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Dank je wel, Lou

Posted: Marzo 10th, 2021 | Author: | Filed under: larsen, psicopompo | Tags: , , , | No Comments »

[un thread di twitter srotolato]

 

Sabato scorso, all’età di 94 anni, è morto Lou Ottens. E’ stata una delle persone che mi hanno cambiato la vita, grazie a una delle più grandi invenzioni dell’umanità: la musicassetta.

Quando ero alle superiori avevo un comodino lunghissimo, parallelo a tutto il letto, su cui avevo edificato la mia personale piramide. Erano quasi 500 cassette. Ogni settimana andavamo al noleggio cd con un amico e ognuno registrava tutto in due copie per poi scambiarli.Senza tutti quegli scambi, senza la facilità di poter registrare e riregistrare sui nastri, non mi sarei mai appassionato alla musica, non avrei mai ascoltato tutto quel che ho ascoltato nella mia vita. Avrei avuto altri amici, un altro lavoro. Sarei diventato un’altra persona.

Lou Ottens inventò la “compact cassette” nei laboratori Philips ad Hasselt negli anni ’60. Era un appassionato di meccanica e di radiofonia ma non sopportava le grandi bobine dei registratori. Così cercò una nuova idea.Come ha spiegato Ottens in seguito: «L’idea era di avere un formato economico, con una qualità audio appropriata, che si potesse mettere in tasca, alimentato a batteria e facile da usare. Ha funzionato tutto».
Ottens era un amante degli uccelli, e amava raccontare della volta che registrò su una cassetta il canto di un codirosso. Rientrato a casa lo fece sentire alla sua famiglia e un uccellino si affacciò alla finestra di casa richiamato dal verso.

La cassetta però non fu subito un successo. Ottens provò a lanciarla alle grande fiere negli USA ma gli dissero che non c’era mercato. Per nostra fortuna si sbagliarono, e di grosso.
Nel 1963 Ottens la presentò al Funkaustellung di Berlino. Era grande come un pacchetto di sigarette, maneggevole e resistente agli urti. «Inoltre – spiegò Ottens – se il nastro si blocca, può essere riparato avvolgendolo con una matita». Stavolta fu un successo immediato.

L’anno successivo le cassette vergini furono messe in vendita dalla Philips, così come i primi registratori. Diventò subito lo standard mondiale. Da allora ne sono state vendute miliardi, e nonostante l’irreversibile declino le cassette vengono ancora prodotte e vendute.

In un’intervista di qualche anno fa fu chiesto a Ottens cosa avrebbe cambiato nella “compact cassette” da lui progettata. Rispose: «Niente».

Il declino (non la morte) delle cassette arrivò negli anni ’80 con l’avvento del CD, alla cui ideazioni contribuì proprio il gruppo di ricerca della Philips guidato da Ottens. Negli ultimi anni Ottens aveva ammesso di non ascoltarle più nemmeno lui. :(

Lou Ottens in persona è intervistato nel documentario di Zack Taylor “Cassette: A Documentary Mixtape“, in ottima compagnia.

Nel film Ottens dice di non credere nell’eternità. Si sbagliava.
Sui miei scaffali delle cassette, meno affollati della piramide di un tempo, oggi c’è un gran disordine, figlio di improvvide pulizie fatte mesi fa a cui non ho mai rimediato. Stasera li riordino, come ringraziamento.


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