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[Zero2] Akira Sakata & Giovanni di Domenico. 10 maggio. Standards.

Posted: aprile 18th, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , | No Comments »

Alla faccia delle sue 73 primavere, Akira Sakata sembra sprizzare sempre più energie, scrutando il futuro da Oriente. Nato nei pressi di Hiroshima, Sakata aveva nemmeno sei mesi quando la sua terra è stata sventrata da „Little Boy“, cambiando per sempre il rapporto dell’umanità con la morte. La sua infanzia è l’epoca in cui si sviluppa la fede nella bomba, feticcio di una vita sotto minaccia che ancora sottende le relazioni globali. Ma sono anche gli anni in cui comincia a germogliare il mondo del dopo-bomba, e Sakata ha innaffiato quei germogli con la sua musica per decenni. Proprio come la pompa protonica che dà il titolo al suo ultimo disco, Sakata trae energia dagli scambi e la sfoga in un’improvvisazione meditata, fatta di scatti, rallentamenti e avventure vocali che risalgono la corrente di una tradizione lunga e immutata. La stessa che affiorava in “Iruman”, il duo con Giovanni Di Domenico: due estremi distanti che si rincorrono in libertà, come tra i vicoli polverosi della copertina di Proton Pump, dove una dozzina di condizionatori seguono altrettante insegne in bianco e nero. Una sola è rossa, c’è scritto „Zuma“, proprio come il festival del dopo-bomba che sta per tornare a Milano, anticipato proprio da questa data. Un’immagine scelta sicuramente senza saperlo, ma come si è detto, Akira Sakata vede il futuro.

 

Akira Sakata & Giovanni di Domenico. giovedì 10 maggio. Standards. pochi euri.


[Zero2] Chris Corsano. 28 marzo. Standards.

Posted: marzo 6th, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , | No Comments »

La prima cosa che compare sul sito di Chris Corsano, dalla grafica scarna e minimale, è l’elenco delle prossime date. In questo momento sono 18, dalle prime vicino a casa nello stato di New York sino al tour italiano. Ciò che balza all’occhio è come in 18 date si alternino nove formazioni diverse. Peggio che nella sua discografia, in cui è raro trovare due righe simili. Basta questo elemento per indicare i suoi territori artistici, quelli della più generosa voglia di collaborare, dialogare, costruire insieme. Un’intenzione che non si disperderà nemmeno in questo giro, in cui Chris torna in Italia da solo – stasera a Standards per presentare un nuovo pezzo per hi-hats amplificato – con un carico di charleston, dodici anni dopo quella prima volta in cui scese dal tram imberbe e silenzioso, trascinandosi un trolley di idee ed energia. Da allora è passato a suonare con popstar (Björk), esploratori (Thurston Moore, Bill Orcutt) e titani del free (Joe McPhee, Paul Flaherty), ma le idee nel suo trolley non sono esaurite. Anzi, pare che ogni volta ne scopra una tasca in più. E lo faccia con immutato stupore, con una risata, e poi giù a menare.

Chris Corsano. mercoledì 28 marzo. Standards. Penso cinque euri.


[Zero2] Konrad Sprenger. 22 gennaio. Standards.

Posted: gennaio 19th, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , | No Comments »

Konrad Sprenger suona la rumba. Anzi no, è un neo-classico. No, aspetta, questa è techno… E allora che ci fa sto chitarrino? Se uno volesse mettersi ad ascoltare Joerg Hiller, in arte Konrad Sprenger, in maniera etichettatrice, sarebbe spacciato. Ogni pochi secondi il suo suono va altrove, come un rabdomante ipercinetico ha seguito ciascuna intuizione senza paura di cambiare strada a ogni passo, sino ad arrivare a Stack Music, il suo ultimo album, risultato di ben otto anni di gestazione, più algebrica che melodica. Dal mélange caotico degli esordi, Sprenger è riuscito a estrarre una convergenza di onde, che pur continuando a fluire in direzioni differenti seguono un sentore comune. Il risultato è qualcosa di straordinariamente classico, verrebbe da dire tradizionale, per i nostri tempi. Un’ambient schizzata o un kraut al rallentatore, nei cui anfratti si cela lo stesso retrogusto teutonico delle brass band dell’Oktoberfest, quelle che si ascoltano da sbronzi agitando le braccia come operai di qualche industria automobilistica in libera uscita. Cosa che nessuno ci vieterebbe di fare nemmeno a Standards, se non fosse che davanti non avremmo degli ottoni ubriachi ma un uomo con una chitarra elettrica modificata, strumento unico e multiforme in grado di intrecciare ritmiche semplici e complesse con droni e sonorità cosmiche. Capace di guidarci all’improbabile scoperta della musica che avremmo potuto sentire nel 1800 se l’elettronica non fosse stata scoperta così tardi.

Konrad Sprenger. lunedì 22 settembre. Standards. 5 euri, credo.


Live & Loud (136)

Posted: maggio 26th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Boredoms

Eh, niente, sta arrivando l’estate, che è una stagione in meno a separarci dall’inevitabile morte. L’estate, poi, è un assaggio ideale del riposo eterno. Per chi comunque non avesse ancora quel sonno senza prospettive di risveglio, ecco qualche occasione ancora per sentirsi frizzantini.

Giovanni Agosti Trio. Giovedì 26 al Piano Terra.
Anche se non tutti ce ne siamo accorti, sta arrivando l’estate e con quella diventerà impossibile chiudersi nello scantinato del Piano Terra a dare aria fresca ai timpani. Insomma, questa data sembra l’ultima della stagione pianterrestre o giù di lì. Una sorta di congedo in ottimo stile, con il piano di Agosti affiancato da Marco Rottoli al contrabbasso e Attila Gyarfas alla batteria.
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Live & Loud (133)

Posted: aprile 19th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

centazzo_andrea_1Uff, sì, pare se ne siano andati, sono tornati tutti all’Ikea, ma presto torneranno a invadere la città. Queste sono le settimane in cui rilassarsi, poi torneranno i giorni in cui affilare i coltelli. Approfittiamone.

Davide Tidoni: “The sound of normalization”. Martedì 19 alle 19:30 da Standards.
Davide Tidoni è un musicista elettroacustico e un ultrà, e una cosa equivale all’altra. Da oltre dieci anni raccoglie le voci e i canti della curva del Brescia, surfando su un’onda di voci passionali che controllo e repressione cercano di mettere a tacere. E anche qui, non è detto che si parli di ultrà.
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Live & Loud (132)

Posted: aprile 7th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

mobili

Vi mancavano i mobilieri? Eccoli, sono tornati. Da questa sera Milano sarà invasa da personaggi poco rispettabili che guardano solo lampade e sedie e trangugiano annacquati free drinks. È una tragedia che si ripete, anno dopo anno, e pare sempre più fagocitare la città delle spugnette. Che dire, scappate.

Club2Club Milano. Da giovedì 7 a sabato 9 in luoghi vari.
Tre days con tutti i names che fanno più hype per la youth più trendy che c’è in the city (aka i giovani con i blue jeans). La list dei guest è long, quindi andatevela a cercare sul loro website. Seek and destroy.

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Live & Loud (130)

Posted: febbraio 18th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

enrico-malatestaFate un bel respirone e concentratevi, che tutto d’un tratto la città-parcheggio (aka la città-Expo) sembra essersi risvegliata dal suo torpore. Ecco una sintesi estrema della rafficata di concerti che resistono fino alla fine del mese. E’ tanta roba, o quasi.

Tomomi Adachi, Attila Faravelli. Giovedì 18 febbraio alle 8 di sera da O’.
Tomomi è un giapponese svitato che copre la propria epidermide di sensori e li suona nel piccolo della sua stanzetta o nel medio di questa serata. Con lui c’è Attila, uno che se gli dici che ci sono dei tarli che si abbuffano di legno in aperta campagna ci si precipita con tutti suoi registratori.
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Live & Loud (127)

Posted: gennaio 21st, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

zapQuesta settimana l’aria si è sghiacciata, c’è un sacco di roba in giro, quindi zitti e pedalare.

The Great Saunites, Zaperlipolette!. Giovedì 21 alla Cascina Torchiera.
I Saunites salgono dal sud (milanese) con un disco nuovo più oscuro che mai. Gli Zaperipipolette! scendono del nord (svizzero) con uno show dai colori cangianti. Uno scontro caleidoscopico.
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Live & Loud (124)

Posted: dicembre 10th, 2015 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Stefano-PiliaBuongiorno, questa edizione di Live & Loud va in onda in forma quanto mai ridotta per motivi che sfuggono ad ogni logica e che vanno vicino al concetto di estinzione delle forme di vita. Questo per dire che non è che manchi il materiale, ma tant’è…

Quinto compleanno del Lo-Fi. Dal 10 al 12 dicembre (e oltre) al Lo-Fi.
Il Lo-Fi fa cinque anni e in una città così ostica è già un traguardo importante. Giusto quindi che si festeggi, perdipiù in grande stile. Sulle candeline soffierà l’ex voce dei Kyuss John Garcia giovedì sera, poi venerdì si passa al garage – specialità di casa – con Strange Flowers e Pretty Face, quindi si chiude sabato con il soul-funk di Sam Paglia. Si fa per dire ‘si chiude’, perchè il Lo-Fi pulisce i residui della festa e riparte subito: coi Mombu domenica 13, coi chitarroni di Today is the Day e Grime lunedì 14, infine martedì 15 con il duo formato da Jim White dei Dirty Three con il liutista George Xylouris. Una chiusura in grande stile, per cinque anni tutti da applaudire (e talvolta da prendere ad esempio). Read the rest of this entry »


Live & Loud (122)

Posted: novembre 25th, 2015 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

filk12182752_904090359678527_6030483055832744023_oQuesta qui che arriva, che si snoda tra gli appuntamenti snocciolati qui sotto, è una settimana piena di incastri interessanti. Ma proprio piena. Ma piena piena piena. Quindi bando alle ciance e sotto a pedalare.

Fulkanelli. Giovedì 26 da Standards alle 20:30.
Paolo Mongardi e Cristian Naldi sono due stakanovisti del rock’n’roll, che avrete già sentito suonare in fin troppi altri progetti (Zeus, Fuzz Orchestra, Ronin…) ma in questo duo scoprono una faccia diversa da quella cui ci hanno abituati. Un rituale di magia nera che si sviluppa grazie alla psichedelia. Il risultato, ovviamente, è imprevedibile.
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