i now walk (into the wild)
zan zin zan... scorre sul velluto della voce di eddie vedder la periferia d'america vista da sean penn. dalla georgia al texas, giu' per il colorado fino al mar de cortez e poi di nuovo a nord lungo la costa, all'estrema alaska, seguendo lo zaino di un improbabile quanto drammaticamente reale fanciullo.
e' un film da vedere "into the wild", non perche' sia chissa' quale capolavoro cinematografico; penn cerca di inseguire la poesia di malick senza riuscirci, riesce pero' a tinteggiare un'opera di domanda e di ricerca, disegnandola sugli sfondali che solo la ricchezza dell'ambiente americano puo' offrire. e' un film che la sua ricerca te la schiaccia in fondo allo stomaco: personalmente ho avuto bisogno di una notte semi-insonne a rimuginarci e di almeno due giorni di "macinamento" per arrivare a digerirlo in qualche verso. e la forza della pellicola sta tutta qui, nel suo essere cosi' poco mordi e fuggi. dopo "into the wild" non si puo' fare un intervallo ed entrare in un'altra sala: e' un film di spazi fisici che richiede spazio e tempo per essere inteso.




