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[Zero2] My dear killer. 28 febbraio. Volume

Posted: febbraio 8th, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | No Comments »

Stefano Stephanowic ha “un piano freddo”, un progetto silenzioso che avanza tra gli interstizi del tempo. My Dear Killer, il suo progetto da solista per voce, chitarra, elettronica e rumori, è uno degli strumenti per portarlo a compimento. L’altro si chiama Under my Bed, ed è un’etichetta che sembra appartenere a un’altra epoca, quando raccogliere e divulgare musica autoprodotta e sghemba era attività carbonara, qualcosa da svolgere tra le tenebre nascosti sotto al letto, gomito a gomito con l’Uomo Nero. Il riparo degli assassini, anche quelli più adorabili. Stefano è rimasto focalizzato sul suo piano per anni, ma non certo per volontà limitante. Piuttosto per rendere quello spazio angusto un luogo accogliente per tutti, per raccontare che infilarsi sotto al letto è il modo migliore per rompere le barriere della comfort-zone e immergersi nelle acque fredde della realtà, dialogando con i propri demoni. Per aderire al piano bisogna chinarsi ed essere consapevoli che la soluzione non sarà vicina, ma il tragitto sarà intenso. My Dear Killer prosegue coerente su questa sua strada, senza farsi distrarre dal presente, scrutando oscuro tra le nubi del domani. Alla fine, se mai ci sarà fine, si rivelerà un piano ben riuscito.

 

My dear killer. mercoledì 28 febbraio, verso le 19:30. Volume (aka santeria vecchio). gratis.


[Zero2] Comunione Occulta. 04 febbraio. Macao.

Posted: gennaio 26th, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , | No Comments »

Si fa sempre un po’ di confusione quando si parla di “comunione” da queste parti. Troppe messe subite in gioventù, troppe chiese sparse per le città, troppa politica confusa che fa degli affari condivisi i benefici individuali. Eppure la comunanza è qualcosa di magnifico, e innato nell’essere umano. È solo che quando per condividere si intende più il click su un post che la messa in comune di un bene, la comunione finisce per passare inosservata, diventa qualcosa di nascosto, di occulto. Nel mondo al rovescio, però, nei giorni in cui Berlusconi cita Lenin e la Merkel si scopre marxista, ciò che è occulto emerge dalle catacombe, spinto con forza e volontà da chi della comunione ha fatto una scelta artistica e di vita. Occult Punk Gang, Communion e TRoK! sono le tre realtà che, a diverso titolo, contribuiscono a questa “comunione occulta”, un rito ben poco esoterico che ha il chiaro intento di aprire porte, timpani e sinapsi. Di fatto è lo stesso scopo che guida da oltre 15 anni gli Zs, la più creativa, caotica e avanguardista band di New York, e forse del mondo intero. Un disco nuovissimo e una rinnovata formazione a quattro sono gli strumenti con cui gli Zs sono ripartiti per il globo a sfidare limiti e barriere del pubblico e di loro stessi. Un’opera di demolizione e destrutturazione, ovvero di liberazione, che è condivisa anche da Oaxaca e Above the Tree, lungo coordinate diverse ma altrettanto intriganti. Una vera e propria comunione di intenti. Comunione per liberazione.

 

Comunione Occulta: Zs, Above the Tree, Oaxaca, Divna mami, confindustrial sinfonietta, commuion/occult punk dj set. domenica 04 febbraio. Macao, 5 europei.


[Zero2] Charles Hayward. 20 settembre. Macao.

Posted: settembre 19th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

Dice Charles Hayward che la musica è entrata nella sua vita attraverso la voce della madre, grazie alle canzoncine della buonanotte. Lo dice spesso. È la cosa più naturale che una persona possa dire. Non è un caso che la dica uno così, uno che sostiene di amare la batteria perché non si fa altro che picchiare su delle cose. Ho parlato con Hayward una volta soltanto, al Blob di Arcore una decina di anni fa. Faceva freddo, e ricordo ancora il suo maglione blu sgualcito, con le maniche che facevano uno strano effetto palloncino. Sembrava una persona completamente diversa da quello che poco prima stava suonando, cantando, materializzando l’immaginabile sonoro sul palco di un circolo di provincia. Sembrava difficile che fosse uno dei batteristi che hanno rivoluzionato la storia del rock e delle sue manifestazioni più “laterali” e sperimentali (come fondatore dei This Heat, e poi come componente, seppur saltuario, di Quiet Sun, Gong e The Raincoats). Ma era sempre lui, naturale. Non c’è idea di musica che Hayward non abbia attraversato spinto da questa naturalezza. Come un uomo primitivo che insegue il fuoco e questo suo calore, vuole scoprire cosa c’è al di là della cima dove scompare il mammuth ogni notte, così Hayward ha battuto ogni sentiero in questi 40 anni. L’ultima avventura si chiama ZIGZAG+SWIRL & (begin anywhere), un altro slalom tra ciò che è naturale e ciò che è organizzato. Consapevole che nulla è naturale e tutto è organizzato, tutto è naturale e niente organizzato. Lo dice Charles Hayward, anche questo.

 

Vasopressin presenta: Charles Hayward: ZigZag+Swirl. mercoledì 20 settembre. Macao. 5 euri.


[Zero2] Volume Uno. 8-9 settembre. Volume.

Posted: settembre 7th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , | No Comments »

E così Volume compie un anno. Uno solo, chi l’avrebbe mai detto. A giudicare dal numero importante di tramonti intravisti da lì dentro, si direbbe sia un’avventura con già un lunga storia alle spalle. Invece a essere invecchiata per tanto tempo era solo una necessità, quella di un piccolo rifugio per chi non si arrende all’idea che si possa ascoltare della buona musica dal vivo anche a Milano, magari in uno spazio familiare e raccolto, e quando non è dal vivo pure comprarla e portarsela a casa, a riascoltarla senza il rischio di un’altra porta chiusa o di un silenzio abbastanza forte per annichilirla. Volume ci è riuscito, nel suo bel piccolo, e tutto grazie a una persona sola, alla faccia dell’unione che fa la forza. Un celebre slogan da t-shirt diceva più o meno che un uomo che sogna da solo è un pazzo, ma che se quel sogno lo fanno in tanti si trasforma in realtà. Per nostra fortuna, Marco è un pazzo di quelli da incatenare, ed è riuscito tutto solo (ma con la complicità irregolare di preziosi gregari) a dare vita a una realtà come Volume. Un ospedale psichiatrico di sei metri per quattro, perfetto per stipare al suo interno un numero di pazzi che non era esiguo nemmeno all’inizio, figuriamoci dopo un anno. Nessuna pretesa di realizzare grandi sogni, il piacere arriva già dal sognarli. “Volume Uno” si compone di due giorni, tre concerti (Cacao, Primorje, Everest Magma), un dj set (Psychophono), una serigrafia live (Legno), il lancio del nuovo e-commerce e del terzo bootleg su cassetta dei concerti tenuti in negozio (stavolta tocca a Xabier Iriondo e Stefano Pilia, registrati giusto alla festa per l’anno zero di Volume). Mancano giusto le candeline e i bicchieri di plastica con scritto sopra il nome a pennarello, per il resto ci sono tutti gli ingredienti per una festa ben riuscita. Poi ultimo ballo lento e tutti a casa; a Volume resta un pazzo, che sempre pazzo rimane, ma magari meno solo. E a furia di farsi compagnia e far casino, un giorno si finirà per volare tutti sul nido del cuculo.

Volume Uno. venerdì 8 Cacao + primorje. Sabato 9 everest magma + psychophono. Volume (@santeria ramelli). gratis suppergiù.


[Zero2] Helen money. 12 settembre. Volume

Posted: agosto 1st, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Helen Money è una violoncellista californiana attiva ormai da oltre 20 anni in alcune delle esperienze più appetitose della musica underground, radicale o violenta americana. Già, perché Helen Money di fatto è una metallara, anche se non te lo dice – te lo fa capire, insomma. Le sue ispirazioni arrivano tanto da Pablo Casals e Šostakovič, quanto da Jimi Hendrix e Minutemen. Una linearità a zig-zag, proprio come un violoncello distorto, che l’ha portata dal rock dei Novanta alle colonne sonore e all’hardcore. Da ormai un decennio Alison Chesley aka Helen Money gira per il mondo da sola, collaborando con chiunque: da Bob Mould agli Anthrax, dai Broken Social Scene a Jarboe. Da qualche tempo è approdata in casa Thrill Jockey, etichetta di riferimento per tanto nuovo metal, anche per chi non fa metal. Come Helen Money, che continua a scorrazzare con le sue ditone nerborute su e già lungo il passaggio che separa l’umanità dal suo contrario.

Helen Money. martedì 12 settembre. Volume (@ santeria ramelli). gratis o cappello.


[Zero2] Inner8 + Kinoglaz + Grienkho + Fire at Work. 14 luglio. Leoncavallo.

Posted: luglio 3rd, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Lo slogan di CTRL, progetto che ha organizzato questa serata, è “Make music free”. Obiettivo ambizioso, direte, ma di questi tempi quanto meno necessario. Per raggiungerlo, CTRL si propone di sviluppare un nuovo sistema basato su cooperazione e nuove tecnologie. Per svilupparlo, si propone di far casino e ballare, perchè i due tool necessari per sviluppare qualsiasi forma di liberazione restano questi. Il ballo e il casino: “if i can’t dance, it’s not my revolution”, diceva Emma Goldman. L’incontro tra questi due elementi è sintetizzato alla perfezione dalla line up del nuovo appuntamento al Leoncavallo, una serata variegata come un gelato estivo, dall’ambient all’industrial passando per il dub più apocalittico, attraverso le generazioni. C’è Fire At Work che dell’industrial nostrano è un nome ormai storico e c’è Grienkho che è una novità della scena milanese ma che riscopre mixer e controller d’altra epoca. C’è Inner8 che è metà del famoso progetto DaDub e c’è Kinoglaz, che sorprende dedicandosi a una sonorizzazione di film con sintetizzatori analogici. C’è un filo continuo di creatività e pensiero libero, di ballo e di casino: un progetto di liberazione.

 

Inner8 + Kinoglaz + Grienkho + Fire at Work (+ Confindustrial Sinfonietta!). 14 luglio. Leoncavallo. sottoscriveteli.


[Zero2] Tinariwen. 12 luglio. Villa arconati.

Posted: luglio 1st, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

Era da un po’ che avevo perso di vista i Tinariwen, lo confesso. Dalla sbornia elettrica dei due gioielli d’esordio sono passati quasi 15 anni, e per questa musica è parso più di un secolo. Riprendere i Tinariwen oggi significa dimenticarsi dell’impatto che fu a quei tempi, quando l’Africa arrivava alle nostre orecchie solo dal calderone della “world music” e questi battaglieri tuareg ci gridarono che il rock’n’roll ha una globalità da accettare, accogliere, incoraggiare. Per ripartire li ho cercati su Google: l’anteprima del loro sito da motore di ricerca dice “An error occurred”. Sarà un problema del webmaster, ma ci sta, eccoli i Tinariwen: un errore che è avvenuto. Un disturbo, un’interferenza a deviare un percorso già obbligato all’interno di confini sia geografici che mentali. Il nuovo album, traboccante ospiti, si intitola Elwan, che in Tamasheq significa “elefanti”, e avanza con lo stesso passo lento e travolgente di un pachiderma. Un blues ipnotico e militante, meno furioso che quindici anni fa, ma ugualmente incazzato. E per quanto sia registrato in giro per il mondo, è inevitabile continuare a pensarli lì, tra le dune del deserto, dove non ci sono tralicci all’orizzonte, ma può bastare la rabbia per portare l’elettricità.

Tinariwen. mercoledì 12 luglio. Villa arconati. tanto denaro.


[Zero2] Alessandra Novaga & Patrizia Oliva. 22 giugno. Volume

Posted: giugno 13th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

Alessandra Novaga e Patrizia Oliva sono due di quelle figure della nostra musica a cui il termine creatività fa un baffo. Due che immaginano, eseguono, interpretano saltando da un piede all’altro, in ogni istante. Era inevitabile che si incontrassero, ed è avvenuto tempo fa. Da tre anni ogni tanto Alessandra e Patrizia si trovano a suonare insieme. Lo hanno fatto in case e salette, in residenze e in incontri estemporanei, a Marsiglia e a Porto, in Italia quasi mai. Una statistica destinata a durare, perché un concerto così a Volume è difficile dire che sia in Italia. Sta su un pianeta a sé, piccolo, confortevole, caldissimo, che lascia fuori dalla porta il mondo circostante, e forse anche le zanzare. Un piccolo antro dove la creatività si spinge oltre i suoi confini, cosa che accade sempre cominciando da un incontro.

Alessandra Novaga & Patrizia Oliva. giovedì 22 giugno. Volume (@ santeria ramelli). GRATIS.


[Zero2] ZUMA. 2-3-4 giugno. Cascinet.

Posted: maggio 25th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Cavalli imbizzarriti, testoni dell’isola di Pasqua, caffettiere, culi, elefanti, occhi, palme, vagine, vinili, unicorni, stregoni, razzi, piramidi, palle pelose, ombrelli, scale, barbe, tende e cazzi. Basta buttare un occhio veloce alla grafica di Zuma per capire che questo non è “solo” un festival, ma un vortice, un turbinio, un maelstrom in cui discendere per sbucare dall’altra parte. E no, non sono i Pirati dei Caraibi, piuttosto è Stargate, quello di Giacobbo però. Zuma è il festival che a Milano non c’era e adesso ci sarà. Il merito è di un’inedita “Alleanza Galattica”. Ci sono tutte o quasi le forze che rattoppano quotidianamente la navicella che permette anche ai milanesi di svolazzare nell’etere, questa volta unitesi per dare più propulsione, per viaggi interstellari. A Zuma ci saranno musica e pizza, campeggio e sballo, persino un parcheggio per UFO perché, si sa, le guerre stellari è sempre meglio evitarle con l’accoglienza. Sarà un lungo viaggio collettivo, di quelli che non si leggono nei libri ma nascono dalla musica. Ecco cosa promette di essere Zuma, con quel suo nome che sa di svacco sulla spiaggia, depressione e cocktail al tramonto. “17 live, 5 dj set, 2 installazioni sonore, uno spleeping concert, diversi workshop, un forno per la pizza”, il programma di Zuma sfaccetta come un dado il caleidoscopio della psichedelia e il listone dei suoi promotori: non manca quasi nessuno, solo non si vedono i due liocorni, ma arriveranno (in astronave). Sui palchi si ondeggia tra generazioni: con Futuro Antico che torna presente, Gaetano Liguori che incontra il Jooklo Duo e gli Embryo che stropicciano il concetto di spazio e tempo, e poi King Ayisoba che abbatte i muri, DSR Lines che ci proietta a un cielo da cui piombe sfavillante la punca dei Jealousy Party; e ancora: Björn Magnusson, Squadra Omega, Mike Cooper, Pandit Ritwik Sanyal, Krano, Wolfango, Trapcoustic, Mandolin Sisters, Rainbow Island, Cacao e Halfalib. Ci sono più “uppers” e “downers” che a casa Elkann, più colore che a casa Dalì, più psichedelia che al Parco Lambro. D’altronde Zuma è un festival che non c’era perché non è un festival, bensì un’alleanza galattica. Terrestri, fatevene una ragione, vengono in pace.

ZUMA, dove suona tutta sta gente qui sopra. da venerdì 2 a domenica 4 giugno. Cascinet. Pochi soldi e ben spesi.


[Zero2] Allucinazione metropolitana. 26 e 27 maggio. Casa Gorizia / Torchiera.

Posted: maggio 3rd, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Definisci “allucinazione”. Stato morboso in cui ciò che è pura immaginazione viene percepito come realtà; errore di valutazione; abbaglio. Definisci “metropolitana”. Boh, un treno – quando finiscono i lavori, si intende. O forse appartenente alla metropoli, alla città madre, caratterizzata da un’intensa e dinamica vita sociale, economica, culturale. Non ci siamo. Metterli insieme mica è facile, ci vuole creatività, improvvisazione, inquietudine. Punk, ecco. Definisci “punk”. E qua la cosa si incasina, perché i vocabolari parlano di movimenti inglesi degli anni ’70. Mentre la metropoli, l’allucinazione, è Milano, oggi. Dove vale tutto, tanto l’allucinosi ha pervaso ogni aspetto sociale (se ne restano), economico (si, vabbé), culturale (ecco). Due giorni punk a Milano, tra Casa Occupata Gorizia e Cascina Torchiera, con band italiane ma pure di Sheffield e Berlino (tra gli altri: Sievehead, Orden Mundial, Life Fucker, Idiota Civilizzato). Due giorni punk a Milano oggi, dove e quando punk non ha più nulla a che vedere con i vocabolari e i movimenti che furono, ma tanto da spartire con frenesia e inquietudine, nulla con questa metropoli, tutto con una curiosa, cruda, allucinazione. Prova a guardare, ma attento a non prendere un abbaglio.

Allucinazione metropolitana. tutte queste band qua, il 26 maggio in casa Gorizia e il 27 alla Torchiera. ingresso sottoscrivibile.