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[Zero2] Zines e Punx = TNT. 25 febbraio. Macao.

Posted: 18 Febbraio, 2020 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Appuntamento algebrico in quel di Macao. Una serata che si presenta come un’addizione: ‘zines + punx = TNT. E al di là del fatto assodato che la matematica non è un’opinione, qui è difficile dargli torto. La dimostrazione è talmente inappuntabile che non occorre nemmeno risolvere l’incognita del TNT. Che si tratti di trinitrotoluene (meglio noto con il nome d’arte Tritolo, protagonista di spettacolari eventi pirotecnici) o che si tratti del gruppo di agenti segreti capitanati da Alan Ford e dal diabolico Numero Uno, la formula funziona alla perfezione.

Perché il punk è un’esplosione, ma che avviene solo grazie all’innesco di un detonatore che è la reazione a catena dei legami umani, di corpi che si incontrano, si scontrano, si baciano, si parlano e si scrivono. Il punk non sarebbe mai esistito senza le fanzine. E le fanzine non sarebbero mai servite senza i punk, quel gruppo strampalato di agenti segreti, un po’ terroristi e un po’ pasticcioni, fuoriusciti dai retrobottega per incendiare il mondo.

Messi insieme, ‘zines e punx, possono fare e disfare qualsiasi cosa. Anche una nuova fanzine, nell’anno 2020, realizzata dal collettivo Mastica’zine e celebrata in questa prima zine-fest assieme a quei mattacchioni di Occult Punk Gang. “Ero una fanzine” è un numero monotematico dedicato all’eroina. Un tema non casuale per il numero zero del nuovo progetto, utile far subito saltare in aria tabù e pregiudizi morali. E se non bastassero, dopo la presentazione e dopo un’orgia di ospiti dall’editoria DIY, si accendono gli ampli e cominciano a suonare i punx. E sbadabem bum buuuuuuuum.

 

‘zines + punx = TNT: presentazione “Ero una fanzine”, live di Nylex, Krasue, Drimee Timedee, No Morphins. martedì 25 febbraio. Macao.


[Zero2] R.I.S.S.A. vs Cryzyed. 06 dicembre. Macao

Posted: 27 Novembre, 2019 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , | No Comments »

C’è una rissa a Macao. Ma non ditelo allo sceriffo e ai suoi sgherri, per favore. È qualche tempo che è cominciata ormai, e come ogni rissa è partita in maniera sommessa. Ora è deflagrata. Più che una rissa è una ridda, un convulso movimento di menti e corpi riunitisi per fare ciò che si fa in una rissa: menare. R.I.S.S.A. è il collettivo pestone nato a Macao negli ultimi mesi. Scritto così, con i punti, come fosse un acronimo, senza che qualcuno abbia ancora scoperto cosa riassume. Un’interpretazione noise? Rumoristi Intransigenti Senza Speranza Alcuna. Una lettura meno punk? Ridiamo Insieme Senza Sputarci Addosso. Uno slancio futurista? Ritorna Indietro Saltando Sempre Avanti. Qualcosa al passo con le mode milanesi? Resident Italian Super Star Advisor. Un’anticipazione del risveglio del giorno dopo? Raucedine Inappetenza Sconforto Sonnolenza Ansia. O una memoria completamente cancellata? Ricordo Indelebilmente Se Sono Allegra.

C’è spazio per ogni interpretazione, come nel programma della prossima serata. Che parte con il tributo di The Rita alla leggendaria Mauthausen Orchestra, un pezzo di storia dell’industrial scomparso con la morte di Pierpaolo Zoppo nel 2012, condiviso con altri noiser (Gabi Losoncy, Iugula-Thor, Lettera 22 e Taeter) e prosegue nei caldi e drammatici mari del Sud con Mai Mai Mai. Poi R.I.S.S.A. si dà il cambio con Cryzyed, collettivo altrettanto nuovo e casinaro ma di stampo hip-hop, che a questo giro ospita i due produttori egiziani 3phaz e 1127 (uno dei mille progetti di Amr El-Alamy) per concludersi con il dj set di Arcangelo, che chiude la serata ma non la rissa. La rissa a Macao va avanti, ma non ditelo allo sceriffo e ai suoi sgherri. O forse sì, magari i volumi forti e le mazzate li svegliano.

 

Mauthausen Orchestra tribute (The Rita, Gabi Losoncy, Iugula-Thor, Lettera 22, Taeter), Mai Mai Mai, 3Phaz, 1127. venerdì 6 dicembre a Macao.


Belle musiche duemiladiciotto – pt.1

Posted: 15 Gennaio, 2019 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Negli scorsi giorni sono cominciati i concerti -quelli buoni- anche per il 2019. Finalmente, l’attesa di 7 giorni è stata lunghissima. Però sono cominciati bene, molto bene, quindi posso tirare una spessa riga nera sul taccuino e mettere in ordine le idee del duemiladiciotto che fu. Che culo, nei 189 concerti segnati sul taccuino negli ultimi dodici mesi ce ne sono un sacco belli davvero, di quelli che ti fanno tornare a casa con il cuore gonfio e il fegato non parliamone. Nella rubrica attesissima che segue, ecco la selezione difficile dei 20 che più mi ricordo, e che forse mi resteranno impressi a lungo nella memoria, sempre che io non la perda del tutto a breve (sono sulla buona strada).

Eccoti tutto, caro internet. L’ordine è rigorosamente cronologico.

* Flavio Giurato / salumeria della musica
* Daniela Cattivelli ft. Camillo Prosdocimo / inner spaces auditorium san fedele
* Stefano Pilia & Alessandra Novaga / Standards
* The Necks & ‘A’ Trio / the Long Now (berlino)
* Colin Stetson / the Long Now (berlino)
* Henrik Munkeby Nørstebø & Axel Dörner / petersburg art space (berlino)
* Irreversible Entanglements / ACUD (berlino)
* Ilpo Väisänen / inner spaces auditorium san fedele
* Uniform / Macao
* Marc Ribot Ceramic Dog / Auditorium SanbàPolis (trento)
* Father Murphy / macao
* Akira Sakata & Giovanni di Domenico / standards
* Piotr Kurek / Zuma 2018 (Zuma)
* Andrea Belfi / Zuma 2018 (Zuma)
* Paal Nilssen-Love’s Brazil Funk Impro (ft Terrie Ex) / hangar bicocca
* Pere Ubu / santeria social club
* Wackelkontakt / macao
* Open Border (Ceccarelli, Trovalusci, Drake, Vandermark) / Forlì Open Music (forlì)
* Pierre Borel, Joel Grip, Cristiano Calcagnile / studio guerra
* Art Ensemble of Chicago / Jazzmi

** FUORI GARA
* Uomo Uccello / Zuma 2018 (Zuma)


[Zero2] Nurse With Wound. 25 novembre. macao

Posted: 7 Novembre, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | No Comments »

Cosa si può dire ancora che non sia stato detto sui Nurse With Wound? Cosa aggiungere alla meraviglia e al terrore del lavoro di Steven Stapleton e (rari) soci negli ultimi 40 anni? Davvero, non sarebbe meglio uscire senza ombrello sotto la pioggia a tastare l’orlo dell’autunno, a chiedersi perchè il freddo non sia ancora arrivato, benché sia inevitabile, come la morte? Ecco, la morte. Una cosa di cui si può continuare a parlare nonostante tutto sembri già detto da secoli ormai. I Nurse With Wound di fatto non hanno mai abbandonato il tema: la morte è l’oggetto onnipresente, nascosto tra le pieghe di un teatrino dada, pronto ad affiorare a ogni pagina girata. E della morte ha ancora senso parlare, specie in un’epoca in cui è stata censurata di netto, ridotta a pornografia di bassa lega, ora che persino spirare è diventato difficile, tra corpi virtualizzati, spintisi oltre la caducità.

Rischiamo di dimenticarci che dovremo morire, e allora ben venga la danza macabra dei Nurse With Wound a ricordarcelo. Come in un affresco del medioevo più crepuscolare, nella musica dei Nurse With Wound si affaccia un popolo intero, dal Re all’ultimo dei popolani, da un’infermiera malconcia a un artigiano del rumore, ciascuno ha il proprio scheletro cui accompagnarsi. Stapleton continua a ballare in circolo, a suonare a fare dischi senza pause: il loro sito sembra il catalogo delle offerte di un discount, con pubblicazioni e ristampe che si susseguono a ritmo di rotativa. Anche quando sembra non esserci più nulla da dire, la morte dà ancora voce, dà spazio per continuare a cantarla, a corteggiarla e deriderla, a proseguire in questo trascinante ballo, che dura come l’eternità, fino alla morte… Sempre che la morte esista ancora. Un altro giro, un’altra danza, ancora un giro, e poi un altro, e un altro, e un altro.

 

Vasopressin presenta: Nurse with wound. domenica 25 novembre. Macao, cinque euros.


[Zero2] Cesura X years party. 08 settembre. macao.

Posted: 11 Settembre, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

Ci vorrebbe una bella cesura. Non tanto per rientrare dalle vacanze, anche perchè mica tutti ci vanno, e tanti di quelli che ci vanno lo fanno continuando a lavorare, restando uguali, immobili nello spostamento. Ci vorrebbe una bella cesura col presente. Tagliare una riga verticale in mezzo all’orizzonte e dire: mo’ basta, diamoci un taglio e ricominciamo da zero, lasciamoci alle spalle un mondo che pensa solo ad affogare il prossimo, una città che per certi aspetti sembra diventata solo una vetrina, scenografia da soap opera a prezzi gonfiati. Ci vorrebbe una spaccatura brusca, financo dolorosa, per affrancarsi dal dolore. Ma per individuare il punto di rottura, ci voleva prima un’esplorazione, una ricerca del dettaglio, della fragilità su cui insistere, colpo dopo colpo. Cesura è un collettivo di fotografi che prova a immortalare il mondo così com’è davvero, in colori e diversità, dolori e avversità; lo fa da dieci anni e questa volta si festeggia. Nel corso di una notte le immagini di Cesura e i suoni selezionati da S/V/N/ (tra cui ArteTetra, Exihibition Poland and the Helmut Orchestra, Vipra & DJ Vatileaks e HMOT) concorreranno a formare una mappa dell’universo umano: una dettagliata cartografia di debolezze, utile per capire dove infilare i picchetti e cominciare a martellare, aprire una cesura. Squarciare il presente, che il futuro tanto non esiste.

 

Cesura X years party. sabato 08 settembre 2018. macao. 5eu.


[Zero2] Saturnalia. 23 giugno. Macao

Posted: 19 Giugno, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Finchè si guarda all’orizzonte più o meno istituzionalizzato ed emerso, a Milano non è raro vedere festival che potremmo definire “a microonde”: nuovi formati che riscaldano a più riprese gli stessi nomi che avanzano da tempo. L’estetica è sempre accattivante, il sapore sempre più sciapo. Eppure fuori dal locale cucina, qualche piano più in basso, si è tornati a mangiare di gusto, ed è qui la buona notizia. Senza piatti extralarge e chef stellati, ma con la gioiosa puntualità di un panino al salame nel momento del languore, che si arricchisce di condimenti anno dopo anno. Nel 2018 l’ingrediente chiave sembra essere il tempo. Non è una prerogativa locale, l’estensione temporale sta diventando un elemento cruciale nei festival di tutta Europa, e dalla sospensione indefinita del Long Now berlinese alla corsa multilivello di Saturnalia, il passo è breve. Per la sua quinta edizione il festival all-star di Macao (proprio come Zuma pochi giorni prima) ha allestito una clamorosa non-stop di 30 ore, con tutto il tempo per alternare respiro dilatato ed affanno. In cotanta abbuffata, il programma non può che essere strabordante, come quando si riempie il panino di salse e poi cominciano a colare di quà e di là, che nemmeno il mangiatore più veloce del west riuscirebbe a evitarsi almeno una chiazza sui jeans. Una pletora di palchi, dentro e fuori, sopra e sotto (sì, pure sotto al pavimento di Macao questa volta), 25 live, più che triplicati dai dj set… Una lista di nomi che riempirebbe una pagina già solo a snocciolarli. Tra loro volti abituali, alcuni attesi, qualcuno imperdibile. Come l’incontro tra l’elettronica minimale di Thomas Brinkmann, l’arcobaleno percussivo di Sejiro Murayama, la techno della viennese Electric Indigo – impegnata su temi femministi all’interno del panorama clubbing e ospite di Saturnalia anche con un talk del suo progetto Female Pressure -, e l’ambient androide di Helm. E poi i tropici di Nicolas Gaunin, i synth di MSHR e di Mark Van Hoen (che si presenta come Locust ma non sono i Locust) e la poesia sonora di Giorgio Dursi. Nel mezzo un po’ di tempo per rilassarsi e un po’ per dedicarsi al beneamato caos, in cui spicca la tribù oscura di BNNT, il duo polacco autore di uno dei dischi più fulminanti dell’ultimo anno. Il segreto di uno buon panino d’altronde è la capacità di coniugare ingredienti diversi. Ci vuole del tempo, e Saturnalia ne ha.

 

Saturnalia 2018: BNNT, Phill Niblock, Thomas Ankersmit, Seijiro Murayama, Dj Balli, Helm, MSHR, Thomas Brinkmann & un delirio di altra gente. Sabato 23 giugno. A Macao, con 10 euri soltanto.


[Zero2] Acusmonium Macao

Posted: 19 Maggio, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | No Comments »

Ammettiamolo, fino a sei anni fa quasi nessuno di noi aveva le idee chiare su cosa fosse un acusmonium. Certo, ne avevamo lette mirabolanti descrizioni, ce lo eravamo immaginato ascoltando Bernard Parmegiani, ma sotto sotto l’ambiente dove continuava a brancolare la nostra coscienza era il buio. Ad accendere la luce ci ha pensato Sator, l’impianto del San Fedele che, grazie a una programmazione attenta e ardita (a partire dalla miracolosa rassegna Inner_Spaces), ci ha guidato alla scoperta di primo orecchio della musica acusmatica. Sator ha un fratellino, di un anno più piccolo: si chiama Audior, e l’assonanza tra i nomi tradisce il DNA dello stesso padre, Eraldo Bocca. Rispetto al primogenito, Audior è più agile e giramondo. Sta sempre fuori casa, affacciandosi laddove si presenta l’occasione di farsi sentire. Dal 15 al 19 maggio sarà di nuovo a Macao, cercando di proseguire la stessa missione, per ora perfettamente riuscita, della sua famiglia. Prima saranno quattro giorni di workshop, diretto da Dante Tanzi, in cui esplorare la spazializzazione del suono sino ad arrivare all’esecuzione di un vero concerto di musica acusmatica, nella serata del 18, che aprirà i due giorni di live di questa scorpacciata spaziale. Una prima serata che si completerà con i concerti di due figure note della linea di confine tra sogno ed incubo: l’esule cosmonauta Valerio Tricoli e il risorto John Wiese, mammasantissima del rumorismo che qui presenta persino una selezione di lavori video. Completamente diversa la seconda serata, con i live di Marta De Pascalis e Demdike Stare, un’abbinata all’insegna del nostalgismo, di una techno/dub complicata che non ha paura di flirtare con un passato mai del tutto archiviato. Un altro mondo, altri colori, altre due lampadine accese sui confini di uno spazio da esplorare e suonare.

 

Due serate di ACUSMONIUM a Macao, a prezzi risibili.


[Zero2] Comunione Occulta. 04 febbraio. Macao.

Posted: 26 Gennaio, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , | No Comments »

Si fa sempre un po’ di confusione quando si parla di “comunione” da queste parti. Troppe messe subite in gioventù, troppe chiese sparse per le città, troppa politica confusa che fa degli affari condivisi i benefici individuali. Eppure la comunanza è qualcosa di magnifico, e innato nell’essere umano. È solo che quando per condividere si intende più il click su un post che la messa in comune di un bene, la comunione finisce per passare inosservata, diventa qualcosa di nascosto, di occulto. Nel mondo al rovescio, però, nei giorni in cui Berlusconi cita Lenin e la Merkel si scopre marxista, ciò che è occulto emerge dalle catacombe, spinto con forza e volontà da chi della comunione ha fatto una scelta artistica e di vita. Occult Punk Gang, Communion e TRoK! sono le tre realtà che, a diverso titolo, contribuiscono a questa “comunione occulta”, un rito ben poco esoterico che ha il chiaro intento di aprire porte, timpani e sinapsi. Di fatto è lo stesso scopo che guida da oltre 15 anni gli Zs, la più creativa, caotica e avanguardista band di New York, e forse del mondo intero. Un disco nuovissimo e una rinnovata formazione a quattro sono gli strumenti con cui gli Zs sono ripartiti per il globo a sfidare limiti e barriere del pubblico e di loro stessi. Un’opera di demolizione e destrutturazione, ovvero di liberazione, che è condivisa anche da Oaxaca e Above the Tree, lungo coordinate diverse ma altrettanto intriganti. Una vera e propria comunione di intenti. Comunione per liberazione.

 

Comunione Occulta: Zs, Above the Tree, Oaxaca, Divna mami, confindustrial sinfonietta, commuion/occult punk dj set. domenica 04 febbraio. Macao, 5 europei.


[Zero2] S/v/n Mash 2017. Posti vari. 29 novembre – 3 dicembre

Posted: 29 Novembre, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Il problema con MASH è che ogni volta che lo sento nominare penso al film, M*A*S*H*. Un problema non da poco, perché le due cose non c’entrano nulla. Almeno apparentemente. “Mash” è il termine inglese per dire “poltiglia”, e il festival si propone come una mistura di suoni che si ottiene prendendo linguaggi e creatività di latitudini differenti, schiacciandoli insieme nella stessa bacinella e mescolandoli con quel grande minipimer che è la globalizzazione. Che infatti parla inglese. MASH (il festival) però sta ben distante dal voler forzare questa poltiglia ad approccio globale, ma ne segue il dilagare come un virus esistenziale, smontando con i decibel una muraglia di neo-colonialismo che riconosce l’ibridazione dei suoni solo quando è funzionale a rafforzare il decadente ruolo gerarchico del “primo mondo”. Un approccio dissacrante, eretico, come quello del film di Altman, che dell’esercito coloniale per eccellenza ne fece un teatro comico, dove i fantasmi del Vietnam si agitavano sullo sfondo. Quest’anno MASH fa il record di trasversalità: 5 luoghi diversi, tra spazi ben noti e angoli inediti; oltre 20 artisti da 5 continenti diversi, tra nomi ben noti e incontri inediti. Due notti che più discordanti non potevano esserci: una coi colori dell’Asia, dall’Indonesia (il “metal” degli otto Karinding​ ​Attack​) al Giappone (Keiko​ ​Higuchi​ ​+​ ​Louis​ ​Inage​) passando per il Libano di Rabih​ Beaini, che però ormai gioca in casa; l’altra buttandosi in profondità nel sottosuolo del Cairo, dove una scena elettronica vivace elabora suoni resistenti per sopravvivere a una rivoluzione fallita (con l’all in tutto egiziano di Nur, Kareem​ ​Lotfy​, 1127​, Zuli, JellyZone​, Bosaina e Abdullah Miniawy). E poi la ricerca cinematica degli “Hibridos” di Vincent Moon, il trasognante incontro fra Nicola Ratti e il collettivo Discipula e la performance a/v del producer domenicano Kelman Duran, che ha raccontato la rivoluzione di Haiti in 1804 KIDS, licenziato da Hundebiss ad agosto. A chiudere tutto l’atteso ritorno dello straordinario duo Native Instrument, che spinge la contaminazione molto oltre il genere umano, e due concerti dalla Svezia che riportano Savana in uno spazio “di culto”, il Tempio civico di San Sebastiano: quello site specific di ​Ellen​ ​Arkbro,​ con l’organo ibridato con l’elettronica per amplificarne l’estensione, e la performance vocale di Sofia​ ​Jernberg​. Se non esce una gran mistura da questo, significa che il minipimer non funziona. Il prossimo passo, per evitare di confondermi, sarebbe solo cambiare nome. Se “Poltiglia” è poco ammiccante, si può cambiare lingua ogni anno: nel 2018 “Mezcla”.

 

S/V/N Mash. da mercoledì 29 novembre a domenica 03 dicembre. luoghi vari. prezzi vari.


[Zero2] Becoming /// Animal + Ashtray Navigations + Filtro. venerdì 03 novembre. Macao

Posted: 2 Novembre, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | No Comments »

Serata da archivisti con Vasopressin. Massimo Pupillo ha all’attivo una cinquantina di uscite. Gordon Sharp, suo sodale nei Becoming Animal, è più parco: ne avrà 20 circa tra Cindytalk e The Freeze, in quarant’anni. Gli Ashtray Navigations sono già sopra quota 40, con una tale diffusione tra etichette che le loro biografie potrebbero comprendere intere pagine di sigle. I Filtro raccolgono in una sola cassetta, invero molto bella, anni di esperienze diverse e sotterranee. La somma sarebbe sufficiente a riempire tutti i tavoli di Macao, e ne avanzerebbe ancora. Ma dubito che saranno necessari, anche se sarebbe interessante vederli fare scambi come un tempo si passavano di mano in mano volantini e fanzine, e quegli scambi veicolavano idee ed energie, generavano incontri. Proprio come quello tra Pupillo e Cindytalk, opposti punk che si sommano come una leggera rottura del silenzio, disturbo sonoro che ti si incolla addosso e si stacca più. Incontri che stimolano la produzione di vasopressina, aiutando apprendimento, memoria, diuresi ed equilbrio termico. Basta continuare ad ascoltare. Tre incontri per il 3, che moltiplicato 3 fa 9, quando Vasopressin tornerà a completare il quadro con Drew McDowall, membro dell’epoca più allucinata dei Coil (quella dei mille sottoprogetti culminata in Musick to Play in the Dark) approdato alla carriera solista soltanto di recente, dopo un’infinità di collaborazioni. Da archiviare.

Vasopressin presenta: Becoming /// Animal + Ashtray Navigations + Filtro. venerdì 03 novembre. Macao. 5 euR.