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[Zero2] Jerusalem in my heart. 9 novembre. Santeria (nuovo).

Posted: Ottobre 20th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Jerusalem in my heart. 9 novembre. Santeria (nuovo).

Radwan Ghazi Moumneh ha una Colnago. O così almeno raccontava alcuni mesi fa, a notte inoltrata, dopo il live di Jerusalem in My Heart alla Sacrestia, indubbiamente una delle cose migliori viste in quest’anno solare. Ed è in sella alla sua bici che viene da immaginarselo a canticchiare melodie arabe su e giù per le colline di Montreal, così diverse dalle alture coperte di cedri che circondano la Beirut che lo ha visto nascere dalle montagne dell’Oman che l’hanno adottato. Massicci stratificati come ogni suo disco. Attraversati con dolore da una migrazione globale che segue un movimento circolare, come le ruote della bici di Radwan, come le bobine dei proiettori di Charles-André Coderre che dal vivo abbiamo la fortuna di sentire e avvertire presenti, facendo di questo duo qualcosa di assolutamente non rappresentabile nei pur splendidi album. Una pedalata a ritmo lento lungo i confini, tra oriente e occidente, tra elettronica e canzone, tra concettualità e liberazione. Una deriva psicogeografica, traslata nella materialità di musica e immagini, da un palco all’altro, ondeggiando sempre in movimento, ma con il rischio costante di perdere l’equilibrio e cadere.

Jerusalem in my heart, Kuru. Mercoledì 9 novembre. Santeria social club. 10 euri.


[Zero2] OOOM Festival. 16 ottobre. Santeria (nuovo).

Posted: Ottobre 4th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] OOOM Festival. 16 ottobre. Santeria (nuovo).

L’agenzia spaziale giapponese JAXA (宇宙航空研究開発機構, o in un fantascientifico inglese Japan Aerospace eXploration Agency) è stata rifondata nel 2003 dall’unione tra la storica NASDA e il centro di ricerca ISAS: una congiunzione di enti statali che sino ad allora non avevano prodotto granché, ad eccezione di un progetto dal valore universale. Acid Mothers Temple è un UFO sonoro sviluppato nei laboratori di Osaka dal dott. Kawabata Makoto a partire dalla tecnologia del “melting paraiso”: una propulsione azionata dalla combustione delle sinapsi e dei timpani, capace di spingere oltre le sfere celesti. Oggi, la JAXA firma un’importante partnership con l’Unione Europea e vara il progetto OOOM, la prima spaceway tra la via Emilia e Saturno, che all’ingegneria nipponica affianca la geometria mediterranea di Julie’s Haircut, Lay Llamas, Fabio Cuomo e Hexn. «È una grande occasione per l’economia intergalattica, da qui nascerà una rete di import/export destinata a ridefinire i confini stessi del trasporto psichedelico», ha annunciato in conferenza stampa il Sindaco del Metal, delegato del governo allo sviluppo del progetto. Il primo lancio è fissato il 16 ottobre dalla circonvallazione. L’atterraggio è indefinito.

OOOM Festival: Acid Mothers Temple, Julie’s Haircut, Lay Llamas, Fabio Cuomo, Hexn. domenica 16 ottobre, dalle 18. Santeria (nuovo). 15 euri.


[Zero2] Julie Normal. 5 ottobre. Santeria (vecchio).

Posted: Ottobre 4th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Julie Normal. 5 ottobre. Santeria (vecchio).

Julie Normal è un’ondista. Una definizione ondivaga, eppure così si presenta. Uno penserebbe si tratti di surf, invece si tratta di Onde Martenot, uno degli strumenti più rari e magnetici della musica orchestrale moderna. Maurice Martenot lo inventò dopo aver conosciuto Leon Theremin, in quell’epoca magnifica in cui la sperimentazione musicale era affidata a veri scienziati pazzi, gente in camice bianco e martello in mano. Oggi la sperimentazione ha preso altre strade, altri codici, con più nerd e meno maniscalchi, e per certi versi è stata assorbita dalla normalità. Sarà per questo che Julie si presenta così, ondivaga ma normale. Con le dita che zampettano sugli 88 tasti di uno strumento che potrebbe sembrare normale, ma che normale non è mai stato, perchè per suonarlo è necessario seguirne le onde. Proprio come col surf, in effetti.

Julie Normal. mercoledì 5 ottobre, Volume @ santeria (vecchio). gratis (clap).


[Zero2] The Who. 19 settembre. Forum.

Posted: Settembre 18th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] The Who. 19 settembre. Forum.

Il problema con le rock band è che invecchiano. Invecchiamo tutti, per carità, e a piccoli passi o a grandi falcate ci avviciniamo verso quella pensione che, a differenza delle rock band, non percepiremo mai. Il problema però è che loro, per definizione, “suonano la gioventù”: Roger Daltrey e Pete Townshend hanno circa 72 anni e la loro “teenage wasteland” oggi probabilmente è un praticello ben curato fuori da una villetta a schiera. Di rabbia giovane conosceranno solo quella dei nipoti, e temo senza apprezzarla nemmeno troppo. Eppure le rock band continuiamo ad andarle a sentire anche quando invecchiano. Se fossimo illusi, lo faremmo per lanciarci in vigorosi air guitar alla rincorsa di quella gioventù che fu, per noi e per loro. Più terra terra, lo facciamo perché la vita ce l’hanno cambiata e un po’ continuano a farlo. Senza doversi abbandonare al nostalgismo, se anche dopo i 70 the kids are alright.

The Who. Lunedì 19 settembre, Forum (assago). prezzi da inflazione serba.


[Zero2] Neil Young & Promise of The Real. 18 luglio. Market sound.

Posted: Luglio 17th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Neil Young & Promise of The Real. 18 luglio. Market sound.

C’è un video che circola in rete in cui Neil Young sale sul palco di un concerto canadese dei Pearl Jam, qualche anno fa, per unirsi alla band nel finale con Rockin’ in the Free World. A pensarci, potrebbe essere una delle cose più patetiche del rock: la vecchia star insieme ai suoi figliocci per eseguire il suo più grande successo – viene subito alla mente un’ipotetica scena finale di Rocky Balboa. C’è chi si sarà fermato qui, ma chi invece ha schiacciato play ha potuto vedere tutta un’altra storia, la stessa che si ripete ogni volta che Zio Neil sale su un palcoscenico. Una chitarra e una fornitura elettrica, lo spirito stesso di una musica che Neil Young incarna da esattamente 50 anni. Sarà difficile ammetterlo per qualcuno, ma l’ex Buffalo Springfield è da annoverarsi tra i musicisti più importanti e influenti dell’ultimo secolo, anche se il primo a negarlo sarebbe proprio lui. Neil Young entra a metà pezzo, e discretamente inizia a grattare le sue corde, con una semplicità talmente diretta che nel giro di pochi secondi ha in mano l’intera band, l’intero palazzetto, l’intero panorama del rock. Come al solito, come ogni volta che sale su un palco, come questa sera.

Neil Young & Promise of The Real. lunedì 18 luglio. Market sound, prezzi immorali (lo dice già il nome).


[Zero2] Destruction Unit. 02 luglio. Lo-fi.

Posted: Giugno 24th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Destruction Unit. 02 luglio. Lo-fi.

Non sono mai riuscito a vedere dal vivo i Destruction Unit, eppure delle loro performance mi sono fatto un’idea ben chiara attraverso i “day after”, attraverso i reduci che li avevano appena visti – e non ne erano ancora usciti. Parlare con una persona totalmente assorbita dal proprio acufene non è cosa facile, bisogna seguire inattesi cambi di volume e star pronti a saltellare tra gli argomenti: l’obiettivo distruttivo di questa squadra con le radici nei primi Duemila tra Memphis e Phoenix, sono proprio i timpani degli astanti e l’esito è inevitabilmente la perdita dell’udito o dei fischi insistenti per qualche giorno. L’idea che mi sono fatto dei loro live è quella del boa: prima ti rapisce con una caleidoscopica spirale psichedelica, e una volta che sei perso nell’ipnosi ti attacca, solo che non passa dagli occhi ma dalle orecchie. Il risultato è uguale: la perdizione.

Destruction Unit, Hallelujah, Finistère. Sabato 02 luglio 016. 10 euri.


[Zero2] Sun Ra Arkestra. 10 maggio. Blue Note.

Posted: Maggio 9th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Sun Ra Arkestra. 10 maggio. Blue Note.

La scorsa settimana il Large Hadron Collider di Ginevra è stato bloccato da una piccola faina infilatasi in una conduttura dell’aria. Per la “particella di Dio” c’è ancora tempo. Qualche mese fa, è stata certificata l’assenza di atmosfera su Marte. A luglio, la Nasa ha annunciato la scoperta di Kepler 452b, il pianeta “gemello” della Terra, mentre un anno prima un ammasso di quasar si era rivelato l’oggetto più grande dell’universo. Nel 1994 Roland Emmerich dimostrò l’esistenza dello Stargate così come 17 anni prima George Lucas aveva spiegato come l’universo fosse guidato dalla “Forza”. Un continuo affannarsi di ricerche e scoperte che va nella direzione sbagliata. Non sarebbe stato più semplice indagare l’uomo arrivato da Saturno? Quel Sun Ra che scese sulla Terra e ci portò il groove del vento solare? Gli ultimi a battersi contro questo vortice scientista sono i suoi discepoli dell’Arkestra, l’ensemble a composizione variabile che ha accompagnato Sun Ra sin dagli anni ’50 nell’esplorazione del nostro globo. Quella guidata dal sax di Marshall Allen, insomma, per chi avesse vissuto su Marte fino a ieri. Gente che non ha bisogno di nuove scoperte ma solo di diffondere nuovi saperi. E che non può venire bloccata così facilmente da una faina.
Sun Ra Arkestra. Martedì 10 maggio 2016. Blue note. Euri a più non posso.


Il Principe

Posted: Aprile 22nd, 2016 | Author: | Filed under: larsen, psicopompo | Tags: , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Il Principe

princ

lo scorso inverno sembrava che Prince dovesse (finalmente) tornare a suonare in italia, e dunque a farmi felice. un suo concerto all’arcimboldi era già annunciato come certo – e che concerto: un live in solo: una luce fissa, un pianoforte, un genio. sembrava talmente certo che proposi a Zero un articolo di presentazione.
poi, come sempre capitava col genio di minneapolis ultimamente, il tour fu annullato, il principe restò nella sua reggia a fumarsi gran tromboni e a immaginare canzoni bellissime che mai avrebbero rivisto la luce. nel frattempo però la scusa era buona per riascoltarsi tutta la sua discografia, dai gioielli tipo “Parade” o “1999” a robe stroncate brutalmente tipo “Come” in cui comunque quel guizzo ogni tanto sbucava sempre. Sbuca ancora oggi quel guizzo, mentre invece Prince è morto ieri. Non si sa come e nemmeno me ne frega, ma spero ci fosse un sacco di droga buonissima, lo spero per lui.

Ieri è morto Prince ma qualcuno sosteneva che non fosse vero, ed è probabile che non sia vero. Io invece ho assistito davvero ad uno dei concerti più belli degli ultimi anni, quello di Gianni Mimmo e Andrea Centazzo che fino ad oggi, incredibilmente, in duo non avevano mai suonato. Prince non c’entrava nulla, ma in mezzo a quel concerto -che non saprei definire in altro modo se non “emotivo”- i guizzi guizzavano e i timpani pure. e alla fine nessuno sosteneva che non fosse vero.

per la cronaca, quell’articolo sul concerto di Prince lo avevo scritto e lo riesumo qui sotto per dire ciao ciao a quel principe che non ho mai visto dal vivo. Ma c’è sempre tempo. Per vedere un genio in concerto c’è sempre tempo.

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[Zero2] TAI Fest #3

Posted: Aprile 13th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] TAI Fest #3

Se l’improvvisazione può essere paragonata a un viaggio, in cui partenza e arrivo sono noti ma la strada per congiungerli è tutta da inventare, allora l’improvvisazione radicale è un viaggio di cui si conosce solo la partenza: tutto il resto è da scoprire. Una sorta di arcipelago sonoro in cui navigare, facendo tappa di isola in isola sino ad una terraferma misteriosa. Questa terra si chiama TAI, che sta per Terra Australis Incognita, ed è l’Atlantide verso cui tende la burrascosa navigazione di questi tre giorni. Atlantide non esiste, sia chiaro, e lo sa bene la no-orchestra che ha ideato tutto ciò, ma ciò che conta è il viaggio. Tanto che non avrebbe molto senso citare tutti i (tantissimi) ospiti della rassegna, benché ce ne siano davvero da leccarsi i timpani, a cavallo tra media, generazioni e geografie diverse. Procuratevi un salvagente e imbarcatevi verso TAI, che per farsi sedurre dal facile canto delle Sirene c’è tutta una vita da sprecare.

TAI Fest #3. I nomi in cartellone sono troppi per un elenco, cliccando li trovate. da mercoledì 13 a venerdì 15 aprile 2016. Circolo Masada. Ingresso boh, comunque poco.


[Zero2] Frankenstein goes to Holocaust. 02 aprile. Cascina Torchiera

Posted: Marzo 25th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Frankenstein goes to Holocaust. 02 aprile. Cascina Torchiera

frankensteinL’unico aspetto positivo di Halloween è che arriva una volta sola, e non c’entra nulla con questa primavera peraltro. E’ un bene perché almeno vi sfogate in quella notte con le vostre fantasie e poi tornate alle paure di tutti i giorni. Già, perché è facile mettersi una maschera e un po’ di ketchup per sentirsi tenebrosi, ma bisognerebbe provare davvero a mettere le mani nell’oltretomba per capire di cosa si tratta. Provare a succhiare il sangue dal collo di una vittima, a riportare in vita un cadavere con gli elettrodi, a sostituirsi agli Dei e scoprirsi chirurghi sanguinari che rinnegano l’anestesia e inseguono soltanto l’ignoto. Apocalittici e disintegrati, come i saccheggiatori di corpi e suoni che qui si raccolgono intorno al tavolo operatorio: Dj Balli, 0kapi, Rico (Uochi Toki) e Ralph Brown. Il risultato è quello che potrete leggere in “Frankenstein goes to holocaust”, il nuovo libro di Balli che fa da Necronomicon a questa serata. Un’opera che vi farà rabbrividire, tanto che al prossimo Halloween vi travestirete da Heidi per non ripensare nemmeno a questo intenso sapore di sangue.

 

Presentazione libro “Frankenstein Goes to Holocaust” di Riccardo Balli + Dabol Gondra, Økapi, Sandblasting, DJ Balli, Ralph Brown. Sabato 02 aprile 2016. Cascina Autogestita Torchiera. Pochissimi euri.