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-dopo- gli Helmet al Legend

Posted: febbraio 23rd, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | No Comments »

[*] l’altro giorno è stata annunciata la prima ed unica data italiana di eddie vedder per la prossima estate. la cosa mi ha lasciato freddo come un bastoncino di pesce (benchè io non sia così gustoso da leccare). questa cosa potrebbe essere letta come una sorta di fuoriuscita da una gioventù che fu e che palle. sarà, eppure sono andato a sentire gli Helmet, che mai avrei pensato di vedere ormai in vita mia.

Page hamilton è diventato un patatone, gli altri sono degli sconosciuti, temevo soprattutto che il basso non tirasse come doveva. invece Dave Case indossava un cappellino con scritto NOSTROMO e da buon Nostromo tirava, e il concerto è quello che ti aspetti da un concerto degli helmet, ti prende a ceffoni per un’ora abbondante e tutti a casa col ronzìo.
ho una strana teoria che prima o poi dovrò elaborare sulla relazione inversa tra pubblico che fa le foto con i cellulari e pubblico che fai l’air-guitar: al crescere dei primi scompaiono i secondi e viceversa, e questa cosa è intimamente legata con l’esito stesso -non la qualità- del concerto. ci ho pensato a lungo ieri, ci devo ripensare.


[*] -dopo- è un tentativo di raccontare i concerti il giorno dopo. in estrema sintesi, giusto per togliere polvere dalla tastiera.


[Zero2] AmenRa, CHVE, Syndrome. 24 febbraio. Santeria Social club

Posted: febbraio 20th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Il post-metal è una palla pazzesca. Un’orda di dischi tutti uguali, band tutte uguali, suoni sempre uguali, tanto che quando qualcuno esce dal coro c’è solo da gridare al miracolo. E come sempre capita per i miracoli, non accade per caso. Gli AmenRa sono uno di quei pochi casi in grado di sfuggire al metodo “fotocopiamo i Neurosis”. Sfuggono perché hanno un vantaggio geografico (vengono da Kortrijk, città più nota per le grandi classiche del ciclismo che per il metal) e soprattutto religioso, il che favorisce il miracolo. Gli AmenRa sono infatti i fondatori della “Church of Ra”, che alle messe nere tipiche del genere sostituisce sermoni spirituali ancestrali, dall’antico Egitto alle Fiandre rurali. Un ventaglio che permette di improvvisare fuori dai canoni, un po’ come rifilarti un live acustico dopo anni di ampli a cannone. Se riusciranno a raggiungere l’obiettivo, sarà ancora un miracolo. Amen.
AmenRa, CHVE, Syndrome. venerdì 24 febbraio. Santeria Social club. sedici euri!


-dopo- Thomas Ankersmit all’Hangar Bicocca

Posted: gennaio 27th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

[*]  la seconda cosa che noti di Thomas Ankersmit è la ragazza con cui si accompagna, le cui forme ultragiunoniche hanno shockato tutti i presenti di ambo i sessi. la prima cose che noti di ankersmit è un synth che pare una plancia di comando di Spaceballs. queste due cose le noti entrambe parecchi minuti dopo il concerto, perchè prima l’unico senso che eserciti sono le orecchie. Per questo all’Hangar il buon Ankersmit ha svettato oltre le stelle anche piazzato in mezzo ad una mostra di dubbio gusto, con il pubblico separato dai cordolini che proteggevano le “opere”, costretto ad alzare la voce per chiacchierare in maniera più corposa (sei sempre in un museo, sai) e totalmente percettibile, visto il range di frequenze su cui si muoveva ankersmit. Embè? esticazzi, non sanno cosa si sono persi. 45 minuti di rumore e splendore che potrebbero aver già chiuso, con ragionevole anticipo, il discorso sul Concerto_Dell’Anno_2017®. tra una smorfia e l’altra, Ankersmit ti trascina con se’ oltre le soglie del dolore, ti lecca i timpani con le altissime e ti ricaccia nel silenzio lungo una toboga di frequenze saltellanti, dolci e profonde. Ho conosciuto solo dopo (aka oggi) la carriera di questo bel figliuolo cruccolandese, scoprendo che nasce come sassofonista. La cosa non mi ha stupito di una virgola, perchè per quanto questa performance si proponga come “un’esperienza allucinatoria in cui le nostre teste e le nostre orecchie diventano sorgenti sonore. La musica viene letteralmente suonata nella nostra testa” a me è sembrata qualcosa di più semplice: un synth a fiato.

(poi ha suonato pure Brinkmann e anche lanciato un disco smazzuolato, ma ormai l’universo aveva già cominciato a contrarsi di nuovo)

[*] -dopo- è un tentativo di raccontare i concerti il giorno dopo. in estrema sintesi, giusto per togliere polvere dalla tastiera.


[Zero2] Roscoe Mitchell Sextet. 29 gennaio. Manzoni

Posted: gennaio 20th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , | No Comments »

C’era un tempo in cui la musica svolazzava libera e tenace senza schemi e vincoli, vogliosa soltanto di fare la guerra e travolgere tutto quanto incontrasse sulla propria strada. Quel tempo è oggi, e lo è da 50 anni abbondanti, da quando tra Chicago e dintorni un manipolo di terroristi sonori decise di alzare il tiro sul mondo intero. Roscoe Mitchell è uno che per questa guerra si è arruolato convinto e con gusto, e da allora va avanti radicalizzandosi sempre più. Non ha mai avuto intenzione di arrendersi e non si dissocerà mai, piuttosto morirà da kamikaze. È il caso dell’operazione odierna, in cui l’ex leader dell’Art Ensemble of Chicago (in sestetto come vogliono le migliori abitudini) si butta a testa bassa nel repertorio di un collega incendiario come John Coltrane, morto 50 anni fa, e tutt’ora sulle stesse barricate.

Roscoe Mitchell Sextet (Roscoe Mitchell, Mazz Swift, Tomeka Reid, Silvia Bolognesi, Junius Paul, Vincent Davis). domenica 29 gennaio, ore 11 (diocan). Aperitivo in concerto @ teatro manzoni. 10/15 euri.


[Zero2] Wadada Leo Smith & Vijay Iyer. 15 gennaio. Manzoni

Posted: gennaio 10th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | No Comments »

Da un po’ di tempo ormai si fa un gran parlare di musica globale, di interazioni che vanno oltre la world music la cui narrazione riempie ormai le biblioteche. Uno scenario post-globale che sembra però aver perso proprio le sue potenzialità di contaminazione, sdraiandosi sempre più su suoni figli legittimi del pop occidentale, cui viene cambiato poco più che il trucco. Vijay Iyer e Wadada Leo Smith per infrangere queste barriere non hanno attraversato il mondo: entrambi americani, benché di generazioni e storie diverse, calcano scene vicine da tempo. Il loro incontro però ha generato una delle più ampie “musiche del mondo” ascoltabili oggi. Un tamil e un rastafariano, un piano e una tromba, una musica che svolazza libera tra improvvisazione ed aritmia. “Ritmo cosmico” lo hanno definito loro stessi, perché se non si può più avere uno sguardo sul “globale”, tanto vale alzarlo al cosmo stesso.

Wadada Leo Smith & Vijay Iyer. domenica 15 gennaio, ore 11 (ri-diocan). Aperitivo in concerto @ teatro manzoni. 10/15 euri.


[Zero2] Ovo, La Piramide di Sangue, Hate & Merda. 16 dicembre. Lo-di (bye bye).

Posted: dicembre 14th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | No Comments »

Gli Ovo hanno ormai 17 anni, un’eternità, eppure i due sono ancora qui, freschi e tombali. Ci vuole un’energia disumana per farcela, per spingere una musica così scarna ed estrema a cambiarsi per sopravvivere, generando diversità. Gli OvO del 2001 rispetto a quelli odierni non sembrano tanto un’altra band, sono di fatto due persone diverse. In mezzo ci sono stravolgimenti di suoni e aspetto, di rapporti e coordinate. Bruno e Stefania sono andati in Germania e usciti negli USA, rientrati in Italia e discesi nell’Abisso. Come in un viaggio dantesco, fatto da quasi mille date, oggi escono a rivedere le stelle. La nuova creatura si chiama Creatura: più una nascita che una rinascita. Gli OvO tornano a un’etichetta piccola e incazzata, come 15 anni fa; con Dio Drone hanno firmato un patto di sangue e di trascendentalità che si rinnova sul palco insieme agli Hate&Merda, colonna dell’etichetta fiorentina. Da un transito ultraterreno, però, non si sa mai dove si finisce per sbucare. Una via d’uscita però va trovata, anche da una città che sull’altare del silenzio si presta a sacrificare pure il Lo-Fi, giunto all’ultimo suo mese di vita. La più semplice non è per forza il Paradiso, magari saranno le stelle, quelle vere, un portale tipo Stargate, una Piramide di Sangue, un bagno in un fiume zozzo, un caravanserraglio di metallo acido e arabeggiante, da lasciare il dubbio ancora aperto: “Creatura mia, siamo in Egitto o siamo ancora solo a metà del Purgatorio?”.
Ovo, La Piramide di Sangue, Hate & Merda. venerdì 16 dicembre. arci lo-fi che porchiddio chiude pure questo. dieci euri.


[Zero2] Ongapalooza. 19 e 20 novembre. Santeria (entrambi).

Posted: ottobre 28th, 2016 | Author: | Filed under: General | Tags: , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

C’era un’intervista di qualche anno fa ad Onga in cui il boss supremo (anche perché unico) dell’etichetta veneta Boring Machines raccontava di alcune delle richieste più bizzarre giunte alla sua mailbox. Non si trattava dei demo della solita cover band degli Oasis, ma di richieste ben più professionali: a quanto pare, infatti, le “boring machines” sono macchinari industriali ad alta tecnologia, utilizzate per scavare buchi. Con la denominazione della sua etichetta, invece, continuo a credere che Onga intendesse delle “macchine noiose”, come tali potrebbero risultare queste musiche a orecchie distratte: eppure di buchi ha finito per scavarne eccome, grazie alle bestemmie e all’instancabile sbattimento del suo manovratore. Tunnel in grado di mettere in comunicazione i disagiati di tutta Italia, e da lì all’Europa intera, cunicoli per fuggire dalle chiacchiere petulanti di una collega che passa i pomeriggi al telefono e infilarsi in quell’oscurità che se la guardi bene ti offre persino l’arcobaleno. Oggi queste macchine celebrano dieci anni, e per due giorni vengono a bucherellare una città che è già un colabrodo. L’elenco dei convocati è lungo, inevitabilmente. Si comincia sabato 19 al Santeria Social Club con un quintetto multiforme: Simon Balestrazz i guiderà le sue macchine noiose, l’Hermetic Brotherhood of Lux-Or ci metterà l’energia elettrica, Satan is my Brother guiderà negli inferi, Everest Magma ribollirà nel fuoco eterno e Mai Mai Mai lo spegnerà a secchiate; il tutto sotto il vigile sguardo dei video di Sara Bonaventura. Domenica, a Volume, Adriano Zanni riproporrà live dopo anni le sue immagini sonore e BeMyDelay in formazione a quartetto allstar di tre chitarre (Marcella, Maurizio Abate e J.H.Guraj) e batteria (Vittoria Burattini) chiuderà il tutto in un turbine psichedelico. Troveranno tutti il giusto sottosuolo di disagio in cui immergersi. E festeggiare.

Filip J Cauz

PROGRAMMA:

SABATO 19 NOVEMBRE c/o SANTERIA SOCIAL CLUB
EVEREST MAGMA
SIMON BALESTRAZZI
HERMETIC BROTHERHOOD OF LUX-OR
SATAN IS MY BROTHER
MAI MAI MAI

Video: SARA BONAVENTURA
Mostra Fotografica: RED DESERT CHRONICLES (Postcards from Ravenna)
Dj set: INTERVALLO RECORDS

DOMENICA 20 NOVEMBRE c/o Volume – dischi e libri
BEMYDELAY Quartet
ADRIANO ZANNI

Ongapalooza. sabato 19 e domenica 20 novembre. santeria. gratis.


[Zero2] Gianni Gebbia Elettromagnetico Trio. 17 novembre. Cascina Torchiera.

Posted: ottobre 28th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , | No Comments »

gebbia
Avete in mente quei musicisti che non riescono mai a star fermi? Che ogni volta che inaugurano un nuovo progetto sotto sotto stanno già palpitando per il successivo? Che non conoscono il concetto di “tornare a casa” da un tour, perchè il giorno seguente ripartono per un altro giro? Ecco, avete presente Gianni Gebbia, allora. Uno per il quale il termine “instancabile” risulta riduttivo. E come per tutti gli instancabile, si trova spesso a confrontarsi con un problema, come tenere in vita decenni di composizioni e melodie realizzate lungo la strada. L’Elettromagetico Trio, che vede il bassista Luca La Russa ed il batterista Carmelo Graceffa a fianco del sassofonista siciliano, nasce proprio a questo scopo. Un viaggio attraverso un lunghissimo arco temporale che porta il jazz contemporaneo tra le bancarelle della Vucciria e la world music nei jazz club. Una serata che inizia con un concerto e finisce con una jam session, che comincia presto e si conclude a notte fonda. Instancabilmente.

Gianni Gebbia Elettromagnetico Trio + jam session. giovedì 17 novembre. cascina autogestita torchiera. poche copeche.


[Zero2] Jerusalem in my heart. 9 novembre. Santeria (nuovo).

Posted: ottobre 20th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | No Comments »

Radwan Ghazi Moumneh ha una Colnago. O così almeno raccontava alcuni mesi fa, a notte inoltrata, dopo il live di Jerusalem in My Heart alla Sacrestia, indubbiamente una delle cose migliori viste in quest’anno solare. Ed è in sella alla sua bici che viene da immaginarselo a canticchiare melodie arabe su e giù per le colline di Montreal, così diverse dalle alture coperte di cedri che circondano la Beirut che lo ha visto nascere dalle montagne dell’Oman che l’hanno adottato. Massicci stratificati come ogni suo disco. Attraversati con dolore da una migrazione globale che segue un movimento circolare, come le ruote della bici di Radwan, come le bobine dei proiettori di Charles-André Coderre che dal vivo abbiamo la fortuna di sentire e avvertire presenti, facendo di questo duo qualcosa di assolutamente non rappresentabile nei pur splendidi album. Una pedalata a ritmo lento lungo i confini, tra oriente e occidente, tra elettronica e canzone, tra concettualità e liberazione. Una deriva psicogeografica, traslata nella materialità di musica e immagini, da un palco all’altro, ondeggiando sempre in movimento, ma con il rischio costante di perdere l’equilibrio e cadere.

Jerusalem in my heart, Kuru. Mercoledì 9 novembre. Santeria social club. 10 euri.


[Zero2] OOOM Festival. 16 ottobre. Santeria (nuovo).

Posted: ottobre 4th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

L’agenzia spaziale giapponese JAXA (宇宙航空研究開発機構, o in un fantascientifico inglese Japan Aerospace eXploration Agency) è stata rifondata nel 2003 dall’unione tra la storica NASDA e il centro di ricerca ISAS: una congiunzione di enti statali che sino ad allora non avevano prodotto granché, ad eccezione di un progetto dal valore universale. Acid Mothers Temple è un UFO sonoro sviluppato nei laboratori di Osaka dal dott. Kawabata Makoto a partire dalla tecnologia del “melting paraiso”: una propulsione azionata dalla combustione delle sinapsi e dei timpani, capace di spingere oltre le sfere celesti. Oggi, la JAXA firma un’importante partnership con l’Unione Europea e vara il progetto OOOM, la prima spaceway tra la via Emilia e Saturno, che all’ingegneria nipponica affianca la geometria mediterranea di Julie’s Haircut, Lay Llamas, Fabio Cuomo e Hexn. «È una grande occasione per l’economia intergalattica, da qui nascerà una rete di import/export destinata a ridefinire i confini stessi del trasporto psichedelico», ha annunciato in conferenza stampa il Sindaco del Metal, delegato del governo allo sviluppo del progetto. Il primo lancio è fissato il 16 ottobre dalla circonvallazione. L’atterraggio è indefinito.

OOOM Festival: Acid Mothers Temple, Julie’s Haircut, Lay Llamas, Fabio Cuomo, Hexn. domenica 16 ottobre, dalle 18. Santeria (nuovo). 15 euri.