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[Zero2] Helen money. 12 settembre. Volume

Posted: agosto 1st, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Helen Money è una violoncellista californiana attiva ormai da oltre 20 anni in alcune delle esperienze più appetitose della musica underground, radicale o violenta americana. Già, perché Helen Money di fatto è una metallara, anche se non te lo dice – te lo fa capire, insomma. Le sue ispirazioni arrivano tanto da Pablo Casals e Šostakovič, quanto da Jimi Hendrix e Minutemen. Una linearità a zig-zag, proprio come un violoncello distorto, che l’ha portata dal rock dei Novanta alle colonne sonore e all’hardcore. Da ormai un decennio Alison Chesley aka Helen Money gira per il mondo da sola, collaborando con chiunque: da Bob Mould agli Anthrax, dai Broken Social Scene a Jarboe. Da qualche tempo è approdata in casa Thrill Jockey, etichetta di riferimento per tanto nuovo metal, anche per chi non fa metal. Come Helen Money, che continua a scorrazzare con le sue ditone nerborute su e già lungo il passaggio che separa l’umanità dal suo contrario.

Helen Money. martedì 12 settembre. Volume (@ santeria ramelli). gratis o cappello.


[Zero2] Inner8 + Kinoglaz + Grienkho + Fire at Work. 14 luglio. Leoncavallo.

Posted: luglio 3rd, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Lo slogan di CTRL, progetto che ha organizzato questa serata, è “Make music free”. Obiettivo ambizioso, direte, ma di questi tempi quanto meno necessario. Per raggiungerlo, CTRL si propone di sviluppare un nuovo sistema basato su cooperazione e nuove tecnologie. Per svilupparlo, si propone di far casino e ballare, perchè i due tool necessari per sviluppare qualsiasi forma di liberazione restano questi. Il ballo e il casino: “if i can’t dance, it’s not my revolution”, diceva Emma Goldman. L’incontro tra questi due elementi è sintetizzato alla perfezione dalla line up del nuovo appuntamento al Leoncavallo, una serata variegata come un gelato estivo, dall’ambient all’industrial passando per il dub più apocalittico, attraverso le generazioni. C’è Fire At Work che dell’industrial nostrano è un nome ormai storico e c’è Grienkho che è una novità della scena milanese ma che riscopre mixer e controller d’altra epoca. C’è Inner8 che è metà del famoso progetto DaDub e c’è Kinoglaz, che sorprende dedicandosi a una sonorizzazione di film con sintetizzatori analogici. C’è un filo continuo di creatività e pensiero libero, di ballo e di casino: un progetto di liberazione.

 

Inner8 + Kinoglaz + Grienkho + Fire at Work (+ Confindustrial Sinfonietta!). 14 luglio. Leoncavallo. sottoscriveteli.


[Zero2] Tinariwen. 12 luglio. Villa arconati.

Posted: luglio 1st, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

Era da un po’ che avevo perso di vista i Tinariwen, lo confesso. Dalla sbornia elettrica dei due gioielli d’esordio sono passati quasi 15 anni, e per questa musica è parso più di un secolo. Riprendere i Tinariwen oggi significa dimenticarsi dell’impatto che fu a quei tempi, quando l’Africa arrivava alle nostre orecchie solo dal calderone della “world music” e questi battaglieri tuareg ci gridarono che il rock’n’roll ha una globalità da accettare, accogliere, incoraggiare. Per ripartire li ho cercati su Google: l’anteprima del loro sito da motore di ricerca dice “An error occurred”. Sarà un problema del webmaster, ma ci sta, eccoli i Tinariwen: un errore che è avvenuto. Un disturbo, un’interferenza a deviare un percorso già obbligato all’interno di confini sia geografici che mentali. Il nuovo album, traboccante ospiti, si intitola Elwan, che in Tamasheq significa “elefanti”, e avanza con lo stesso passo lento e travolgente di un pachiderma. Un blues ipnotico e militante, meno furioso che quindici anni fa, ma ugualmente incazzato. E per quanto sia registrato in giro per il mondo, è inevitabile continuare a pensarli lì, tra le dune del deserto, dove non ci sono tralicci all’orizzonte, ma può bastare la rabbia per portare l’elettricità.

Tinariwen. mercoledì 12 luglio. Villa arconati. tanto denaro.


[Zero2] Alessandra Novaga & Patrizia Oliva. 22 giugno. Volume

Posted: giugno 13th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

Alessandra Novaga e Patrizia Oliva sono due di quelle figure della nostra musica a cui il termine creatività fa un baffo. Due che immaginano, eseguono, interpretano saltando da un piede all’altro, in ogni istante. Era inevitabile che si incontrassero, ed è avvenuto tempo fa. Da tre anni ogni tanto Alessandra e Patrizia si trovano a suonare insieme. Lo hanno fatto in case e salette, in residenze e in incontri estemporanei, a Marsiglia e a Porto, in Italia quasi mai. Una statistica destinata a durare, perché un concerto così a Volume è difficile dire che sia in Italia. Sta su un pianeta a sé, piccolo, confortevole, caldissimo, che lascia fuori dalla porta il mondo circostante, e forse anche le zanzare. Un piccolo antro dove la creatività si spinge oltre i suoi confini, cosa che accade sempre cominciando da un incontro.

Alessandra Novaga & Patrizia Oliva. giovedì 22 giugno. Volume (@ santeria ramelli). GRATIS.


[Zero2] ZUMA. 2-3-4 giugno. Cascinet.

Posted: maggio 25th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Cavalli imbizzarriti, testoni dell’isola di Pasqua, caffettiere, culi, elefanti, occhi, palme, vagine, vinili, unicorni, stregoni, razzi, piramidi, palle pelose, ombrelli, scale, barbe, tende e cazzi. Basta buttare un occhio veloce alla grafica di Zuma per capire che questo non è “solo” un festival, ma un vortice, un turbinio, un maelstrom in cui discendere per sbucare dall’altra parte. E no, non sono i Pirati dei Caraibi, piuttosto è Stargate, quello di Giacobbo però. Zuma è il festival che a Milano non c’era e adesso ci sarà. Il merito è di un’inedita “Alleanza Galattica”. Ci sono tutte o quasi le forze che rattoppano quotidianamente la navicella che permette anche ai milanesi di svolazzare nell’etere, questa volta unitesi per dare più propulsione, per viaggi interstellari. A Zuma ci saranno musica e pizza, campeggio e sballo, persino un parcheggio per UFO perché, si sa, le guerre stellari è sempre meglio evitarle con l’accoglienza. Sarà un lungo viaggio collettivo, di quelli che non si leggono nei libri ma nascono dalla musica. Ecco cosa promette di essere Zuma, con quel suo nome che sa di svacco sulla spiaggia, depressione e cocktail al tramonto. “17 live, 5 dj set, 2 installazioni sonore, uno spleeping concert, diversi workshop, un forno per la pizza”, il programma di Zuma sfaccetta come un dado il caleidoscopio della psichedelia e il listone dei suoi promotori: non manca quasi nessuno, solo non si vedono i due liocorni, ma arriveranno (in astronave). Sui palchi si ondeggia tra generazioni: con Futuro Antico che torna presente, Gaetano Liguori che incontra il Jooklo Duo e gli Embryo che stropicciano il concetto di spazio e tempo, e poi King Ayisoba che abbatte i muri, DSR Lines che ci proietta a un cielo da cui piombe sfavillante la punca dei Jealousy Party; e ancora: Björn Magnusson, Squadra Omega, Mike Cooper, Pandit Ritwik Sanyal, Krano, Wolfango, Trapcoustic, Mandolin Sisters, Rainbow Island, Cacao e Halfalib. Ci sono più “uppers” e “downers” che a casa Elkann, più colore che a casa Dalì, più psichedelia che al Parco Lambro. D’altronde Zuma è un festival che non c’era perché non è un festival, bensì un’alleanza galattica. Terrestri, fatevene una ragione, vengono in pace.

ZUMA, dove suona tutta sta gente qui sopra. da venerdì 2 a domenica 4 giugno. Cascinet. Pochi soldi e ben spesi.


[Zero2] Allucinazione metropolitana. 26 e 27 maggio. Casa Gorizia / Torchiera.

Posted: maggio 3rd, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Definisci “allucinazione”. Stato morboso in cui ciò che è pura immaginazione viene percepito come realtà; errore di valutazione; abbaglio. Definisci “metropolitana”. Boh, un treno – quando finiscono i lavori, si intende. O forse appartenente alla metropoli, alla città madre, caratterizzata da un’intensa e dinamica vita sociale, economica, culturale. Non ci siamo. Metterli insieme mica è facile, ci vuole creatività, improvvisazione, inquietudine. Punk, ecco. Definisci “punk”. E qua la cosa si incasina, perché i vocabolari parlano di movimenti inglesi degli anni ’70. Mentre la metropoli, l’allucinazione, è Milano, oggi. Dove vale tutto, tanto l’allucinosi ha pervaso ogni aspetto sociale (se ne restano), economico (si, vabbé), culturale (ecco). Due giorni punk a Milano, tra Casa Occupata Gorizia e Cascina Torchiera, con band italiane ma pure di Sheffield e Berlino (tra gli altri: Sievehead, Orden Mundial, Life Fucker, Idiota Civilizzato). Due giorni punk a Milano oggi, dove e quando punk non ha più nulla a che vedere con i vocabolari e i movimenti che furono, ma tanto da spartire con frenesia e inquietudine, nulla con questa metropoli, tutto con una curiosa, cruda, allucinazione. Prova a guardare, ma attento a non prendere un abbaglio.

Allucinazione metropolitana. tutte queste band qua, il 26 maggio in casa Gorizia e il 27 alla Torchiera. ingresso sottoscrivibile.


[Zero2] Sumac + Oxbow. Primo maggio. Magnolia.

Posted: aprile 23rd, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , | No Comments »

Qualche anno fa andai a vedere la proiezione di un documentario sul “DIY nel 21° secolo”, si intitolava Blood, Sweet and Vinyl (giusto per informazione) e all’inizio si incartava sempre il software da cui era proiettato, col risultato che andava tutto lentissimo. Pensai che questi post-metallari dovevano fumare davvero un sacco per parlare così, ma non lo dissi a nessuno. Volevo vedere cosa dicevano i Neurosis e gli Isis, invece d’un tratto mi apparvero gli Oxbow, e non c’entravano nulla. Non come estetica, non come musica. Mi aprirono in due, con quella chitarra incartocciata che si porta appresso tutto il r’n’r, con il soul che affiora dalla voce magnetica di Eugene Robinson ma soprattutto dall’atmosfera che ne dipana. Ovviamente il giorno dopo ho scaricato tutta la discografia, ebbro della meraviglia degli incontri inattesi. Ora tornano coi Sumac, che nemmeno conoscevo, ma leggo che sono una filiazione degli Isis. Il cerchio si chiude, sarà un cerchio fiammeggiante, e sono pronto a sorprendermi nel saltarci ancora in mezzo.

Sumac, Oxbow. lunedì 1° maggio. arci magnolia. un po’ di soldi.


[Zero2] Marginal consort. 17 aprile. Macao

Posted: aprile 10th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | No Comments »

I Marginal Consort sono una delle cose più assurde che la musica “libera” possa vantare nel mondo. Il collettivo giapponese, fondato dal dadaista Kazuo Imai, si riunisce per suonare dal vivo una volta all’anno (o poche di più quando se ne presenta l’occasione), si dispone liberamente nello spazio e manipola oggetti e strumenti, bambù e sensori, onde sonore e idee nell’arco di performance di lunga durata. I musicisti collaborano tra loro tramite lo spazio: non è un interplay ma una compresenza, una simultanea occupazione dell’etere che a volte genera dialogo, altre volte strade parallele che non si intersecano se non nei timpani dell’ascoltatore. A Macao di spazio ne troveranno a bizzeffe, e ad aprirglielo ci penserà Saturnalia, il festival estivo macaino che condivide con il collettivo giapponese lo stesso approccio materico. Suoni differenti che si incontrano o si evitano, tra rumorismi e casse dritte, pop trasognante e sincretismo, nel corso di un unico evento che è più lungo di una sera, di una notte, di una stagione intera. Nell’uno o nell’altro caso, il risultato è una lunga allucinazione uditiva, una volta all’anno, o quest’anno due. Siamo fortunelli, grazie Saturno.

Saturnalia preview: Marginal Consort. lunedì 17 aprile, ore 19. Macao. cinque euro.


[Zero2] Cristian Naldi. 14 aprile. Volume

Posted: aprile 10th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , | No Comments »

La prima volta che ho conosciuto Cristian Naldi era ubriaco. A pensarci bene, lo era anche tutte le altre volte. A pensarci meglio, lo ero pure io. Forse lo sono pure ora, e non a caso sto ascoltando Rurale, seconda ed ultima fatica del chitarrista romagnolo. Un disco che, come il precedente Spettro, ma pure come i due album di FULkΔNELLI registrati nel mezzo (in duo con Paolo Mongardi), ha quella capacità unica di farti sentire sbronzo quando non lo sei, o cullarti in una calda comodità quando l’alcool ha già fatto il suo. E come tutte le musiche così sbronze, anche quella di Cristian Naldi trova il suo compimento nell’abbandonarsi, o meglio, accasciarsi. Seduto lui sul palco, seduto il pubblico. In mezzo un’aria rarefatta di corde mutanti, straniate e stressate, paesaggi in chiaroscuro tratteggiati da chi ha studiato a lungo il lavoro altrui prima di immergersi nel proprio. E non uscirne più, come svegliarsi nei campi, umidi di nebbia e rugiada, dopo una sbronza colossale, senza ricordarsi nulla, senza riuscire a rialzarsi.

Cristian Naldi. venerdì 14 aprile. volume c/o santeria vecchio. gratis.


[Zero2] AmenRa, CHVE, Syndrome. 24 febbraio. Santeria Social club

Posted: febbraio 20th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Il post-metal è una palla pazzesca. Un’orda di dischi tutti uguali, band tutte uguali, suoni sempre uguali, tanto che quando qualcuno esce dal coro c’è solo da gridare al miracolo. E come sempre capita per i miracoli, non accade per caso. Gli AmenRa sono uno di quei pochi casi in grado di sfuggire al metodo “fotocopiamo i Neurosis”. Sfuggono perché hanno un vantaggio geografico (vengono da Kortrijk, città più nota per le grandi classiche del ciclismo che per il metal) e soprattutto religioso, il che favorisce il miracolo. Gli AmenRa sono infatti i fondatori della “Church of Ra”, che alle messe nere tipiche del genere sostituisce sermoni spirituali ancestrali, dall’antico Egitto alle Fiandre rurali. Un ventaglio che permette di improvvisare fuori dai canoni, un po’ come rifilarti un live acustico dopo anni di ampli a cannone. Se riusciranno a raggiungere l’obiettivo, sarà ancora un miracolo. Amen.
AmenRa, CHVE, Syndrome. venerdì 24 febbraio. Santeria Social club. sedici euri!