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-dopo- Forlì Open Music 2018

Posted: Ottobre 17th, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

[*] non ricordo se ero mai stato a forlì in precedenza nella mia vita, immagino di sì, ma chissà, è come se fosse la prima volta. e la prima cosa che mi è balzata all’occhio sono state croci e campanili, chiese e chiese, chiese, chiese. Forse per questo Forlì Open Music si è tenuto in chiesa, perchè non c’era altra soluzione. Cotante chiese che girato l’angolo ci siamo imbattuti in una locandina di un festival punk locale, illuminata da una band che ha scelto come proprio nome Chiodi sulla via crucis. Ringrazio il punk tutto, mi auguro di vedere i Chiodi al più presto in azione, magari al prossimo Forlì Open Music, la cui chiesa di fatto non era più una chiesa. Trasformata perfettamente in un auditorium senza bisogno di stravolgimenti architettonici ma con un’attenzione all’acustica e alla fruibilità invidiabile. Una di quelle scelte così perfette che si possono trovare solo nelle città di provincia, a Milano ce lo sogniamo un luogo simile per i concerti, così come ci sogniamo un festival come questo, e pure i Chiodi vedo che non hanno in programma date in zona…

Però mi accusano di parlare sempre e solo di sta cazzo di Milano e invece torniamo a forlì che è pure tardi, l’ex chiesa di san giacomo dovremmo occuparla per farci suonare del punk anticlericale, e in attesa godiamocela così com’è. Lunga vita a un festival come questo, in cui lo zampino di Area sismica è talmente evidente che sempre di stare ad area sismica (anzi, a un certo punto nella notte di sabato ci siamo pure arrivati – grazie). Read the rest of this entry »


[Zero2] Jozef van Wissem. 5 febbraio. Lo-fi.

Posted: Gennaio 25th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »


Lo so, la domanda che si stanno ponendo tutti è sempre la stessa: ma davvero c’è ancora qualcuno che suona il liuto nel 2016? Jozef van Wissem avrà risposto a questo interrogativo almeno un centinaio di volte, e il perché lo esprime con maggior chiarezza quando imbraccia il suo arcano strumento, da solo o in buona compagnia, e si avventura verso una strana new-wave barocca, tra minimalismo e psych-folk. Ma a guardarsi intorno, la domanda iniziale ha risposte anche più immediate, perché in un’epoca antistorica come questa, tra nuovi schiavismi, fervori religiosi e millantati scontri di civiltà, il medioevo è molto meno distante di quanto ci affanniamo a credere. E il liuto di Van Wissem sta lì a ricordarci che ci stiamo facendo beffe della storia, e marciamo compatti verso l’inevitabile collasso.

Jozef van Wissem. venerdì 5 febbraio 2016. 10 euri (wtf?).