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[digicult] Auna. Il festival-laboratorio di musica elettroacustica di Milano

Posted: Novembre 11th, 2014 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Milano è una città musicalmente strana, che fatica a produrre qualcosa di organico e quando lo fa raramente riesce a dargli continuità. I bei tempi delle scene sono ormai terminati da qualche lustro, e oggi ci dobbiamo accontentare di ondate di pochi mesi, destinate a schiantarsi sugli scogli di un pubblico eccessivamente difficile (per numeri e capacità di coinvolgimento) e di una città troppo avvezza alle chiusure.

In questo grigio panorama, il mondo dell’elettroacustica rappresenta quasi una mosca bianca, perchè è proprio qui che ha costruito una sua fucina di idee, ha contagiato spazi e attivato nuove reti in costante allargamento dal punto di vista della partecipazione e, sorprendentemente, anche del pubblico.

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Rintracciare le cause di questa fortunata condizione non è certamente facile, e forse nemmeno troppo utile. E’ probabile che una proposta musicale a volumi contenuti abbia trovato maggiore benevolenza in una città dove l’indomabile dittatura del vicinato (qualsiasi esso sia) ha scatenato una sorta di “loudness war” al contrario. Ma più dell’azione contenitiva è stata la reazione dei protagonisti il vero punto di forza di questa crescita: l’elettroacustica a Milano cresce da una rete collaborativa di soggetti che privilegia l’interazione tra i musicisti rispetto alla ricerca di consenso tra il pubblico.

Si potrebbe dire che nasce dal basso e che nel basso rimane, ben conscia del fatto che una pianta per crescere rigogliosa ha bisogno innanzitutto di solide radici. Un orizzonte di suolo in cui musicisti, organizzatori e pubblico si scambiano costantemente di ruolo, senza tuttavia finire per alimentare un circolo chiuso.

Auna è una pianta che cresce da questo suolo. E dopo aver seminato e germogliato negli ultimi due anni tra Bologna, Forlì e Agliana non poteva che fiorire a Milano, e non poteva che farlo dopo una crescita lenta e naturale, che passo dopo passo ha portato fino all’imminente appuntamento. Più che un festival vero e proprio, Auna sarà quindi un laboratorio di musica elettroacustica a cielo coperto, in programma Venerdi 14 e Sabato 15 Novembre a Zona K-Scappatoia Cultura a Milano (http://www.zonak.it/). I musicisti/organizzatori si incontreranno durante il giorno per delle session di studio e ricerca sonora, per poi offrirne i primi risultati al pubblico serale tramite ensemble collaborativi temporanei – http://auna-blog.tumblr.com/.

Piccoli progetti più stabili saranno proposti soltanto in apertura di ogni serata, alle 19:30, iniziando da una divisione di ~Tilde, uno degli esperimenti sonori meglio riusciti di questi ultimi anni. Toccherà quindi ad Enrico Malatesta aprire le danze Venerdì 14 Novembre, con il suo repertorio costruito dalla sottrazione, fino ai minimi termini, degli elementi percussivi, per poi lasciare il palco al quartetto SIFSUA, dove la musique concrete del londinese Adam Asnan si incontra con la materialità sonora di Attila Faravelli, la ricerca elettronica di Giuseppe Ielasi e i campionamenti rumorosi di Sebastiano Carghini.
L’altra metà di ~Tilde, cui tocca aprire la seconda serata di Sabato 15 Novembre, è composta da Attila Faravelli e Nicola Ratti, che oltre ad essere le menti delle due rassegne elettroacustiche più longeve di Milano (The Lift e Variable Series) sono anche un duo che suona con nastri, elettroniche ed echi di chitarre fantasma, attivo da diversi anni. Nomi simbolici del panorama milanese. Così come fondamentale è l’esperienza della Senufo Editions, etichetta gestita dai due componenti del duo che segue sul palcoscenico: ovvero Giuseppe Ielasi e l’esploratrice franco-tedesca Jennifer Veillerobe.
Ma è nella seconda parte di ogni serata, dalle 21 in avanti, che lo spazio sonoro si apre agli ensemble improvvisati per l’occasione, dove i protagonisti si mischiano e si ripetono in progetti da 3 o 4 elementi per 40 minuti l’uno. Ai gruppi citati in precedenza, qui si affiancano l’impro ambientale di Renato Rinaldi, i cut-up magnetici di Dominique Vaccaro , i droni e i field-recordings di Giovanni Lami, il feedback chitarristico di Francesco Brasini, le architetture acusmatiche di Luciano Maggiore e l’opera di Massimo Carozzi e Riccardo Baruzzi, artisti che (come tanti altri qui presenti) si muovono sul confine tra ricerca sonora e visuale.

Auna si configura come un laboratorio sonoro-geografico di due giorni in grado di tracciare le traiettorie che congiungeranno, una ad una, differenti esperienze attive nel campo dell’elettroacustica lungo tutto lo stivale ed oltre: dallo “zoccolo duro” milanese a quella vasta “scuola padana” che da Bologna si estende fino a tutta la Romagna, allungandosi fino all’Europa centrale e all’Inghilterra.
Una rete vasta che sembra poter crescere ancora parecchio, ha solo bisogno di essere annaffiata e coltivata con la dovuta attenzione.



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