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[4/4] immobili ed interni

Posted: Aprile 14th, 2011 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

La Fiera del Mobile è una bomba adolescenziale: per una settimana puoi magnare, bere e ascoltare barlumi di musica aggratis. Più o meno, perchè l’assedio pubblicitario è tale che ti accorgi subito che stai pagando con altra moneta, ma il portafoglio resta intatto. Poi arriva l’età della ragione, che spesso è quella in cui i denari in tasca raggiungono almeno la doppia cifra, e la settimana del mobile ti fa lo stesso effetto di alcuni terribili festival estivi della cintura peri-urbana. Plastica bruciata, niente più che orde di “designers” con pettinature laccate, cocktails annacquati e guerra fredda. E allora la fuga è la soluzione migliore. Questa settimana cercate gli appuntamenti che NON stanno all’interno della settimana del mobile. Scoprirete musica migliore, persone migliori, aria più pulita… e nessuno cercherà di convincervi che una lampada e una sedia uguali a quelle che stanno nella stanza dei vostri nonni siano uno slancio di creatività. Vi vogliono mobili ed esterni, siate immobili ed interni.

Interni agli spazi liberati, ad esempio, che in occasioni così invadenti si scoprono essere ancora un baluardo di resistenza in questa città. E un baluardo di resistenza, quasi un tempio, per tutti gli amanti della musica di Satana è la Cascina Torchiera, dove venerdì 15 prosegue la rassegna TRoK! con l’incrocio tra lo space-funk dei Quasiviri, il jazz-core dei Luther Blissett e la chitarra graffiante di Lili Refrain. Le altre celebrazioni della sera sono quella del Leoncavallo, dove il trittico Noyz Narcos, Metal Carter e Duke Montana presenta la faccia migliore dell’hip hop romano, quella di quel Truce Klan che ha saputo re-inventare suoni e linguaggi su una piazza che sembrava sconfitta dalla propria stanchezza. E ancora Cox18, con il live set / reading di B.Corgan (un uomo che della propria pelata ne ha fatto un progetto artistico) e la breakcore d’assalto di Partisan War Machine, Dj Balli e Dj Databreaks.

Tanto vale fermarsi in via Conchetta, perchè la sera successiva arrivano i volumi forti di Night for the Deaf, che ospita On the Loose e Black Flowers. Volumi forti che stordiranno definitivamente i già provati timpani la sera di Domenica 17 al Bloom. Sul palco un vecchio nerd con gli occhiali, circondato da un anfiteatro di amplificatori.
Quell’uomo è J Mascis, uno specie di santone per tutti quelli che furono giovani e rocker nei favolosi ’90s, quando guidava quel gioiellino di band che furono i Dinosaur Jr. Dinosauro oggi lo è lui, ma dubito fortemente che abbia abbassato i volumi. Alternativa domenicale e meno hard (ma mica troppo) allo spazio Medionauta, con il trio di impro pura Newtone2060: voce, elettronica, vinili d’essai e batteria selvaggia…

Poi ci si chiuda in casa, per scappare dai designers, almeno per un paio di serate. Si riprende mercoledì 20 e la ripresa è di qualità cristallina, quando si parla di una folle band chiamata NoMeansNo. Suoneranno sul palco di Cox18, e suoneranno di tutto, almeno così pare. Nel tour dell’anno scorso il loro hard-core riusciva a tramutarsi in country, in folk, in rock’n’roll e in noise… tutto nella stessa canzone!

Chiusura più o meno pop per una settimana del genere. Al Lambretto arriva James Blake (gratis, qui c’è puzza di desginer), nuovo fenomeno dell’electro pop già ampiamente scarnificato dal jet-set. Gli risponde la quasi-reunion degli One Dimensional Man, vogliosi (forse) di allontanarsi dalla linearità ormai stantia del Teatro degli Orrori. Suonano al Bloom di Mezzago, uno di quei posti felici in cui non si corre il rischio di imbattersi ne’ nelle lampade ne’ nelle sedie ne’ nei loro designers…



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