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[bikeit] Quaderni Fiorentini. Numero 1

Posted: ottobre 2nd, 2013 | Author: | Filed under: pedallica | Tags: , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

machiavelli

E’ un’uggiosa giornata fiorentina quella in cui torna a splendere il sole sul ciclismo mondiale. Ieri a Firenze faceva caldo, un caldo umido e grigio sotto cui la città s’adagiava come ogni giorno… senza sapere che mentre Firenze stava la’ fuori, il mondo delle due ruote stava dentro a Palazzo Vecchio, dove andava in scena l’elezione per il nuovo governo ciclistico mondiale, la presidenza dell’UCI. E non poteva esser scelto luogo più esplicito del palazzo di Machiavelli per una votazione torbida e confusa, in cui 6 ore di congresso non sono bastate nemmeno epr dirimere il dubbio se il presidente uscente, l’orribile McQuaid, fosse eleggibile o meno. E così si è parlato di tribunali svizzeri e di diritto thailandese, il tutto a spese dell’UCI per le ricche parcelle degli avvocati, si è discusso e si è trattato… arrivando all’apice di una mattinata dadaista in cui si è addirittura votato per decidere se votare o meno. Da questo caos, fortunatamente, ne è uscito vincente Brian Cookson, l’uomo del miracolo di British Cycling, del nuovo paradiso dei ciclisti dai velodromi alle strade, del paese della camapagna #CycleSafe, sostenuta da stampa e federazioni mentre l’omologa #salvaiciclisti qui in Italia lambiva in terre di periferia, ignorata dalla FederCiclismo di Di Rocco, il più fedele alleato di McQuaid.
Non è dato sapere se con Cookson il ciclismo riuscirà a tirarsi fuori dal baratro in cui si è infilato o meno, certamente ieri è stata una di quelle rare giornate in cui i giochetti para-mafiosi sono usciti sconfitti. Si potrebbe dire che ai mondiali di ciclismo ha vinto… il Ciclismo, se non si guardasse il paradosso per cui l’elezione è avvenuta mentre la gara degli Under23 si svolgeva li’ fuori, con i delegati impossibilitati a seguirla; nel giorno in cui altre due squadre annunciano la chiusura per la peggior crisi economica che il ciclismo abbia mai attraversato. Insomma, per la nuova UCI il lavoro da fare è enorme, e andrà fatto ripartendo dalla base, da chi pedala ogni giorno e da chi vuole sostenerlo. La strada britannica è un esempio, ma il mondo non è un’isola… Buon lavoro, mr. Cookson.

Intanto Firenze è piena di ciclisti e di biciclette, con l’impossibilità di trovare un palo libero cui incatenare il proprio mezzo. Il percorso di gara continua a premiare i favoriti, ma aspetta uno svolgimento tutto diverso per la giornata clou di domani con i professionisti, sotto la pioggia e con una corsa non troppo dura ma difficilissima da controllare, sempre che non prevalga l’ennesimo attendismo “pecoreccio”. Il tracciato piano piano si affolla di appassionati, tra coreografie esilaranti, citazioni fantozziane, fanfare di olandesi e centurioni fiamminghi… e alcune pessime scritte fasciste di chiara mano italiana, che si spera svaniscano nella notte. Un nuovo ciclismo ha bisogno di una rinnovata passione, e queste occasioni sono quelle giuste per vederla risorgere. Lo si vedeva nella folla danzante e pedalante (e abbondantemente… bevente) dello splendido salone del Bicycle Film Festival di ieri sera, nei film che raccontavano l’amore per la bicicletta che attraversa l’Europa, nelle bellissime creazioni di artigiani di ogni dove. A Firenze si respira ciclismo in questi giorni, e da ieri l’odore è decisamente migliore.

 

[i quaderni fiorentini sono lo specialino sul mondiale, visto dalla città-divano, di bikeitalia.it]



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