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31 dischi del 2025 che mi sono piaciuti. E altri 40 che idem.

Posted: Marzo 20th, 2026 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , | No Comments »

Alle 15:46 di quest’oggi è cominciata la primavera 2026 e questi sono trentuno dischi del 2025 che mi sono piaciuti molto (in ordine alfabetico). In mezzo tra questi ci sono pure i due che preferisco.

marshal allen – new dawn 
backxwash – only dust remains
black keys  –  hostile design 
ethel cain – Perverts (ma è caruccio pure Willoughby Tucker, I’ll Always Love You)
dalek & charles hayward – haywardxdalek
lucrecia dalt – a danger to ourselves 
alabaster deplume – a blade because a blade is whole
duo ruut ilmateade
elkotsh – rhlt jdi
Ben Lamar Gay – yowzers
zachary good – lake heritage 
Heinali & Andriana-Yaroslava Saienko – Гільдеґарда (Hildegard)
mary halvorson – about ghosts
lonnie holley – tonky
intensive care and the body – was i good enough?
Eiko Ishibashi, Antigone
kasai –  
sarathy korwar – There Is Beauty, There Already
kuunatic – Wheels of Ömon
jeffrey lewis – the even more freewheelin jeffrey lewis
mclusky – the world is still here and so are we
Mopcut – Ryok
Ikue Mori – Of Ghosts And Goblins
Mourning[a]BLKstar – flowers for the living
the necks – disquiet
Refree, Raül & Niño de Elche – Cru+es
Sunbörn Meets Clap! Clap! – Earth Is Begging
weirs – diamond grove
karen willems – a fool’s guide to reality
Yazz Ahmed – A Paradise in the Hold
young mothers – better if you let it 

ma visto che alle 15:46 di quest’oggi è cominciata la primavera 2026, ecco altri quaranta dischi del 2025 che mi sono piaciuti (in ordine alfabetico).

أحمد [Ahmed] – سماع [Sama’a] (Audition)
Yara Asmar – everyone I love is sleeping and I love them so so much
elisa begni – what remains 
tim berne – yikes too
Les Biologistes Marins – Looking Out For Dolphins
buzz’ ayaz – s/t
canzonieri – all creature 
Brìghde Chaimbeul – sunwise 
coroner – dissonance theory
andrea laszlo de simone – una lunghissima ombra
dj haram – Beside Myself
Thomas Fujiwara – Dream Up 
Geese – Getting Killed
jim ghedi – Wasteland
gyrofield suspension of belief
Keiji Haino + Shuta Hasunuma – U       TA
heart of snake & mira – chamaerops 
holden & zimpel – the universe will take care of you
horsegirl – Phonetics On and On
Horse Lords & Arnold Dreyblatt – Extended Field
imperial triumphant – goldstar
jazz lambaux music for fools 
Lucy Liyou – Every Video Without Your Face, Every Sound Without Your Name
Makaya McCraven, Off the Record
maruja – pain to power
Anna McMichael & Clocked out – Peak Plastique
Memphis Metaphysics S/T
Al Mustaqil musica plebea nell’era del tecnofeudalesimo
Ngasa ngasa – tra due rive
evan parker & bill nace – branches  
zeena parkins – lament for the maker 
lido pimienta la belleza 
jules reidy – ghost/spirit
rosalia – lux
tom rowlands – M son of the century (original soundtrack)
the sleep of reason produces monsters – s/t 
rai tateishi – presence
wow – rosa di luce
wrens – half of what you see
matthew young- undercurrents

(come ogni stagione, ogni anno, ogni giorno concessoci dagli dei sulla terra… grazie soulseek per tutto ciò che fai per l’umanità)

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[bikeit] Il Tour di Nibali. Nonostante il ciclismo italiano

Posted: Agosto 1st, 2014 | Author: | Filed under: pedallica | Tags: , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su [bikeit] Il Tour di Nibali. Nonostante il ciclismo italiano

Btjo3i9IMAEsXudDai e daje, Vincenzo Nibali ha vinto il Tour de France 2014. L’ha vinto con pieno merito, con ampi margini su tutta la concorrenza, con un dominio in strada che non si vedeva da un decennio. Roba da spellarsi le mani per gli applausi, che il corridore messinese si merita tutti dal primo all’ultimo, da alzare i boccali al cielo per i brindisi, che con uno spettacolo del genere saranno stati ancora più numerosi.
Uno spettacolo che il Tour ha regalato nonostante un padrone della corsa così netto, e che si riflette in un vero e proprio boom sui media italiani, dalle dirette televisive che fanno percentuali di ascolti in doppia cifra ai giornali che riportano il ciclismo in prima pagina. Ora che l’eco si è dissolta, che i giornali hanno lasciato spazio a notizie ben più drammatiche e le pagine sportive a questioni ben meno edificanti, ora che piano piano la sbronza è svanita, si può tornare a guardare la realtà che sta dietro il trionfo nibaliano. Sembrava tutto perfetto, sembrava quasi una rinascita del ciclismo italiano. Ma non lo è. Read the rest of this entry »


una cosa e’ il punto di fuga, un’altra il solido in prospettiva (aka Prospects to watch 2013)

Posted: Gennaio 25th, 2013 | Author: | Filed under: pedallica | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su una cosa e’ il punto di fuga, un’altra il solido in prospettiva (aka Prospects to watch 2013)

questa settimana, con il tour down under e il tour de san luis, comincia davvero la stagione 2013. i numeri che vengono appiccicati sulle schiene sono numeri veri, e pure le schiene sono vere. cosi’ finisce anche il lungo inverno che, feticismo del fango a parte, e’ stato caratterizzato prevalentemente da un banchetto sanguinario nel quale si è strappata la carne al nuovo capro espiatorio del ciclismo.

nel ribadire la fede assoluta nella triade “bike, drugs & rock’n’roll”, tanto vale togliere il tappo a questa stagione e attaccare con una rubrica spudoratamenta copiatea da Inner Ring (sempre sia lodato): va ora in onda, quindi, l’elenco dei 15 corridori su cui metterò la lente di ingrandimento per questa stagione che viene, in un misto tra giovani semi-esordienti e non-più-giovani attesi al definitivo salto di qualità. poi se ne riparla a novembre. in ossequio ad un’antica rivalità contro l’alfabeto, l’elenco sarà esposto in ordine casuale.
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#salvaiciclisti apre la strada al futuro

Posted: Maggio 3rd, 2012 | Author: | Filed under: bandiera nera, cadevo, pedallica, succede che... | Tags: , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su #salvaiciclisti apre la strada al futuro

28 aprile, ore 16.14, i Fori Imperiali di Roma offrono un panorama unico: girandosi da una parte o dall’altra si scorge soltanto una marea di persone di ogni età, sono 49.999 e almeno tre quarti di loro hanno la propria bici di fianco a se’. Anche le bici sono di ogni età, di modelli diversi, con storie tutte diverse sotto le loro ruote, ma tutte ancora vive, nonostante la battaglia che conducono ogni giorno sulle strade.

28 aprile, ore 16.15, sul palco (auto)costruito al centro dei Fori Imperiali sale un omone grosso come un guardaroba coloniale, prende il microfono e si presenta come un residuo del vecchio mondo, quello di cui questa giornata rappresenta il funerale, e invita tutte quelle migliaia di persone a sdraiarsi a terra, stringendo al proprio cuore il ricordo delle vittime della guerra della strada. Lo spazio è troppo stretto perchè ci si possa stendere tutti, ma nessuno pare volersi tirare indietro, così la folla si accascia come e dove capita, chi mezzo seduto, chi infilandosi nel telaio di una bici, chi sdraiandosi su chi gli sta a fianco, andando quasi ad anticipare quell’orgia di piacere che sono le strade dei sogni. In quel momento, sull’antica Roma scende un silenzio surreale, da pelle d’oca: la festa si interrompe bruscamente e lascia spazio alla compartecipazione di tutti i presenti. In tanti hanno la pelle d’ora e gli occhi rossi, sebbene cerchino di nasconderlo.
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