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[Zero2] Jazzmi 2021. Dal 22 ottobre. In giro.

Posted: Ottobre 21st, 2021 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , | No Comments »

“Almeno ci abbiamo provato”. Si chiudeva così il comunicato di JazzMi 2020, interrotto in anticipo per l’imposizione di un tetro coprifuoco che non si vedeva dai tempi delle guerre mondiali. E non era stato un provarci da poco, visto il panorama post-bombardamento che circondava le iniziative musicali a Milano. Certo, per provarci erano necessarie tante condizioni su cui pochi potevano contare. Resta il fatto che JazzMi almeno ci aveva provato, e continua a provarci.

Un anno dopo, senza coprifuoco ma con un moltiplicarsi di barriere visibili e invisibili, che inevitabilmente si riflettono sul contenuto, resta uno straordinario segnale di audacia e tenacia. E allora andiamo a vedere cosa c’è dentro la coraggiosa scatola di JazzMi 2021. C’è tanta Italia e tanto pop italiano, scelte obbligate in un momento così respingente per chi viene da lontano, ancor di più per chi ci arriva con le proprie forze. Ma il bello delle scatole così profonde è che ci sono sempre degli angoli in ombra, da cui balzano fuori le sorprese.

Ecco quindi che nell’edizione di Alex Britti e Vinicio Capossela ci si può imbattere nei Broken Shadows (24 ottobre in Triennale), il nuovo quartetto di Tim Berne che va a riscoprire le avanguardie del passato e le mette a bagno nella tinta fosca del presente. La stessa materia oscura da cui Moses Boyd ha tirato fuori un nuovo slancio per l’acid jazz (30 ottobre in Triennale). Materia da toccare con delicatezza, come il piano di Yaron Herman (28 ottobre in Triennale), o da esplorare, seguendo coordinate temporali come l’Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò (30 ottobre in Triennale), che nel suo cercare di raggiungere la Canterbury che fu incontra la penna di Jonathan Coe, o improvvisando di navigazione come nel Giornale di Bordo di Antonello Salis, progetto che si lancia in mare aperto facendo issare le vele ad Hamid Drake, Paolo Angeli e Gavino Murgia (24 ottobre in Triennale).

Due nomi, questi ultimi, che si riaffacciano in cartellone anche con due concerti “trasversali”: uno è 22.22 Free Radiohead (giustamente programmato il giorno 22, sempre in Triennale), ovvero l’estemporanea scorribanda del chitarrista sardo nel territori delle popstar britanniche; l’altro è il curioso incontro tra Murgia e il suo conterraneo DJ Gruff (anche loro in programma per il 22 in Triennale, ma in seconda serata). Non è l’unico momento in cui l’hip-hop si infila nel programma di quest’anno, perché la materia di cui è fatto Jazzmi 2021 finisce tutta nelle mani di chi la sa frullare, triturare, massacrare, come fanno tra jazz e rap i giovani Studio Murena (29 ottobre al Teatro Filodrammatici) ma soprattutto come fanno da quasi 50 anni Grandmaster Flash, più che un padrino un patriarca della storia dell’hip-hop. Sarà lui a chiudere il festival (il 31 in Conservatorio), emblema di “uomo della strada” in una fase storica che alla strada continua a richiamare. Perché per scendere in strada e rompere barriere vecchie e nuove occorre uno slancio, un po’ di coraggio, almeno provarci.

 

 

Jazzmi 2021. Dal 21 al 31 ottobre, in giro per milano.



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