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[Zero2] Fuzz Orchestra + Virtual Forest. 18 marzo. Cascina Torchiera

Posted: Marzo 8th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Fuzz Orchestra + Virtual Forest. 18 marzo. Cascina Torchiera

Tra i tanti mutaforma che attraversano l’hard rock italiano, la Fuzz Orchestra è un esemplare di razza. Sembra ieri che eravamo lì ad ascoltare i Bron Y Aur, invece sono passati ormai 10 dalla nascita del trio, la cui proposta non ha mai smesso di trasformarsi. Oggi, dopo tanto peregrinare, la Fuzz Orchestra se ne esce con un album, Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi, solido come un macigno, figlio legittimo del precedente, quasi un approdo. Quella che non è mai cambiata è l’estetica Fuzz, dal punto di vista artistico ma anche sul palco. Un decennio di quei completi bianconeri con giacca e cravatta che mai hanno conosciuto una lavatrice, tanto che per farsi largo in questa foresta di afrori ormonal-ascellari, che annunciano l’arrivo della band come un’orda di eretici barbari, occorre oggi una guida. Uno come Virtual Forest, esploratore di giungle materiali e interiori. Seguitelo e vi condurrà all’obiettivo. All’Apocalisse.

Grazie lo stesso

Fuzz, Orchestra, Virtual Forest. Venerdì 18 marzo 2016, Cascina Autogestita Torchiera. cinque euri.

 


[Zero2] Inner_Spaces. Dal 25 gennaio al 14 maggio. San Fedele.

Posted: Febbraio 9th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Inner_Spaces. Dal 25 gennaio al 14 maggio. San Fedele.

cucharasonica.com.wp-content.uploads.2009.11.fratello-metalloSe dieci anni fa qualcuno mi avesse detto che per sentire dei concerti di musica di ricerca a Milano sarei dovuto andare in un auditorium di frati gesuiti gli avrei dato del pazzo. O, semplicemente, gli avrei chiesto di condividere un po’ di quelle sostanze così efficaci. Nella Milano di questo decennio, invece, dove si scava con pervicacia una voragine laddove un tempo esisteva (già a fatica) l’iniziativa socio-culturale, il Centro San Fedele è ormai più di un riferimento, tanto che intorno a questo polo hanno iniziato a raccogliersi varie realtà, alla faccia dell’austerità morale che ci si potrebbe aspettare. Fulcro di tutto questo è indubbiamente l’Acusmonium Sator, che con i suoi 50 altoparlanti concentrici è in grado di proporre un’esperienza sonora davvero unica in tutto il Belpaese. Una di quelle iniziative che ti fanno riconsiderare gli euri sottratti tramite esenzioni fiscali e otto-per-mille, che se venissero sempre spesi così, be’, abbuffatevi e andate in pace.
Inner_Spaces è il miglior esempio di come il San Fedele sia diventato uno snodo oltre i suoi stessi confini. La rassegna, giunta alla sua seconda edizione, nasce dall’incontro tra la ricerca spirituale del luogo con la ricerca sonora di S/V/N. Il risultato è un festival articolato su 5+2 date, in cui non manca nulla di quanto si possa aspettarsi da questi “scenari sonori a più dimensioni”. Ci sono i volti noti dell’elettronica e dell’elettroacustica underground italiana (Bellows, Valerio Tricoli, Otolab), le star internazionali della techno più o meno minimale (Pita, Brinkmann, Lippok e Schmickler) e alcuni nomi della contemporanea e dell’elettronica più accademica (Bonnet, Lindström, López); a ciò si aggiungono eventi collaterali di peso come le proiezioni acusmatiche dei capolavori di Malick e l’esibizione del virtuoso Jonathan Prager. A introdurre ogni serata ci penserà la presentazione del frate di turno. Una riflessione breve e ardita che ascolteranno in pochi, ma cui forse conviene fare attenzione, che con l’entusiasmo pop che circonda Bergoglio, di questo passo non possiamo nemmeno escludere che il prossimo papa sia direttamente Ralf Hütter.
Inner_Spaces 2016. Dal 25 gennaio al 14 maggio. Tanta roba, tutta al San Fedele. Costi contenuti.


[Zero2] Jozef van Wissem. 5 febbraio. Lo-fi.

Posted: Gennaio 25th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Jozef van Wissem. 5 febbraio. Lo-fi.


Lo so, la domanda che si stanno ponendo tutti è sempre la stessa: ma davvero c’è ancora qualcuno che suona il liuto nel 2016? Jozef van Wissem avrà risposto a questo interrogativo almeno un centinaio di volte, e il perché lo esprime con maggior chiarezza quando imbraccia il suo arcano strumento, da solo o in buona compagnia, e si avventura verso una strana new-wave barocca, tra minimalismo e psych-folk. Ma a guardarsi intorno, la domanda iniziale ha risposte anche più immediate, perché in un’epoca antistorica come questa, tra nuovi schiavismi, fervori religiosi e millantati scontri di civiltà, il medioevo è molto meno distante di quanto ci affanniamo a credere. E il liuto di Van Wissem sta lì a ricordarci che ci stiamo facendo beffe della storia, e marciamo compatti verso l’inevitabile collasso.

Jozef van Wissem. venerdì 5 febbraio 2016. 10 euri (wtf?).


[Zero2] Kodò. Dal 5 al 7 febbraio. CRT.

Posted: Gennaio 24th, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Kodò. Dal 5 al 7 febbraio. CRT.

Chiunque ami i concerti di percussioni, i Kodò già li conosce bene e va a sentirli ogni volta che può. Chi invece odia le percussioni, probabilmente i Kodò non ha mai avuto il piacere di vederli dal vivo, altrimenti avrebbe già cambiato idea. Kodò è l’ensemble percussionistico per eccellenza nel panorama nipponico. Un simbolo di questa disciplina a livello planetario ma pure un ambasciatore ideale del suo paese, di una storia lunga e tenace che nemmeno la cattiveria di una Natura violenta, di vulcani, terremoti e tsunami, è mai riuscita ad arrestare. Da oltre trent’anni, una garanzia di mazzate, eleganza e forza bruta.

Kodò. da venerdì 5 a domenica 7 febbraio 2016, orari variabili. Teatro CRT- Triennale. Prezzi elevatissimi.


[Zero2] Scott Kelly + CHVE. 31 gennaio. Lo-fi.

Posted: Gennaio 23rd, 2016 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Scott Kelly + CHVE. 31 gennaio. Lo-fi.

Ora che pure Lemmy ha lasciato questa terra, è giunto il momento di considerare appieno il problema del buco che una generazione di solidi e immortali rocker sta lasciando con la sua dipartita, e il problema da affrontare è chi sarà in grado di colmare quel vuoto. In questa ipotetica “rockandrollarie”, Scott Kelly è sicuramente un candidato col suo peso. Fondatore e animatore, da 30 anni esatti, di quell’esperienza unica, a cavallo tra metal, hardcore e noise chiamata Neurosis; creatore insieme ai suoi sodali di Neurot Recordings, una delle poche etichette DIY dal respiro davvero globale; iniziatore della supermetalband Shrinebuilder, dj radiofonico e instancabile ricercatore di musiche a 360°… Scott Kelly non nasconde nemmeno il suo lato più intimo. Ed eccolo qui, solo e acustico, a ribadire che il suo ruolo nel rock quasi non conosce limiti.

Scott Kelly, CHVE. Domenica 31 gennaio 016. Lo-Fi. 15 euri (wtFf?!).


[Zero2] Solo Festa 2015. 19/20 dicembre. Sotto la sacrestia.

Posted: Dicembre 15th, 2015 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Solo Festa 2015. 19/20 dicembre. Sotto la sacrestia.

«La vita è fatta a scale», recitava una vecchio adagio che ben si adatta alla vita quotidiana della crew di Solo, che di scale deve farne parecchie ogni giorno. Sono i gradini che conducono in questo negozio nascosto tra le vie che circondano la Stazione Centrale (dove hanno optato per più comode scale mobili), in quello che una volta doveva essere un magazzino, e oggi invece è un punto di riferimento. Per il terzo anno di fila, Solo ha deciso di festeggiarsi con due giorni di concerti, ma siccome quelle scale sono diventate ormai un esercizio inevitabile, da quest’anno la festa si sposta alla Sacrestia. Sotto la Sacrestia, ovviamente, in fondo a un’altra scala da cui risuoneranno le note, non per forza suadenti, di Havah, Carol, Bronte, Dalton, Gli Ultimi, Gab de la Vega e DJ Panino. E con loro risuoneranno gli auguri di compleanno. Un augurio fatto a scale.

Solo Festa. Sabato 19 (Havah, Carol, Bronte) e domenica 20 (Dalton, Gli Ultimi, Gab de la Vega e DJ Panino) dicembre 2015.  Pochi euri.


[Zero2] Zu + Alberto Boccardi. 27 novembre. leoncavallo.

Posted: Novembre 26th, 2015 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Zu + Alberto Boccardi. 27 novembre. leoncavallo.

Ci hanno messo anni a ritrovarsi e a riscoprire il giusto spirito, ma si direbbe che da quando sono tornati gli Zu non si siano davvero mai fermati. Qualche piccola pausa, più che altro per i troppi impegni su altri progetti, ma nessuna interruzione di quel desiderio di esplorazione universale che li ha rimessi in viaggio. A Milano ci tornano sin troppo spesso, ormai, ma il bello di questa macchina viaggiante è la sua adattabilità ai diversi paesaggi: questa volta ad esempio arrivano al Leoncavallo in mezzo ad una convention enogastronomica. Ad aprire le danze ci sarà il deserto elettroacustico di Alberto Boccardi, le cui esplorazioni hanno congiunto la Valtellina al Kazakhistan passando dal Mar Rosso. Che tutto ciò si incontri intorno a una bottiglia di vino, ha definitivamente senso.

Zu, Alberto Boccardi. Venerdì 27 novembre, leoncavallo. ingresso a sottoscrizione (immagino cinque, ma con la critical wine di mezzo i prezzi non si capiscono mai).


[Zero2] Marc Ribot & the Young Philadelphians. 22 novembre. Teatro manzoni.

Posted: Novembre 10th, 2015 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Marc Ribot & the Young Philadelphians. 22 novembre. Teatro manzoni.

Questo è un pezzo da 824 battute: numero insufficiente già solo per elencare le collaborazioni di Marc Ribot, figuriamoci per raccontare un uomo e una storia che avrebbero bisogno di più tomi. Opere intere che si potrebbero smontare in un minuto, basta che Marc imbracci la chitarra e la accarezzi con quel suo tocco, unico al mondo, in grado di squarciarti l’anima. Ad Aperitivo in Concerto il più grande chitarrista vivente (perché ogni tanto le cose van dette pure pane al pane, ovvero esagerando) si presenta con il suo progetto più conservatore, quegli Young Philadelphians che omaggiano Paul Newman nel nome e il “Philly Soul” nello spirito, ma che il cuore lo votano ad Ornette Coleman e al sogno di un punk-jazz combattente che avrebbe voluto cambiare il mondo. E ce l’ha fatta, come ci riesce Marc Ribot ad ogni tocco.

Marc Ribot & The Young Philadelphians. domenica 22 novembre, teatro manzoni. 12 euri.


[Zero2] P.I.L. 11 ottobre. Magazzini generali.

Posted: Ottobre 11th, 2015 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] P.I.L. 11 ottobre. Magazzini generali.

Facendo zapping nelle periferie del digitale terrestre, ci si può imbattere in qualsiasi cosa, persino in John Lydon che parla di insetti su un canale di documentari tamarri. Il fu ribelle Johnny Rotten svenduto al mercato dei reality show?! Un sacrilegio? No, un sollievo. Una scelta che rassicura sul fatto che nel punk rock non esistono santi, ma solo uomini capaci di alternare sonori tonfi a splendi salti nel cielo. Le vette più alte, Mr. Lydon non le ha mai raggiunte coi Pistols bensì con quel circo dissacrante chiamato PIL. Un progetto ormai solista, che da 35 anni alterna altissimi come gli esordi a bassissimi come il recente What the World Needs Now, ma che resta vivo sulla corda tesa dell’energia del suo animatore, la cui elettricità naturale riesce ancora a far drizzare i capelli sulla testa, forse anche quando parla di insetti.

 

P.I.L., DelendaNoia. domenica 11 ottobre. Magazzini generali. 30 cazzo di euri.


[Zero2] Veneranda Fabbrica del Suono. 01, 08, 15 ottobre. Spazio ex-cobianchi

Posted: Settembre 30th, 2015 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [Zero2] Veneranda Fabbrica del Suono. 01, 08, 15 ottobre. Spazio ex-cobianchi

Nell’anno 1387, gli abitanti di Milano decisero di mettersi al passo con le altre grandi città medievali e costruire una cattedrale, inaugurando la Veneranda Fabbrica del Duomo. Nell’anno 2015, seicento anni più tardi (poco più del tempo necessario per costruire il Duomo stesso), a Milano le cattedrali si costruiscono ancora ma in luoghi e tempi diversi: nel deserto sociale dei quartieri della moda e del design, nelle periferie di un passato agricolo da rinnegare e soffocare nel cemento. L’intenzione di seguire le altre grandi città è tramontata, rinnegata dall’immediatezza dei grandi eventi, che si costruiscono alla bell’e meglio in pochi mesi, perché destinati a durare poche settimane. Ma il gusto del costruire opere durature i milanesi non l’hanno perso, e lo dimostrano i tanti che da anni creano iniziative culturali efficaci e longeve, benché spesso costretti a farlo sotto il livello dell’asfalto. Oggi, proprio al di sotto della piazza del Duomo dove questo spirito costruttivo ebbe inizio, alcuni operai culturali cittadini si riuniscono per tre serate nella Veneranda Fabbrica del Suono: una fucina di artigianato sonoro che riesce a mettere lungo la stessa catena produttiva nomi antichi, vecchi e giovani, coinvolti da Elita (in collaborazione con OppostiConcordi) nella riapertura culturale dei bagni diurni Ex-Cobianchi. Tre giovedì di ricerche sul suono, uniti dalla costante presenza di un’altra istituzione storica di questa città: il Conservatorio G.Verdi, che scende in fabbrica con il Dipartimento di Musica Elettronica di Giovanni Cospito con i live del duo IDM T.E.S.O., della Laptop Orchestra e le installazione interattive di Officine Tesla e Stefano Lazzari. Ciascuna delle tre serate prosegue poi seguendo un filone diverso della sperimentazione musicale, tramite un concerto e una insonorizzazione dedicata. Read the rest of this entry »