indice . . .

pippo et la saison 2011

Posted: dicembre 19th, 2011 | Author: | Filed under: pedallica | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

mi si fa notare che quest’anno non ho mai scritto un consuntivo della stagione ciclistica che fu. e’ vero, ma e’ stata un’annata talmente gilbertiana che faccio fatica a considerare altro. il 2011 e’ stato pippo, come parlare d’altro? ciononostante, riprendo i miei doveri e segnalo cio’ che manca. ovvero una top ten, suppergiu’.

davanti a tutti LUI. e nulla piu’. tutto il podio e’ per pippo gilbert [9], per una stagione pornografica come non mai. per il filotto di aprile, per il numero ai campionati nazionali, per il tour all’attacco, per un autunno sottotono rispetto alle due annate precedenti ma corso pur sempre con il coltello tra i denti. pippo e’ l’immagine piu’ bella che il Ciclismo ci possa dare. e’ la rabbia, il coraggio, l’amore.

dietro c’e’ un’annata talmente balorda che si fa fatica a decifrarla, con i monumenti andati tutti in tasca a corridori di secondo piano (pippo escluso), quasi tutti protagonisti di un singolo exploit. e i 3 gt che hanno mostrato facce diverse, da quelle abituali dei vincitori di giro e tour alle follie della vuelta, fino a quella ormai stantia, sempre uguale, del secondo gradino del tour.
e allora viva la continuita’, viva la velocita’, viva il campione del mondo.
Cavendish [8] sta sul cazzo a tutti, spesso ragionevolmente, pero’ e’ un campione cristallino, e’ dai tempi di supermario che non si vede un velocista simile, e l’impressione e’ che possa spingere la sua carriera ben oltre i risultati del re leone. il numero, incredibile, con cui ha vinto a Cap Fréhel al TdF, piu’ ancora della bellissima volata di copenhagen, ci dice che Cannonball può ambire oltre la sua dimensione di velocista. quest’anno e’ andato a testarsi al fiandre; il suo futuro, passato l’anno olimpico, dovra’ essere di grandi sfide.

questo e’ un filotto di iridati, iniziato dal prossimo :), e dopo cavendish vengono gli ultimi due campioni del mondo. prima cadel [7.5], che finalmente vince il tour che gli mancava da anni, pure ingiustamente, e con quello vince praticamente tutte le corse a cui punta: T-A, romandia, secondo al delfinato… ma e’ quel tour che da solo basta alla sua stagione, e piu’ che la fenomenale crono conclusiva cio’ che lo fa grande e’ il folle inseguimento su lautaret e galibier. ci vogliono due coglioni XXXL per decidere di caricarsi il tour sulle spalle: “o salto o mi gioco parigi”, deve aver pensato cadel quel pomeriggio. non e’ saltato.

l’altra iride sarebbe quella di thorone hushovd, a bruciare il gruppo degli inseguitori. ma non sarebbe giusto metterlo da solo alle spalle dei “magnifici tre”, e quindi facciamo un terzetto appaiato al fotofinish:
contador [7.5] perche’ i campioni si vedono anche nella sconfitta, quindi by-passo il suo fenomenale giro d’italia e penso a quanto visto in francia: alberto aveva bisogno, prima o poi, di perderlo un grande giro, e lo ha fatto nel modo migliore, non arrendendosi mai e correndo piu’ forte di quanto una gamba approssimativa gli concedesse. il suo attacco nel giorno dell’alpe d’huez e’ qualcosa di enorme, e’ metal allo stato puro, vedere questo contador sconfitto al tour e’ come ascoltare i napalm death.
voeckler [7.5] perche’ e’ l’altra faccia di quel tour, forse sconfitto pure lui, ma che bello vederlo sputare il sangue in maglia gialla, risicare secondi giorno per giorno e incamerare entusiasmo. il tutto in una stagione fantastica, iniziata macinando successi a primavera e proseguita fino in fondo, fino a provare (unico tra gli umani) a far saltare il banco di copenhagen. da applausi.
hushovd [7.5] perche’ e’ realmente una divinita’ vichinga che abbatte i nemici a martellate sulle tempie. umilia il fighettino di svizzera alla roubaix, pur perdendo una preziosa occasione di vittoria, poi fa splendere la sua iride nei cieli di francia, potrebbe usare il martello anche a sanremo e copenhagen, ma pure le divinità perdono contro la sfiga.

l’iride che manca all’appello e’ quella del cronometro, e allora in settima posizione ci si piazza tony martin [7]. non solo per la vittoria in danimarca, ma per aver dimostrato con continuità lungo tutto la stagione come il nuovo re del cronometro sia lui, concedendo l’onore delle armi a un cancellara ancora grande ma non super come nel 2010. ci aggiunge un nuovo rendimento nelle brevi corse a tappe, vincendo P-N e algarve e finendo secondo al romandia. il futuro e’ da scrivere, per dirla con joe strummer.

questa e’ la stagione che fu, e sono solo 7 nomi anziche’ 10, perche’ chi cazzo si potrebbe aggiungere? noto che in buona parte sono gli stessi degli anni precedenti (2009 e 2010), a ribadire che forse questo sport non e’ il ricettacolo di “scappati di casa” che vorrebbero la gazzetta e la de stefano…

si potrebbe chiudere aggiungendo goss [7], bravo e fortunato a sanremo, e bravo ancora al mondiale, due parentesi che racchiudono la stagione intera…
o il fenomeno sagan [7], che mette un mattoncino sull’altro per costruire un futuro da campione, a cui pero’ ora bisogna iniziare a chiedere qualche squillo piu’ potente…
o l’eroico ed erotico johnny hoogerland [7], che ricorda come l’elemento essenziale di questo gioco sia la follia. il suo e’ situazionismo a pedali, se duchamp e alfred jarry fosse ancora vivi sarebbero i suoi primi ultras…
o nibali e scarponi [6.5] che hanno poche idee ma confuse, eppure riescono a mostrare belle cose, tavolta bellissime, come il capolavoro del marchigiano sulla cipressa, il gesto atletico piu’ bello di tutto il 2011, forse…
o van avermaet [6.5] che e’ un grande attaccante e che finalmente mette a segno un punto pesante come la paris-tours…
o come i fratelli schleck [6] che dimostrano come il cervello non sia un organo necessario per ottenere risultati (pardon, piazzamenti) dignitosi in uno sport bello e sporco come il nostro…

ma meglio sorvolare su tutti questi, pure sull’immenso vino [sv] e sulla sua carriera forse conclusa contro un albero maledetto
meglio ricordare cio’ che mai riusciro’ a dimenticare di questa stagione: quel pomeriggio terribile di maggio e il volto di wouter weylandt, che il suo ricordo possa pedalare piu’ forte di qualsiasi volata.


One Comment on “pippo et la saison 2011”

  1. 1 Rifredi, ecco la nuova pista ciclabile | Pronostici e Scommesse said at 11:11 pm on dicembre 20th, 2011:

    […] pippo et la saison 2011 […]


Leave a Reply

  •