'inter e' scomparso.

niente di nuovo - si pensera' -, soltanto il centocinquantesimo errore arbitrale ai danni dei poveri derelitti padani nel solo girone di ritorno (mitropa cup compresa). puo' darsi, ma questo fatto segna la partita.
il secondo tempo, infatti, e' tutto nelle mani dei ladri prezzolati genoani che, dopo un intero campionato di stenti e di non-calcio che li ha relegati nell'ultima posizione della classifica a -3 punti, aggrediscono l'avversario ormai depresso da ogni lato e realizzano una quantita' di reti difficilmente stimabile.
il triplice fischio sprofonda i turisti simpatizzanti interisti nella disperazione, tanto che sui giornali di oggi e nei vari commenti in rete troviamo cronache di un discreto numero di suicidi e di reazioni simili a quelle seguite al gol di ghiggia al maracana' nel '50.
 
cliccando sull'immagine sottostante si ha accesso ad una sintesi dell'incontro priva di faziosita' e condizionamenti dei media che notoriamente sono tutti commmunisti.
 
 
 

emergenza rifiuti

— Inviato da cauz @ 21:07
Vegnivan quattru a quattru
vegnivan all'attaccu
vegnivan cumme matti
che squaddra de ravatti
ma u l'è arrivou u grifun
cun 'e balle in sciu cannun
cun quattru cannunae
t'è l'ha disintegrae
Serie a o serie b
u grifun l'è sempre chi
a l'è a squaddra du mae choe 
forsa zena russu e bleu
  


 (Continua)

la figurina del corsaro

, — Inviato da cauz @ 19:49

succede che domenica succede una cosa.
e allora, per placarmi un po' nell'attesa di questa cosa, ieri sera ho preso un dvd che giaceva sullo scaffale tra i film da vedere da un paio d'anni. si tratta di "figurine", esordio (credo) cinematografico di giovanni robbiano, allievo genovese di kusturica.
robbiano dev'essere pure lui un po' teso per questa cosa che va a succedere domenica, secondo me: lo testimonia un film che si adatta perfettamente all'antipatica ma vera etichetta "d'altri tempi", in cui il piccolo alberto insegue quell'ultima figu che gli manca su e giu' per una genova bellissima e ahime' dimenticata.
eccezionale jannacci nel ruolo del vecchio nonno comunista, in crisi completa sulla profonda domanda del nipotino: "ma tu preferisci il genoa o la russia?"...

 (Continua)

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