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emergenza rifiuti

Posted: Febbraio 15th, 2008 | Author: | Filed under: balordi | Tags: , , , , , , , , | Commenti disabilitati su emergenza rifiuti
Vegnivan quattru a quattru
vegnivan all’attaccu
vegnivan cumme matti
che squaddra de ravatti
ma u l’è arrivou u grifun
cun ‘e balle in sciu cannun
cun quattru cannunae
t’è l’ha disintegrae

Serie a o serie b
u grifun l’è sempre chi
a l’è a squaddra du mae choe
forsa zena russu e bleu

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la figurina del corsaro

Posted: Febbraio 13th, 2008 | Author: | Filed under: balordi, succede che... | Commenti disabilitati su la figurina del corsaro

succede che domenica succede una cosa.
e allora, per placarmi un po’ nell’attesa di questa cosa, ieri sera ho preso un dvd che giaceva sullo scaffale tra i film da vedere da un paio d’anni. si tratta di "figurine", esordio (credo) cinematografico di giovanni robbiano, allievo genovese di kusturica.
robbiano dev’essere pure lui un po’ teso per questa cosa che va a succedere domenica, secondo me: lo testimonia un film che si adatta perfettamente all’antipatica ma vera etichetta "d’altri tempi", in cui il piccolo alberto insegue quell’ultima figu che gli manca su e giu’ per una genova bellissima e ahime’ dimenticata.
eccezionale jannacci nel ruolo del vecchio nonno comunista, in crisi completa sulla profonda domanda del nipotino: "ma tu preferisci il genoa o la russia?"…

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Il ritorno del tuffatore

Posted: Febbraio 8th, 2008 | Author: | Filed under: larsen | 2 Comments »
nome: flavio
cognome: giurato
professione: cantautore
sogno nel cassetto: "all i wanted to be was a beautiful diver"

flavione giurato e’ tornato, inzomma.
un disco ("il manuale del cantautore") dall’eterna gestazione pubblicato sul finire del 2007 dopo 3 anni di lavoro e ricerca di un’etichetta adeguata, e dopo 23 anni di attesa dal precedente "marco polo". l’attesa e’ finita sul serio stavolta, perche’ pare che flavio voglia giocarsele del tutto le sue carte.
iniziera’ dal vivo, questa sera.
il palco e’ quello dell’arci scighera, alla bovisa, periferia milanese famosa per i treni e soprattutto per il suo "profeta" osvaldo bagnoli, un personaggio con cui flavio si troverebbe benissimo… chissa’ che stasera non venga pure lui a sentire il concerto. :)


approfondimenti:
 

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i now walk (into the wild)

Posted: Febbraio 7th, 2008 | Author: | Filed under: videre | Commenti disabilitati su i now walk (into the wild)

zan zin zan… scorre sul velluto della voce di eddie vedder la periferia d’america vista da sean penn. dalla georgia al texas, giu’ per il colorado fino al mar de cortez e poi di nuovo a nord lungo la costa, all’estrema alaska, seguendo lo zaino di un improbabile quanto drammaticamente reale fanciullo.
e’ un film da vedere "into the wild", non perche’ sia chissa’ quale capolavoro cinematografico; penn cerca di inseguire la poesia di malick senza riuscirci, riesce pero’ a tinteggiare un’opera di domanda e di ricerca, disegnandola sugli sfondi che solo la ricchezza dell’ambiente americano puo’ offrire. e’ un film che la sua ricerca te la schiaccia in fondo allo stomaco: personalmente ho avuto bisogno di una notte semi-insonne a rimuginarci e di almeno due giorni di "macinamento" per arrivare a digerirlo in qualche verso. e la forza della pellicola sta tutta qui, nel suo essere cosi’ poco mordi e fuggi. dopo "into the wild" non si puo’ fare un intervallo ed entrare in un’altra sala: e’ un film di spazi fisici che richiede spazio e tempo per essere inteso.

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saluto Romano

Posted: Gennaio 25th, 2008 | Author: | Filed under: succede che... | Commenti disabilitati su saluto Romano
 
addio, MaleficaMortadella .
a mai piu’!  :)
 

eh NO! questo NO, cazzo!

Posted: Gennaio 16th, 2008 | Author: | Filed under: succede che... | 1 Comment »

 

con clemente.

hasta siempre.

 


forte commozione

Posted: Gennaio 5th, 2008 | Author: | Filed under: succede che... | Commenti disabilitati su forte commozione

the last comment, here!

in onore di tutto cio’ intonero’ baccanali sulla buena vibra di "becstritz bec olrait!" o qualcos’altro di simile, anche i cinesi, se e’ il caso. 


Tutto ha un perche’

Posted: Dicembre 28th, 2007 | Author: | Filed under: confindustrial, succede che... | Commenti disabilitati su Tutto ha un perche’

succede che questo blog non e’ morto, ma in coma.

e’ che non e’ colpa mia, non solo. e’ che tutto ha un perche’, ed anche il motivo di questo coma.

 

 mi sento come in una telecomachia, solo che l’attrice e’ infostrada e non telecom… ma la storia cambia poco. odio queste compagnie telefoniche, un giorno, a furia di sottoscrivere e finanziare autistici, sara’ il caso di mandarli a fanculo e fondarne direttamente una "nostra". 

 domani chiamo tiscali, fanculo a tutti i mefitici esternalizzatori. 

 buon anno a tutt*, il prossimo sara’ DECISAMENTE peggio. 


piccolezze nell’informazione

Posted: Novembre 17th, 2007 | Author: | Filed under: alfabetica, succede che... | 1 Comment »

succede che il corsera-on-line ha rifatto il suo sito da qualche mese… e’ un bel sito, semplice, funzionale e pure curioso come le statistiche degli articoli piu’ letti.

inzomma, e’ diventato decisamente piu’ consultabile del groviglio di tette&culi che leggevo prima… e che continuo a leggere ogni tanto solo perche’ aggiornato con piu’ frequenza.

cosi’ che oggi posso essere a genova solo "in spirito" (alcoolico, ovviamente), vado su corriere.it a leggermi un po’ di notizie del corteo, e mi casca l’occhio sul link che hanno precedentemente scelto per l’articolo:

http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_17/G8_tafferugli.shtml

pero’, chiamiamola lungimiranza…

d’altronde la storia dell’informazione ci insegna che le cose si possono comunicare anche solo con piccoli brandelli, con una riga dell’indirizzo… o magari con una foto "giusta" come ha fatto il giornale parlando di ultras.


Piove ghiaccio

Posted: Novembre 17th, 2007 | Author: | Filed under: cadevo, larsen, time stands still | 1 Comment »

e’ l’aria fredda delle zone polari, nel nord del canada, che soffia
verso il basso… passa sopra i grandi laghi e ne raccogli l’umidita’
coinvogliandola sotto forma di piccole schegge di ghiaccio, che piovono
senza attaccare ne’ bagnare. ma il vento ti pugnala, mille piccole
coltellate, mille schegge gelide infilate sotto pelle.

e trascinato dal vento, dal ghiaccio, o da chissa’ che, neppure questa volta saro’ a zena.

ma canto, almeno, per tutt* i/le bellissim* sovversiv* che insensatamente o meno tra qualche ora saliranno sui treni per genova, se non ci stanno gia’: 

Sono dieci anni suonati che suono
questa chitarra e che canto di cuore
canti di vario modello;
già mille volte ho cambiato di tono
dal do maggiore al do diesis minore
dal valzer allo stornello;
colla ciaccona colla marcia turca
col madrigale la giga il flamenco
la ciarda la controdanza
col tango col samba e con la mazurka
dei vari ritmi ho esaurito l’elenco
ma ho mai cambiato sostanza.

Ho cantato sempre
in base ad una convinzione
che la cosa più importante
è battere il padrone;
ogni canto l’ho composto
perché ci aiutasse
a portare fino in fondo
la lotta di classe;
ho sperato che ogni strofa
quando l’ho cantata
ci aiutasse a battere
la proprietà privata.

Sono dieci anni che canto le lotte
e i mille scioperi e la strategia
per far la rivoluzione;
ma son dieci anni che canto le botte
e i caroselli della polizia
e le condanne in prigione;
c’è il canto triste se siamo battuti
c’è il canto allegro se mille operai
scendono in piazza a lottare;
ma dopo tanti gorgheggi ed acuti
mi sono accorto che forse oramai
non c’è più gusto a cantare.

Il padrone ci ha
uno stomaco da mille lire
e per quanta merda mangi
la sa digerire;
lui aumenta i prezzi
segli strappi più salari
poi ti taglia i tempi
e ti fa far più straordinari ;
figurarsi se i miei canti,
lui che ingoia tutto,
non ci riesce a digerirli
e a farci sopra un rutto.

Per quanti acuti abbia emesso di testa
nessun padrone ha perduto un quattrino
di rendita o di profitto;
non basta un canto sia pur di protesta
perché succeda che qualche inquilino
abbia ridotto l’affitto;
un ritornello non serve per niente
non c’è ballata che serva a qualcosa
né un ritmo di monferrina
per render soffice uno sfollagente
per affrettare la morte gloriosa
di un yankee nell’Indocina.

Forse occorre che
questa chitarra a ciondoloni
si trasformi in mitra
e possa emettere altri suoni;
e che le sei corde
per produrre altri rumori
si trasformino di colpo
in sei caricatori;
e che queste dita
per produrre qualche effetto
anziché grattare arpeggi
premano un grilletto;
forse può servire solo
più la passacaglia
che con la sua voce

sa intonare la mitraglia.

Play It (if you can) [ > ]


 


 
"Se il mio destino è di restare eternamente un eretico… tanto peggio.
Vorrà dire che morirò senza rimpianti, con tutti i miei dubbi, ma una
sola certezza: di non essere mai stato complice dell’orrore, del
sopruso, degli oppressori di ogni sorta, qualunque sia il colore e
l’ideologia che lo animi".

"Avevo il diritto di viverla quella felicità. Non me lo avete concesso.
E allora, è stato peggio per me, peggio per voi, peggio per
tutti…Dovrei rimpiangere ciò che ho fatto? Forse. Ma non ho rimorsi. Rimpianti sì, ma in ogni caso nessun rimorso".

(Jules Bonnot)