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MiToLogia 2011

Posted: Settembre 7th, 2011 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

MiTo è una perla rara, racchiusa nel guscio di due città così vicine e così diverse. Stretta tra il riflesso del sole tra i tetti e i fiumi di Torino e quello dei parabrezza delle mille automobili di Milano. Una perla che resiste, rotolando tra le polveri dei cantieri eterni della A4 e riuscendo a presentarsi ancora lucente del suo splendore.
Dovremmo volergli un bene infinito a MiTo. Soprattutto noi milanesi. A questa rassegna che resta un caso unico di slancio creativo lontano dal puzzo cadaverico delle mummie della Scala. Volergli bene e incoraggiarla, ecco. Perchè è, di fatto, uno dei nostri tesori. E ha un valore aggiunto, MiTo, che è quello di non fermarsi. Perchè è una rassegna che cresce, migliora anno dopo anno, e in questo 2011 offre un cartellone talmente ricco che sembra quasi essere tornati agli anni felici di Torino Settembre Musica.

Iniziata il 3 settembre, l’edizione 2011 inizia in questi giorni a sparare le sue cartucce migliori. A partire da oggi, mercoledì 7, quando al BlahBlah di Torino arriva il genio rumorista di Fennesz a sonorizzare il video “Berlino, sinfonia di una città”. E sempre nel capoluogo piemontese si prosegue venerdì 9, agitando i culi sotto il palco della (bellissima) Sala Espace con il siriano Omar Souleyman, uno che riesce a sposare con stile techno e musica tradizionale araba. E un look da Borat mediorientale eccezionale.

Sabato 10 finalmente Milano. Uno dei pregi di MiTo è che ti conduce in luoghi che mai avresti pensato di vedere nella tua stessa città. Ad esempio alla Casa Cardinal Schuster, dove Murcof presenta il suo nuovo live con una rilettura digitale della musica barocca. Domenica 11 il palco è più tradizionale, il Dal Verme, ma lo spettacolo vale appieno il prezzo del biglietto, perchè Diamanda Galas a Milano l’abbiamo già vista tante volte, ma ogni concerto è una sorpresa. Quest’anno la dama nera canterà di profughi, quelli della “sua” Armenia e quelli del mediterraneo di oggi.

Già tutto esaurito per la “Reggaeology” di Hamid Drake e Bindu (lun 12 al Piccolo Teatro Studio), potrebbe valere la pena concentrarsi il giorno successivo (mar 12, agli Arcimboldi) sull’Israel Philarmonic Orchestra diretta da Zubin Mehta alle prese con Mahler e Liszt. Una serata distensiva per prepararsi alla maratona del giorno dopo, l’appuntamento tradizionale con l’African Day (mer 14, Teatro Manzoni): tre concerti in successione, a partire dal pomeriggio fino al gran finale con l’Orchestra National de Barbes. Sempre che non siate nostalgici della Manchester che fu, perchè in quel caso tocca rimettersi in autostrada, che allo Spazio211 di Torino risorgono gli A Certain Ratio. Giovedì 15 è ricco di proposte: a Milano si punta sui paesaggi onirici di Ólafur Arnalds (all’Out Off), mentre Torino sta in bilico tra il “respiro palestinese” dell’Ensemble Dal’Ouna e lo splendido “Up patriots to arms Tour” di Battiato.
Restiamo in Piemonte anche ven 16, per un weekend che si apre con la psichedelia degli Emeralds all’Hiroshima mon Amour, e che prosegue il giorno successivo a Milano (Fondazione Pomodoro) con l’appuntamento migliore dell’intera rassegna. Un appuntamento che deve sfidare la malasorte, perchè il live di Alva Noto e Blixa Bargeld, tra elettronica gracchiante e impro vocale, da queste parti è già saltato due volte, tra ceneri vulcaniche e tracheiti fulminanti… sperando di smentire la saggezza locale, che la terza sia la volta buona.

Contemporaneamente si apre a Torino il ciclo di appuntamenti dedicati alla musica di Haiti, concerti che si ripeterano più o meno pari pari anche da queste parti. E’ una di quelle proposte su cui c’è poco da scrivere e tanto da imparare, esperienze a cui presentarsi ad orecchie aperte, per cogliere un nuovo petalo del fiore dei mille suoni del mondo. Dal 18 al 21 “Sentire Haiti” è nei teatri di Milano: Dal Verme, Litta, Vittoria, Nuovo e Conservatorio.
Domenica 18 è anche il giorno del John Scofield Group, all’auditorium del Lingotto (Torino). La proposta si replica a Milano due giorni dopo, ma la trasferta ha un vantaggio, perchè solo in quella data ci sarà ospite la tromba di Dave Douglas, e basta a giustificare la trasferta. Interessante (e gratis!) è la proposta meneghina di mercoledì 20, a Palazzo Reale, con Antonio Ballista, Bruno Canino, Walter Prati e Massimiliano Mariani alle prese con il “Mantra” di Stockhausen.

Tutto milanese (o quasi) è invece il finale di questa lunga maratona sonora. Mercoledì 21 al Blue Note con l’incantevole voce swing di Stacey Kent, mentre al Teatro Astra di Torino vanno in scena i “local (dark) heroes” Fabrizio Modonese Palumbo, Paul Beauchamp e Blind Cave Salamander. Il giorno successivo si chiude, con il carnevale di Haiti che si trasferisce per una sera all’Hangar Bicocca, con Jazzanova, Buraka Som Sistema e Shackleton. Nella speranza che sia una festa fatta più di musica e meno di passerelle di moda rispetto alla serata conclusiva del 2010; un tesoro come questa edizione di MiTo non meriterebbe di chiudersi in maniera così triviale. Ma forse servirebbe ad ambientarsi, chè dal giorno dopo si torna nella silente Milano.



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