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Posted: Gennaio 5th, 2008 | Author: cauz | Filed under: succede che... | Commenti disabilitati su forte commozione
the last comment, here!
in onore di tutto cio’ intonero’ baccanali sulla buena vibra di "becstritz bec olrait!" o qualcos’altro di simile, anche i cinesi, se e’ il caso.
Posted: Dicembre 28th, 2007 | Author: cauz | Filed under: confindustrial, succede che... | Commenti disabilitati su Tutto ha un perche’
succede che questo blog non e’ morto, ma in coma.
e’ che non e’ colpa mia, non solo. e’ che tutto ha un perche’, ed anche il motivo di questo coma.
mi sento come in una telecomachia, solo che l’attrice e’ infostrada e non telecom… ma la storia cambia poco. odio queste compagnie telefoniche, un giorno, a furia di sottoscrivere e finanziare autistici, sara’ il caso di mandarli a fanculo e fondarne direttamente una "nostra".
domani chiamo tiscali, fanculo a tutti i mefitici esternalizzatori.
buon anno a tutt*, il prossimo sara’ DECISAMENTE peggio.
Posted: Novembre 17th, 2007 | Author: cauz | Filed under: alfabetica, succede che... | 1 Comment »
succede che il corsera-on-line ha rifatto il suo sito da qualche mese… e’ un bel sito, semplice, funzionale e pure curioso come le statistiche degli articoli piu’ letti.
inzomma, e’ diventato decisamente piu’ consultabile del groviglio di tette&culi che leggevo prima… e che continuo a leggere ogni tanto solo perche’ aggiornato con piu’ frequenza.
cosi’ che oggi posso essere a genova solo "in spirito" (alcoolico, ovviamente), vado su corriere.it a leggermi un po’ di notizie del corteo, e mi casca l’occhio sul link che hanno precedentemente scelto per l’articolo:
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_17/G8_tafferugli.shtml
pero’, chiamiamola lungimiranza…
d’altronde la storia dell’informazione ci insegna che le cose si possono comunicare anche solo con piccoli brandelli, con una riga dell’indirizzo… o magari con una foto "giusta" come ha fatto il giornale parlando di ultras.
Posted: Novembre 17th, 2007 | Author: cauz | Filed under: cadevo, larsen, time stands still | 1 Comment »
e’ l’aria fredda delle zone polari, nel nord del canada, che soffia
verso il basso… passa sopra i grandi laghi e ne raccogli l’umidita’
coinvogliandola sotto forma di piccole schegge di ghiaccio, che piovono
senza attaccare ne’ bagnare. ma il vento ti pugnala, mille piccole
coltellate, mille schegge gelide infilate sotto pelle.
e trascinato dal vento, dal ghiaccio, o da chissa’ che, neppure questa volta saro’ a zena.
ma canto, almeno, per tutt* i/le bellissim* sovversiv* che insensatamente o meno tra qualche ora saliranno sui treni per genova, se non ci stanno gia’:
Sono dieci anni suonati che suono
questa chitarra e che canto di cuore
canti di vario modello;
già mille volte ho cambiato di tono
dal do maggiore al do diesis minore
dal valzer allo stornello;
colla ciaccona colla marcia turca
col madrigale la giga il flamenco
la ciarda la controdanza
col tango col samba e con la mazurka
dei vari ritmi ho esaurito l’elenco
ma ho mai cambiato sostanza.
Ho cantato sempre
in base ad una convinzione
che la cosa più importante
è battere il padrone;
ogni canto l’ho composto
perché ci aiutasse
a portare fino in fondo
la lotta di classe;
ho sperato che ogni strofa
quando l’ho cantata
ci aiutasse a battere
la proprietà privata.
Sono dieci anni che canto le lotte
e i mille scioperi e la strategia
per far la rivoluzione;
ma son dieci anni che canto le botte
e i caroselli della polizia
e le condanne in prigione;
c’è il canto triste se siamo battuti
c’è il canto allegro se mille operai
scendono in piazza a lottare;
ma dopo tanti gorgheggi ed acuti
mi sono accorto che forse oramai
non c’è più gusto a cantare.
Il padrone ci ha
uno stomaco da mille lire
e per quanta merda mangi
la sa digerire;
lui aumenta i prezzi
segli strappi più salari
poi ti taglia i tempi
e ti fa far più straordinari ;
figurarsi se i miei canti,
lui che ingoia tutto,
non ci riesce a digerirli
e a farci sopra un rutto.
Per quanti acuti abbia emesso di testa
nessun padrone ha perduto un quattrino
di rendita o di profitto;
non basta un canto sia pur di protesta
perché succeda che qualche inquilino
abbia ridotto l’affitto;
un ritornello non serve per niente
non c’è ballata che serva a qualcosa
né un ritmo di monferrina
per render soffice uno sfollagente
per affrettare la morte gloriosa
di un yankee nell’Indocina.
Forse occorre che
questa chitarra a ciondoloni
si trasformi in mitra
e possa emettere altri suoni;
e che le sei corde
per produrre altri rumori
si trasformino di colpo
in sei caricatori;
e che queste dita
per produrre qualche effetto
anziché grattare arpeggi
premano un grilletto;
forse può servire solo
più la passacaglia
che con la sua voce
sa intonare la mitraglia.
"Se il mio destino è di restare eternamente un eretico… tanto peggio.
Vorrà dire che morirò senza rimpianti, con tutti i miei dubbi, ma una
sola certezza: di non essere mai stato complice dell’orrore, del
sopruso, degli oppressori di ogni sorta, qualunque sia il colore e
l’ideologia che lo animi".
"Avevo il diritto di viverla quella felicità. Non me lo avete concesso.
E allora, è stato peggio per me, peggio per voi, peggio per
tutti…Dovrei rimpiangere ciò che ho fatto? Forse. Ma non ho rimorsi. Rimpianti sì, ma in ogni caso nessun rimorso".
(Jules Bonnot)
Posted: Novembre 8th, 2007 | Author: cauz | Filed under: succede che... | Commenti disabilitati su Voci precarie per uno sciopero generalizzato… CityOfGods is back!
ancora sullo sciopero generalmente generalizzante di domani…
perche’ l’occasione e’ propizia per l’uscita di City of Gods numero 4!
la free&free press precaria, free[1] perche’ gratis e soprattutto free[2] perche’ libera. La presa di parola di chi ogni giorno, come dire, "suca" torna nelle strade delle città d’itaglia.
cercatelo e leggetelo, fosse anche solo per l’immane sbattimento fisico, economico, psicologico, psichiatrico e psicotico di questi giornalisti precari… ma di piu’ perche’ contiene la verità su tutto cio’ che e’ falso, e grandi balli su tutte le poche verita’ che conosciamo… :)
questo e’ lo spot ansiogeno:
c’e’ pure ad alta definizione: qui.
C’E’ CHI DICE Gods.
La free&free press dei precari e delle precarie
torna per lo sciopero del 9 novembre.
**** Fuori e Dentro a Questo Numero ****
**** articoli, commenti ed inchieste su: ****
– Il pacchetto in-sicurezza sociale;
– In difesa del Made in Italy: Pacciani, Franzoni, Bilancia;
– Come chiudere un quotidiano calcistico e lasciare i giornalisti in panchina;
– Tutto sui maiali olimpici in Cina;
– La cospirazione solare dei precari e delle precarie;
– Si può essere contessa, modella e giornalista allo stesso tempo?
– Reportage tragicomico del 20 ottobre: "Abbattiamo il precariato";
– Ritorno a Genova. Togliamoci qualche sasso dalla scarpa;
– Professione cecchino: dibattito Placanica – Spagnoli. Terrazzo o defender?;
La free&press precaria torna nelle strade… con un inserto speciale de Il Sole 24 ore!
Edizioni locali di Milano, Roma, Bergamo, Monza, Livorno.
City of Gods.
Parole che s/colpiscono la storia
L’attualità è passeggera. La storia è per sempre.
Continua su IntelligencePrecaria
Leggi City of Gods in versione digitale
Posted: Novembre 7th, 2007 | Author: cauz | Filed under: succede che... | Commenti disabilitati su DirectStrike! ovvero dell’intasare Wind e Vodafone durante lo sciopero
succede che lo sciopero generale, generalizzato e generalizzante del 9novembre e’ alle porte…
contro le nuove ondate precarizzatrici rappresentate dall’infame accordo del 23 luglio e le politiche securitarie sempre piu’ opprimenti, contro l’attacco al precariato tutto fuori e dentro i luoghi di lavoro, fuori e dentro i tribunali, fuori tutt* eccheccazzo!
… e se c’e’ un particolare davvero bastardo che si e’ lentamente fatto largo con i vari ddl sempre piu’ precarizzanti, quello e’ l’esternalizzazione del ramo d’azienda, traducibile nell’assoluta liberta’ per le aziende di triturare la vita dei lavoratori cambiandogli semplicemente il cartellino.
la telefonia, come sempre, e’ all’avanguardia in questo.
e dopo le esternalizzazioni di massa in Wind l’anno passato, questo autunno sono i lavoratori Vodafone sotto attacco…
motivi piu’ che sufficienti per appoggiare il CALL STRIKE indetto dall’Unione delle associazioni dei parenti delle Vittime da Esternalizzazione per la giornata di venerdi’. Partecipando al call strike e diffondendo il loro appello.
E’ sufficiente prendere una cornetta e chiamare Wind (159 o 156) e Vodafone (190 o 800227755) tra le 9 e le 13 di venerdi’ 9novembre.
non potendo esternalizzare l’esternalizzatore, quantomeno il classico precarizzare il precarizzatore torna sempre utile… :)
Posted: Novembre 6th, 2007 | Author: cauz | Filed under: succede che... | 1 Comment »
no, ne basta uno.
insieme al suo vecchio balordo, su ogni campetto…
insieme al suo santissimo fratello ed a tutt* i precari e le precarie, il 9 novembre.
GRIFONI PRECARI, EVERYWHERE.
Posted: Ottobre 12th, 2007 | Author: cauz | Filed under: succede che... | 4 Comments »
stamattina, come tutte le mattina, andando al lavoro passavo in piazza del duomo…era piena di ragazzin*, c’era –stranamente di venerdi’- una manifestazione studentesca.nella piazza piena da fine corteo spiccavano alcuni cori da stadio e qualche bandierona: due del napoli, una del palermo, ciuffetti di cheguevari qua' e la'…in un angolo, pero', era pieno di striscioni srotolati per terra. ne ho letti giusto un paio:"realizzate il nostro sogno, fateci salire" – "backstreet boys, welcome to italy" – "…"
inzomma, in piazza c'era un incrocio di eventi e sensibilita' dato dalla concomitanza tra la manifestazione studentesca e la presenza dei backstreet boys ospiti ad una trasmissione di tendenza su m-tv.
eppure le persone, le facce per strada erano le medesime.
"realizzate il nostro sogno, fateci salire" era uno slogan vero, efficace per la giornata.
finalmente uno slogan funzionale per il corteo degli studenti, senza stare tanto a rivendicare chissa' quali diritti universali, utopici e ben poco concreti, come si faceva qualche anno fa.
vaffanculo, fateci salire, fateci fare un foto col telefonino abbracciati ai backstreet boys, backstreet's back all right!
una rivendicazione vera e sincera. roba rara, di questi tempi.
Posted: Ottobre 1st, 2007 | Author: cauz | Filed under: pedallica | 2 Comments »
il titolo, gioco a carte scoperte, lo copio pari pari da ISC, ma ne vale la pena.
che corsa ha fatto paolino?! va rivista, anche piu' del (commovente) finale, per capire dove sono mancati gli spagnoli al di la' delle dietrologie bulbarelliane su samuel sanchez, da dove e' venuto il colpo di genio di rebellin, e quanto sono stati fondamentali i russi a tirare prima e con kolobnev poi…
intanto godiamoci il geniale bis di paolino. con meno gambe di madrid (il miglior mondiale di bettini, senza risultato), con meno testa del trionfo di salisburgo, ma con una rabbia senza pari.
… e vaffanculo.
Posted: Settembre 20th, 2007 | Author: cauz | Filed under: succede che... | 11 Comments »
succede che questa mattina milano ha perso un pezzo di se'…
e mentre ero rapito da sbattimenti maledettamente burocratici mi arriva un messaggio "sgombero garibaldi".
punto, anzi, senza nemmeno il punto, e nulla piu'.
una storia di 30 anni finisce cosi'.
un pezzo di milano finisce sotto il sole ingannevole di una giornata di merda.
se possono guardare tanti lati della cosa, sia chiaro.
il csoa garibaldi era gia' finito, da diversi mesi. schiacciato dal non essere piu' nulla di sociale, chiuso tra le sue belle mura.
il garibaldi avra' aperto 5 volte negli ultimi 7 mesi.
ed erano le condizioni ideali per una presa per il culo dall'alto, oltreche' da dietro.
le condizioni per un colpo di spugna nel silenzio, alle 6 di mattina, davanti a un numero di persone che non fa le dita di due mani… tra un numero di camionette
azzurro-blu che fa tutte le dita di mani e piedi…
eppure eppure eppure
eppure il garibaldi ha fatto per 30 anni la storia di milano, e per 15 di questi ha in qualche intersecato la mia di storia.
mentre i centri sociali diventavano sempre meno sociali, il garibaldi conservava la sua atmosfera intatta, fatta di incontri strani e di un minestrone umano capace di presentarsi in pochi posti.
ho iniziato ad andare al garibaldi quando avro' avuto 13 anni, ai tempi ci suonavano i punkreas praticamente ogni sabato… e' il primo centro sociale in cui sono entrato, con quei brividi e quella piccola adrenalina che ti danno gli assaggi di illegalita' durante la pre-adolescenza. nei 5 lustri successivi ne ho visti fin troppi altri, e quelle prime piccole scosse adrenaliniche si sono trasformate in pochi mesi in frequanti smorfie di noia.
i centri sociali hanno perso, come perdiamo tutt* le nostre battaglie, ogni giorno.
col trascorrere degli anni hanno perso ogni capacita' di rinnovarsi, perdendo il passo da una societa' che ha cambiato faccia radicalmente, iniziando la grande svendita delle relazioni sociali. sempre meno sociali, rimasti solo "centri"… se non di meno. come sempre, l'umanita' si riflette nel suo linguaggio: i centri sociali oggi vengono chiamati "spazi", come a dire che il loro valore non sta piu' nella capacita' di intessere relazioni, ma nelle metrature che occupano nelle carte catastali. un valore che le aziende sanno sfruttare con molto piu' profitto.
il terzo sgombero in un anno a milano ci riporta presto sulle tracce di albertini, facendoci dimenticare i sentori di cambiamento che milano sembrava voler emanare un anno fa. e su questo bisognera' riflettere, forse prima di quando si pensi…
ps- tutto cio' sono pensieri ad alta voce, di pancia e nulla piu'. per un angolo di mondo in cui mi e' sempre piaciuto rintanarmi, non hannola dignita' di una riflessione… ma se qualcun* avesse fotografato l'omaggio al prof. scoglio che campeggiava sul muro del cesso del garibaldi mi mandi la foto per favore. :)