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[Zero2] Low. 05 ottobre. Dal verme.

Posted: Settembre 19th, 2018 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , | No Comments »

Ho un amico che ragiona da tempo su una serie di compilation in cui le band sono suddivise per credo religioso. Se dovesse arrivare a farne una anche per i mormoni, probabilmente sarebbe una monografia dei Low, e sarebbe la più sincera di tutte. Non vi è band al mondo, infatti, che riesca ad aderire più dei Low al proprio credo, una scelta che più che artistica è di fede. Come tutte le religioni, a eccezione del Pastafarianesimo, il messaggio di fondo è uno solo: che la vita è una merda, che siamo condannati a vagare ciechi per il globo trascinandoci un fardello di sofferenza fino al giorno in cui una qualche divinità non si deciderà a incenerirci con una saetta. La musica dei Low sa profondamente di peccato, ma non ha bisogno di rincorrere la mela proibita – ci fa sentire scacciati dal giardino dell’Eden chiamandoci per nome, infierendo su ogni nostra debolezza. Per questo è così lenta, disturbante, scarna: per farci stare male come ogni mattina quando ci svegliamo. Un loro concerto è un anti-rituale, anzichè la salvezza celebra la normalità, quella che lascia più disperati di prima (e un titolo come quello del loro ultimo album, “Double Negative”, non lascia troppo spazio alla fantasia…). Il desiderio ultimo sarà solo quello di trovare un bancone cui adagiarsi e annegare i propri pensieri: non sarà una scalata verso il Paradiso, ma il modo più efficace per fuggire dall’Inferno.

 

Low. venerdì 05 ottobre. teatro dal verme. un inferno di euri.


[Zero2] Laibach. 3 aprile. Live club.

Posted: Marzo 31st, 2014 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

L’opera dei Laibach è qualcosa che va oltre la musica e sfocia nella “Storia”, una storia drammatica come quella della loro terra, ovvero i Balcani e l’ex-Jugoslavia. Per raccontare questa tragedia, i Laibach hanno allestito un freak-show audiovisivo in cui la band stessa si trasforma in una bizzarra falange para-fascista: un dissacrante atteggiamento guerresco che risponde a un’epoca di follia omicida, mettendo alla berlina i patriottismi e militarismi che ne hanno scavato le cicatrici. Più che una semplice provocazione, quella dei Laibach è una narrazione critica, costruita sull’ironia e sulla dissonanza. Un racconto dove il rumore rappresenta il vero afflato di libertà.

Laibach. giovedì 03 aprile. Live club, trezzo sull’adda (Mi). 22 euros.


[4/4] quattro passi nel rumore (aka Tuona pasqua vol.2)

Posted: Aprile 4th, 2012 | Author: | Filed under: larsen | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Facciamo quattro passi nel rumore, ora che il nostro corpo si è ritarato sull’esplosione ormonale della primavera, possiamo seguire il coniglio nero e tornare nell’oscurità. Quella dei suoni più intensi, del bombardamento delle vecchie città che crollano sotto il peso dell’industria che le ha divorate. La primavera milanese è un florilegio di suoni industriali e di rumore, una prima cavalcata che arriverà a deflagrare con l’arrivo di Merzbow, il grande maestro nipponico delle frequenze impossibili.

Si inizia comunque piano piano, con ritmi lenti ed avvolgenti che ti si avvinghiano ai polacci e ti trascinano giù nell’abisso. Si inizia da Monza, mercoledì 4, con il post-rock psycho-doom dei Crippled Black Phoenix, accompagnati dagli stoners bergamaschi King Bong (vi è sempre l’alternativa punk-rock, sono gli MxPx All Stars al Magnolia, Segrate).
E di stoner, di chitarroni e di notti stellate sulla Cascade Mountains se ne riparla anche il giorno successivo, ancora al Magnolia, con Red Fang, Black Tusk e Goran D. Sanchez. Paradossalmente, sarà questa la serata “per giovani”, perchè gli anziani nostalgici accoreranno invece al Bloom (Mezzago) a vedere ciò che resta del sogno dei Meat Puppets, che eseguiranno dal vivo, per intero, il loro capolavoro “II”, una moda ormai consolidata per tutte le grandi band che furono, specie quelle dei magnifici ’90s, scollinate nel nuovo millennio senza più alcuna idea (e magari col portafoglio vuoto).
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