indice . . .

-dopo- Thomas Ankersmit all’Hangar Bicocca

Posted: gennaio 27th, 2017 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | No Comments »

[*]  la seconda cosa che noti di Thomas Ankersmit è la ragazza con cui si accompagna, le cui forme ultragiunoniche hanno shockato tutti i presenti di ambo i sessi. la prima cose che noti di ankersmit è un synth che pare una plancia di comando di Spaceballs. queste due cose le noti entrambe parecchi minuti dopo il concerto, perchè prima l’unico senso che eserciti sono le orecchie. Per questo all’Hangar il buon Ankersmit ha svettato oltre le stelle anche piazzato in mezzo ad una mostra di dubbio gusto, con il pubblico separato dai cordolini che proteggevano le “opere”, costretto ad alzare la voce per chiacchierare in maniera più corposa (sei sempre in un museo, sai) e totalmente percettibile, visto il range di frequenze su cui si muoveva ankersmit. Embè? esticazzi, non sanno cosa si sono persi. 45 minuti di rumore e splendore che potrebbero aver già chiuso, con ragionevole anticipo, il discorso sul Concerto_Dell’Anno_2017®. tra una smorfia e l’altra, Ankersmit ti trascina con se’ oltre le soglie del dolore, ti lecca i timpani con le altissime e ti ricaccia nel silenzio lungo una toboga di frequenze saltellanti, dolci e profonde. Ho conosciuto solo dopo (aka oggi) la carriera di questo bel figliuolo cruccolandese, scoprendo che nasce come sassofonista. La cosa non mi ha stupito di una virgola, perchè per quanto questa performance si proponga come “un’esperienza allucinatoria in cui le nostre teste e le nostre orecchie diventano sorgenti sonore. La musica viene letteralmente suonata nella nostra testa” a me è sembrata qualcosa di più semplice: un synth a fiato.

(poi ha suonato pure Brinkmann e anche lanciato un disco smazzuolato, ma ormai l’universo aveva già cominciato a contrarsi di nuovo)

[*] -dopo- è un tentativo di raccontare i concerti il giorno dopo. in estrema sintesi, giusto per togliere polvere dalla tastiera.


[Zero2] Inner_Spaces. Dal 25 gennaio al 14 maggio. San Fedele.

Posted: febbraio 9th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

cucharasonica.com.wp-content.uploads.2009.11.fratello-metalloSe dieci anni fa qualcuno mi avesse detto che per sentire dei concerti di musica di ricerca a Milano sarei dovuto andare in un auditorium di frati gesuiti gli avrei dato del pazzo. O, semplicemente, gli avrei chiesto di condividere un po’ di quelle sostanze così efficaci. Nella Milano di questo decennio, invece, dove si scava con pervicacia una voragine laddove un tempo esisteva (già a fatica) l’iniziativa socio-culturale, il Centro San Fedele è ormai più di un riferimento, tanto che intorno a questo polo hanno iniziato a raccogliersi varie realtà, alla faccia dell’austerità morale che ci si potrebbe aspettare. Fulcro di tutto questo è indubbiamente l’Acusmonium Sator, che con i suoi 50 altoparlanti concentrici è in grado di proporre un’esperienza sonora davvero unica in tutto il Belpaese. Una di quelle iniziative che ti fanno riconsiderare gli euri sottratti tramite esenzioni fiscali e otto-per-mille, che se venissero sempre spesi così, be’, abbuffatevi e andate in pace.
Inner_Spaces è il miglior esempio di come il San Fedele sia diventato uno snodo oltre i suoi stessi confini. La rassegna, giunta alla sua seconda edizione, nasce dall’incontro tra la ricerca spirituale del luogo con la ricerca sonora di S/V/N. Il risultato è un festival articolato su 5+2 date, in cui non manca nulla di quanto si possa aspettarsi da questi “scenari sonori a più dimensioni”. Ci sono i volti noti dell’elettronica e dell’elettroacustica underground italiana (Bellows, Valerio Tricoli, Otolab), le star internazionali della techno più o meno minimale (Pita, Brinkmann, Lippok e Schmickler) e alcuni nomi della contemporanea e dell’elettronica più accademica (Bonnet, Lindström, López); a ciò si aggiungono eventi collaterali di peso come le proiezioni acusmatiche dei capolavori di Malick e l’esibizione del virtuoso Jonathan Prager. A introdurre ogni serata ci penserà la presentazione del frate di turno. Una riflessione breve e ardita che ascolteranno in pochi, ma cui forse conviene fare attenzione, che con l’entusiasmo pop che circonda Bergoglio, di questo passo non possiamo nemmeno escludere che il prossimo papa sia direttamente Ralf Hütter.
Inner_Spaces 2016. Dal 25 gennaio al 14 maggio. Tanta roba, tutta al San Fedele. Costi contenuti.


[4/4] fine ripresa

Posted: marzo 19th, 2012 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

E dopo tanto magnare vennero il caffè, l’amaro, il grappino, il limoncino, il cynarotto, il pastis, la sambuca, il nocino e la digestione. Dopo due settimane di scorpacciate sonore la primavera si apre sonnacchiosa, con una settimana di appuntamenti più radi, ma nondimeno di qualità. L’incipit è già stasera, tra poche ore (scusate il ritardo), allo Spazio Concept, dove Neoma presenta il live di Grouper, ed è un attacco molto poco primaverile, si tratta di suoni rarefatti ed onirici, dove più che il gelo dell’ambient è il calore dei deserti messicani ad avvolgerti, annientarti, sopraffarti. La accompagna Crisne, alter-ego di Francesca Marongiu che si ripeterà domani sera (martedì 20) a Ca’ Blasè con il suo progetto principale Architeuthis Rex. Nel frattanto questo lunedì sera si fa accogliente anche ad O’, dove Micheal Doneda & Alessandra Rombolà partono in esplorazione verso un pianeta ignoto di ceramiche, fiati e oggetti.

Read the rest of this entry »