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[bikeit] La scomparsa della pancera roja

Posted: Settembre 23rd, 2013 | Author: | Filed under: pedallica | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

RURAL-OFFICE-CHAIR

Il silenzio su queste pagine è giustificabile. Non c’è stato nessun divano da cui ammirare la Vuelta 2013, o al massimo -per dirla con Maccio Capatonda- un divano scomodo: ovvero una sedia nera di plastica, di marchio svedese e fattura cinese, dal costo contenuto; talvolta una sedia da ufficio, un tempo blu, con le rotelle cigolanti. E davanti non c’era alcun televisore, c’era sempre un computer e le mie dita, frenetiche, nel trovare uno streaming decente, vagando tra l’entusiasmante cronaca di ESPN Colombia, la compassata attenzione di Eurosport UK o l’imbarazzante provincialismo dei suoi omologhi italiani. Read the rest of this entry »


[la pancera rosa] tocca alzarsi.

Posted: Maggio 30th, 2012 | Author: | Filed under: pedallica | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Il Giro è finito, e non c’è un cazzo da ridere purtroppo. Tocca alzarsi dal divano e andare a vedere cosa è successo nel mondo in queste settimane… nell’aria risuona un tintinnio da risveglio vivaldiano, e una volta alzata la tapparella si scopre che un timido sole si è affacciato a seppellire il lungo inverno. Beh, sono tutte cose che già si potevano sapere dal tivu-color, un bagno di realtà insomma non era richiesto…

C’è una cosa, però, che fuori dal tivu-color si rivela diversa da quanto visto nelle ultime tre settimane: la realtà cambia, si muove, è fatta di imprevisti ed anche, quando occorre, di scatti. Il Giro 2012 invece non ha fatto vedere nulla di tutto ciò, e il belato di un gregge di pecore colorate echeggia ancora dalla Danimarca al Molise. L’ultima settimana di Giro, quella tanto attesa, quella che aveva reso la corsa chiusa come una cassaforte nelle due precedenti e ci aveva fatto due palle così, se possibile ci ha fatto una terza palla. Qualche raro sussulto di gioia, ma mai nulla di vicino ad un orgasmo, a meno di non fare un’eccezione per l’ennesimo numero di Thomas De Gendt, che ha spiegato a ben più blasonati colleghi cosa significhi pianificare una strategia aggressiva, e correre per vincere, con il rischio di saltare. Questa volta De Gendt il numero ce lo ha offerto su un palcoscenico pregiato, dopo tanto spettacolo in corse prestigiose come la Paris-Nice o il Tour de Suisse ma non certo paragonabili al Giro. E il tentativo, insieme alla strepitosa crono di Milano, gli è valso un podio meritatissimo. Anzi, avrebbe meritato ben di più, foss’anche la Rosa volata oltreoceano sulle spalle di Ryder Hesjedal che porta per la prima volta il Canada nell’Olimpo del Ciclismo. Read the rest of this entry »