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Live & Loud (014) – dove la settimana finisce tre volte

Posted: Aprile 24th, 2013 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Live & Loud (014) – dove la settimana finisce tre volte

Generalmente, la settimana santa della sinistra italiana, quella inclusa tra 25aprile e PrimoMaggio, è una settimana santa di musica di merda, quella in cui i “complessi del primo maggio” vanno a guadagnarsi i pochi denari utili per tirare fino alla stagione delle feste dell’unità. Generalmente. Perchè questo 2013 va finalmente controtendenza, perchè crisi+ponte danno origine ad una settimana di tre weekend. Che culo.

Il primo weekend si materializza già oggi, con mercoledì sera a due facce, quella oscura dell’afro-dub mutante di Sun Araw (allo Spazio Concept con Gatekeeper e Dracula Lewis) e quella brutale e martellante di un’invasione del pianeta punk/hc, che si divide tra la California dei Rocket From the Crypt (all’OCA), il pogo di Darko, 1000 degrees, Edward in Venice e Theory of Justice (allo SGA di Arese) e l’indistruttibile vecchia scuola degli Impossibili (al Boccaccio, Monza).

Domani è il 25aprile, e la liberazione la si festeggia con i Defheaven, che portano il loro post-black-metal sul palco del Lo-Fi accompagnati da Grime e The Secret, mentre al Live Club (Trezzo sull’Adda) tornano a galla Tricky e Alessio Bertallot… e prosegue il pogo dei punk metropolitani, di nuovo allo SGA, con Dying in This Place, Shizune e Cioran.

 

Un pogo che non si arresterà nemmeno nel secondo weekend, visto che venerdì 26 tornano a Milano i Propagandhi, impegnati a dar fuoco ai padiglioni dell’OCA, in una serata in cui si consiglia di mettersi in viaggio verso pianeti sconosciuti grazie allo space-kraut degli Eternal Tapestry (al Lo-Fi), ma dove si può anche star ben saldi a sculettare con gli Hot Head Show, funk prog d’autore sul palco del Biko.

Sabato si svolge tutto in pochi metri lungo la via Watteau/Stella: tra l’appuntamento tropical-synth con High Wolf (al Birrificio La Cruda) e il ritorno della rassegna DaunTRoK! al Leoncavallo, impreziosito dalla presenza di Ken Vandermark, figlio della vorace scena impro chicagoana che questa volta si accompagna con il combo jazz elettoracustico italiano Rara Avis; in apertura i Tetuan dimostrano ancora una volta come pure da queste parti si sappia fare un gran bel casino.

Poi domenica non c’è un cazzo. Approfittatene e fate una gita al Torino Jazz Festival dove si esibiscono aggratis due maestri del continente nero: la leggenda del piano afro-jazz Abdullah Ibrahim e l’uomo che da solo incarna la storia del jazz etiope, Mulatu Astatke.

 

Tra cotanta roba c’è spazio pure per un lunedì di impegni: all’Alcatraz con il synth-pop dei Knife, che qualcuno ha definito saggiamente portatori di “hipsterismo sostenibile” o ancora meglio al Lo-Fi dove gli Amenra portano il verbo dello sludge-metal sin dai muri delle Fiandre.

 

Il terzo weekend della settimana si apre di nuovo nel segno di TRoK!, stavolta alla Cascina Torchiera, ancora una volta con un nome forte dell’impro statunitense. Gli ZS sono una di quelle band per le quali la categorizzazione in generi è una sconfitta in partenza: fanno casino e lo fanno bene, una sorta di rituale voodoo rumorista, di cui il contributo dei Great Saunites sarà una degna apertura

Infine il PrimoMaggio, giorno di MayDay, sera di stoner psichedelico allo Spazio Concept con i Naam, nonchè conclusione della settimana affidata al ritorno dei Melvins (seppur in versione “Lite”), al Bloom di Mezzago: nonni dello sludge, zii dei grunge, King Buzzo e soci vanno avanti da una vita ad alternare dischi bruttini a concerti fantastici. L’ultimo album però l’hanno intitolato “Everybody Loves Sausages”, e come si fa a dargli torto?


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