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[Zero2] Scapes: Francisco López. 14 marzo. villa necchi campiglio.

Posted: Febbraio 20th, 2019 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Fino a una decina d’anni fa, di Villa Necchi Campiglio ignoravo persino l’esistenza, la scoprii per caso con una festa di matrimonio. Ero ubriaco, molto, ma rimasi stupefatto. Non tanto dall’estensione e dalla bellezza del luogo, non dallo spropositato numero di steward vestiti di nero che sbucavano da ogni stanza (facendo pensare che abbia più dipendenti del CNEL), nemmeno dalla collezione di quadri e decorazioni sparse ovunque. Lo stupore nasceva dall’essere lì, nel pieno centro di Milano, in un luogo che da fuori sembrerebbe come tutto il resto della città: un parcheggio.

Ci ho messo alcuni anni a capire questa cosa: a Milano i luoghi belli esistono, ma sono nascosti. Stanno chiusi dietro muri che solo bombolette e buona volontà hanno saputo colorare, incuneati tra auto parcheggiate in tripla fila e cartelloni pubblicitari formato XXXL. Solo per questo, bisognerebbe fare una standing ovation a Plunge (e al FAI), che apre questa Villa alla musica e a chi ascolta. Per una volta non è un’azienda di computer hypster o una caffetteria americana a impadronirsi di uno spazio importante di Milano, ma è una cascata di droni industriali, l’abisso sonoro di Francisco López che farà tremare vetri, quadri e soprammobili. Un primo appuntamento di “Scapes” – ciclo di lecture, workshop e performance interamente dedicato alla pratica sonora del field recording – che si aprirà con un’intervista all’artista spagnolo a cura di Gaetano Scippa e, prima del live, consentirà al pubblico di visitare la villa.

Un “evento” talmente bello, che il bello della villa nemmeno servirà più: al concerto si assisterà bendati, immersi nella quadrifonia. E si uscirà stupefatti, consapevoli di aver toccato con mano qualcosa di impercettibile. Speriamo che duri. Meglio non dirlo troppo in giro.

 

Scapes: Francisco López. giovedì 14 marzo. villa necchi campiglio, 15 banane.


[Zero2] ~Tilde. 02 ottobre. O’.

Posted: Settembre 25th, 2013 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

La fisica insegna che a ogni azione corrisponde una reazione contraria. A Milano, dove l’azione prevalente è stata l’imposizione del silenzio, la reazione è stata l’esplosione degli ambiti di resistenza culturale, capaci di dare sollievo alle orecchie dei milanesi e di aprire la città a orizzonti nuovi. L’ettroacustica, qui, è cresciuta (anche) da una scelta imposta: volumi bassi e poco pubblico. Col tempo ha saputo conquistare autorevolezza, grazie al lavoro di spazi come O’ e di artisti come Nicola Ratti e Attila Faravelli, i 2/3 lombardi di ~Tilde (il terzo è Enrico Malatesta). Un progetto che vuole estendere le possibilità di ascoltare lo spazio in cui viviamo: inclusa la città “silenziata”, a cui non si può dare risposta migliore che una restituzione analitica dei suoi stessi rumori vitali.

 

~Tilde, martedì 2 ottobre, O’. Ingresso a offerta libera.


la musica che gira intorno (a milano)

Posted: Marzo 13th, 2013 | Author: | Filed under: alfabetica, larsen, succede che... | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

578011_556815684342789_122551039_nQuando si parla dello stato della musica a Milano gli animi si scaldano sempre, tanto distanti sono le visioni di chi vive questo ambiente. A questo giro, a lanciare il sasso nello stagno è stato Francesco Birsa Alessandri, una di quelle facce che si incontrano sotto un palco 7 sere a settimana, che conosce insomma ciò di cui parla, ma il cui articolo (uscito venerdì scorso sulle pagine di Vice) ha sollevato l’ennesimo polverone.

Personalmente mi occupo di musica a Milano da oltre 15 anni come ascoltatore, da quasi 10 come organizzatore/promoter, da 3 anni come “narratore”; credo quindi di avere ormai delle coordinate abbastanza chiare (mai a sufficienza) per descrivere questo rapporto, che da qualsiasi parte lo si guardi resta un rapporto difficile.  Read the rest of this entry »


[la pancera rosa] tocca alzarsi.

Posted: Maggio 30th, 2012 | Author: | Filed under: pedallica | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Il Giro è finito, e non c’è un cazzo da ridere purtroppo. Tocca alzarsi dal divano e andare a vedere cosa è successo nel mondo in queste settimane… nell’aria risuona un tintinnio da risveglio vivaldiano, e una volta alzata la tapparella si scopre che un timido sole si è affacciato a seppellire il lungo inverno. Beh, sono tutte cose che già si potevano sapere dal tivu-color, un bagno di realtà insomma non era richiesto…

C’è una cosa, però, che fuori dal tivu-color si rivela diversa da quanto visto nelle ultime tre settimane: la realtà cambia, si muove, è fatta di imprevisti ed anche, quando occorre, di scatti. Il Giro 2012 invece non ha fatto vedere nulla di tutto ciò, e il belato di un gregge di pecore colorate echeggia ancora dalla Danimarca al Molise. L’ultima settimana di Giro, quella tanto attesa, quella che aveva reso la corsa chiusa come una cassaforte nelle due precedenti e ci aveva fatto due palle così, se possibile ci ha fatto una terza palla. Qualche raro sussulto di gioia, ma mai nulla di vicino ad un orgasmo, a meno di non fare un’eccezione per l’ennesimo numero di Thomas De Gendt, che ha spiegato a ben più blasonati colleghi cosa significhi pianificare una strategia aggressiva, e correre per vincere, con il rischio di saltare. Questa volta De Gendt il numero ce lo ha offerto su un palcoscenico pregiato, dopo tanto spettacolo in corse prestigiose come la Paris-Nice o il Tour de Suisse ma non certo paragonabili al Giro. E il tentativo, insieme alla strepitosa crono di Milano, gli è valso un podio meritatissimo. Anzi, avrebbe meritato ben di più, foss’anche la Rosa volata oltreoceano sulle spalle di Ryder Hesjedal che porta per la prima volta il Canada nell’Olimpo del Ciclismo. Read the rest of this entry »


[4/4] delete yourself

Posted: Maggio 20th, 2011 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Per la prima volta in vita mia, sono stato a votare. Avevo pensato che l’unico modo per resistere alla nausea nell’indicare i Moratti, Pisapia & co. fosse dotarmi di colonna sonora adeguata, alla faccia dell’inetto burocrate che sosteneva addirittura che fosse vietato entrare in cabina elettorale con il walkman. La parentesi personale è tutta qui: come resistere alla nausea se non con la violenza? E allora ho scelto un bootleg (Brixton, 1999) degli Atari Teenage Riot. Una molotov scagliata contro ogni forma di “limite” musicale. Il concerto si apre con un urlo e si chiude con un invito alla rivoluzione. In mezzo, i berlinesi rinunciano direttamente alla bellicosità dei loro testi, per dare tutto in mezz’ora di noise elettronico devastante. Roba da causare più suicidi di massa che un gol di Ghiggia al Maracanà. Venerdì 20, a toglierci d’impaccio dalla nausea da ballottaggio, gli Atari Teenage Riot portano il terrore a Milano. Suoneranno al Centro Sportivo Iseo, in un’anomala serata di dancefloor… un motivo in più per godersi lo spettacolo del caos. Se il caos vi terrorizza, invece, optate per le contaminazioni al CRT, dove arriva il Balanescu Quartet a re-interpretare i Kraftwerk in chiave caucasica.
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