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[Zero2] Quello che facciamo è segreto. 17 18 19 maggio. Conchetta

Posted: Maggio 20th, 2019 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , | No Comments »

C’è questa cosa un po’ unica del cortile di Conchetta che sono i ballatoi delle case a fianco. Ringhiere affacciate da cui si è osservata la vita intera di Cox 18, nascita e crisi, sgomberi e rioccupazioni; si sono viste feste, veglie, concerti, mercatini, coppie che si formavano e altre che si lasciavano, soprattutto sbronze. Che poi è ciò che si vede normalmente varcando il portone. Solo Conchetta ha i ballatoi affacciati, ma come tutti gli altri centri sociali ha una porta aperta, un limite valicabile.

Di fatto, riducendo all’osso quello che differenzia gli spazi di autogestione e autoproduzione da locali, circolini o club è esattamente l’apertura. Che non è trasparenza, rivendicazione piccolina da spettatori desiderosi soltanto di emettere un giudizio. La trasparenza è il sogno di avere palazzi fatti di muri attraverso cui si può guardare, da fuori. L’apertura è un invito a entrare. Poi, una volta dentro, si lasci spazio anche al segreto. Non ho idea di quale sia l’origine del titolo del festival “Quello che facciamo è segreto”, tributo al mitico fonico Gigione. Immagino sia una citazione, forse riguarda ciò l’unico luogo davvero inaccessibile che è il banco del mixer. Ma suona meglio come un invito: varcare la soglia per scoprire un ignoto accessibile.

La stessa soglia che negli anni hanno varcato Gigione e tanti degli ospiti che affollano il programma del festival, dai rinvigoriti Ritmo Tribale agli immancabili Tre Allegri Ragazzi Morti, e poi i Cut, NoHayBanda, Tiresia, e i dj set, le presentazioni del libro sui Black Mask e del documentario su riserve indiane e campi profughi palestinesi. È tutto lì, non è un segreto.

 

Quello che facciamo è segreto. Tanta bella gente, pochi brutti euri. Il weekend del 17 maggio in conchetta.



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